REGGINA - Trentanove formazioni diverse in quaranta giornate!
Breda e Gregucci hanno scelto la discontinuità di formazione. E i risultati non hanno dato di certo ragione ai due tecnici. In una sola occasione, in due gare di fila, la Reggina ha mantenuto lo stesso undici, vale a dire nelle due partite con Gubbio e Empoli.
Vediamo, nel dettaglio, quanti e quali cambiamenti sono stati fatti, da una partita all'altra, in fatto di formazioni:
Record assoluto alla ventiquattresima, quando Gregucci propose ben sei calciatori che non avevano giocato la gara precedente. La gara in questione è lo 0-0 di Grosseto, con le new entry Zandrini, Angella, Emerson, Barillà, Colombo e Bonazzoli. Ad ogni modo, c'è da dire che il brasiliano e il bomber tornavano dopo la squalifica.
Traguardo eguagliato alla 33esima, quando tra la gara di Varese e quella interna contro il Brescia, si sono registarete le novità Belardi, Cosenza, Rizzo, Colombo, Campagnacci e Bonazzoli.
Cinque le novità tra la suddetta gara contro il Brescia e il primo tempo di Torino
Quattro cambi di formazione all'ottava giornata, in Ascoli-Reggina 1-1, con l'esordio stagionale di Pietro Marino e Nicolas Viola, più gli innesti di Castiglia e D'Alessandro. Alla diciottesima quattro cambi, in concomitanza con lo 0-0 al Granillo contro la Samp e con il cambio del modulo: in campo le novità Cosenza, Castiglia, De Rose e Campagnacci. Quattro novità alla ventiduesima, alla prima di Gregucci sulla panchina amaranto e con il tentato tridente in quel di Modena: in campo, largo a Adejo, Cosenza, Colombo e Ceravolo, assenti la settimana precedente. Quattro le novità anche nell'ultima gara giocata a Bari, con in campo Armellino, De Rose, Barillà e Alessio Viola.
In varie occasioni, due o tre novità rispetto alle partite precedenti, come anche una sola novità. Ad esempio, alla dodicesima giornata, una sola variazione nell'undici di partenza, con Kovacsik che ha rilevato Marino, influenzato.
Tanti cambiamenti sulla fascia destra, con il balletto D'Alessandro-Colombo, Colombo-D'Alessandro, che ha animato le novità della formazione almeno sino a gennaio, ma anche continui cambiamenti a centrocampo e in avanti, dove quando è mancato Bonazzoli, hanno spesso ruotato tutti gli altri.


