Paletta infiamma il mercato ducale: quante operazioni nel reparto difensivo
Sarà un’estate rovente, anche se le temperature attuali lasciano pensare il contrario, per i tifosi del Parma alle prese con quella che sembra essere un vero proprio tormentone: Paletta resta, Paletta parte. Per il forte difensore di Buenos Aires anche quest’anno trentacinque presenze di qualità, di guida del reparto e di crescita costante. Gabriel è un perfezionista, spesso ricorda quanto debba migliorare nell’attenzione durante l’arco dei novanta. Di sicuro ci sono molti club attenti alle sue prestazioni, sia in Italia che all’estero. Mazzarri lo riteneva perfetto per la sua difesa a tre, ora che ha annunciato l’addio agli azzurri sembra perdere quota l’ipotesi Napoli. Poteva essere il puntello per la difesa rossonera ma oggi è arrivata l’ufficialità del riscatto di Zapata. Resta calda( e molto) la pista russa sponda Zenit, scottati dall’affare Neto che non sta rendendo secondo le aspettative. Il club di San Pietroburgo offre la possibilità della vetrina Champions e un lauto ingaggio ma Gabriel preferisce restare in Italia. A gennaio lo ha dimostrato rifiutando l’Hoffenheim, certo non la formazione più blasonata d’Europa. L’Ad Leonardi ha dichiarato con forza quanto Gabriel sia importante per la squadra, fa parte della colonna vertebrale composta anche da Mirante e Amauri. In questo mare di indizi difficile decifrare quello che sarà il futuro del biondo centrale anche se gli acquisti di Pedro Mendes, Jansoon e le trattative per Munoz e Garcia del Palermo lasciano intuire che qualcosa in difesa cambierà. Il centrale argentino del Palermo ha diversi punti di somiglianza con Paletta: hanno giocato entrambi nel Boca, era stato inserito anche lui nella lista di giovani promettenti dela rivista Don Balon ed è un difensore dotato di gran fisico e ottime doti in elevazione. Benalouone sarà riscattato dal Cesena, Lucarelli ha appena rinnovato, futuro molto incerto per Coda, che gode della stima della dirigenza, e Santacroce. Ripartire da Paletta equivarrebbe a un’iniezione di fiducia per tutto l’ambiente e potrebbe dare maggiore convinzione a un gruppo a cui è richiesto di alzare l’asticella. Davanti ad un’offerta irrinunciabile sarà dura porre il veto ma lse condizioni le fa il Parma, senza condizionamenti, non avendo la necessità di vendere per risanare il bilancio. Non resta che attendere che la ‘telenovela’ abbia inizio e, sperando, un lieto fine.


