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TMW A CALDO - Palermo, Guidolin: "Soddisfatto della Uefa, ma ammetto i miei errori..."

20.05.2007 21.03 di Francesca Patanè  articolo letto 2981 volte
Hanno vinto, hanno fatto pace col pubblico, si sono assicurati un posto in Uefa, hanno persino improvvisato uno striptease liberatorio lanciando ai tifosi calzoncini e magliette (palma d'oro a Corini, se ci consentite un giudizio), eppure l'ultima giornata in casa rosanero - 2 a 1 col Siena che si batteva per non retrocedere - non è stata priva di nuvole. I due infortuni, uno piuttosto grave per Guana (frattura pluriframmentaria scomposta della clavicola sinistra), l'altro per Bresciano (sospetta distorsione muscolare al bicipite femorale sinistro) hanno allungato la catena degli incidenti sul campo - motiv poco leit del Palermo di questa stagione - e ridotto ancora la rosa su cui il "redivivo" mister Guidolin - una telenovela ormai la sua storia professionale palermitana - potrà contare. E fortuna che siamo ormai a fine Campionato, fortuna che dopo Udine della prossima domenica giocatori e allenatore - come ha anche sottolineato nel post-partita il tecnico di Castelfranco Veneto - potranno finalmente andare in vacanza. Qualcuno, per la verità, le vacanze le aveva già anticipate sul campo in questo girone di ritorno tutto da dimenticare, qualcun altro no, ma in compenso le allungherà per sempre, almeno nei confronti dei colori rosanero. "Ho salutato, non voglio dire di più", ha sussurrato in conferenza stampa l'indiscusso capitano Eugenio Corini e incalzato dai giornalisti: "La società ha avuto tanto tempo per incontrarmi e parlare, l'ha fatto solo ora e io, ora, voglio riflettere un po' prima di decidere". Che nuvole nel cielo del Palermo, la prossima stagione. Con una squadra rivoluzionata (molti pare abbiano la valigia già pronta, compreso l'airone Caracciolo, pure applaudito dai tifosi dopo il gol del 2 a 0), un allenatore che non si sa chi sarà, una Juventus tornata in serie A e un altro pugno d'assi che pure a nominarli fanno venire i brividi. Per questo l'occasione della Champions probabilmente si è persa per sempre, per questo sorridiamo amaro quando sentiamo il mister parlare di "grande soddisfazione". "Siamo in Uefa per la seconda volta su tre, e con me alla guida - ha detto e ripetuto Guidolin in conferenza stampa - questo a me riempie d'orgoglio e credo che debba riempire d'orgoglio tutti i palermitani". Fatti, non parole: così si dipinge il mister "che non sorride mai". Se Zamparini, come ha dichiarato, vuole gente allegra, è meglio che cambi indirizzo. Ma sul campo contano i goal, non le barzellette, quei goal che in casa gli undici rosanero non hanno saputo più confezionare. "La squadra da tre mesi a questa parte gioca in casa con una tensione che attanaglia le gambe - ha sottolineato il tecnico del Palermo - fuori non ha mai mancato né di risultati né di qualità". Che il Palermo del ritorno, soprattutto in casa, non è stato neanche la brutta copia di quello dell'andata non è più una novità per nessuno. E le colpe sono di tutti. Del fato, che ha messo ko i pezzi da novanta; della società, che ha fatto scelte di mercato molto "per il futuro" e poco per il presente; del mister, che ha "visto" sempre gli stessi giocatori ("Ammetto che uno dei miei errori è stato quello di aver sacrificato forse troppo Franco Brienza"); del pubblico, che non ha più sostenuto la squadra e persino della stampa, non esplicitamente nominata da Guidolin ("Abbiamo avuto addosso tante critiche che hanno condizionato non tanto me, che ho scelto di stare zitto, ma tutta la squadra"), eppure grande accusata dai suoi lunghi e ostinati silenzi stampa, dalle partite di allenamento a porte chiuse, da un atteggiamento quasi infastidito davanti alle domande "difficili". Come quella che gli abbiamo fatto, restituendogli la frase che lui stesso aveva detto poco prima ai suoi giocatori, per rincuorarli delle tante partite andate storte: "Basta una sola giornata, basta una domenica... Non è mai troppo tardi per riconquistarsi fiducia e stima". Mister, potrebbe valere anche per lei nei confronti del presidente Zamparini? "A me questo non interessa. Io credo che la stima ci sia comunque nei miei confronti: non può essere legata solo a una partita o solo ai risultati. Almeno me lo auguro".

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