REGGINA – Atzori svela la ricetta: giovani e determinazione, questa la strada da percorrere
Determinato lo è. Si vede dagli occhi volenterosi di rimettersi in gioco con la consapevolezza di non poter più sbagliare. Gianluca Atzori non sente addosso la responsabilità di una piazza esigente, vuole semplicemente riportare entusiasmo. Cerca uomini guida, uomini spogliatoio come lo erano Tedesco e Bonazzoli tre anni fa. Curioso, un centrocampista e un attaccante: quest’anno sarà anche così, Colucci e Di Michele dovranno dare l’esempio con i fatti. Sudare, correre sentire l’appartenenza a una maglia, quella amaranto, da “rispettare”. Chi non ci crede riceve il benservito, come fu per Brienza.
Di mercato ne hanno parlato tanto col presidente e il direttore Giacchetta, ben dieci ore. La linea base è stata tracciata: difesa a tre e un uomo capace di saper giocare tra le linee, in modo tale da poter avere due soluzioni. Il primo problema è l’esterno di fascia sinistra. Il tecnico spera di avere Rizzato, dovesse venir meno una sua riconferma pronto Nino Barillà. Atzori lo ha seguito quest’anno, gli è piaciuto parecchio quando ha giocato da quinto centrocampista, una soluzione che lo intriga.
Se tornerà Nicolas Viola, il tecnico laziale sarà subito pronto a mettere i puntini sulle “I”. Bisogna giocare senza supponenza e con la testa, come si fece tre anni prima, non ripetere gli errori fatti nell’anno di Breda. E poi i giovani della rosa, provenienti dal settore giovanile. Atzori ne ha già individuati tre che lo affascinano e che già nella sua precedente esperienza lo avevano convinto: l’attaccante Louzada (’94), il cervello Maita (’94) e il roccioso difensore Di Lorenzo (’93).
Saranno tre elementi che, con ogni probabilità, resteranno aggregati alla Prima squadra, loro sono i giovani “motivati”, adesso bisogna trovare l’ossatura per farli crescere al meglio.


