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ITALPETROLI-UNICREDIT: una storia lunga 5 anni
20.11.2009 20.40 di Giulia Spiniello  articolo letto 455 volte

Una storia iniziata nel 2004 con la Capitalia allora guidata da Cesare Geronzi e non ancora finita oggi, con Capitalia che e' confluita nell'Unicredit di Alessandro Profumo e con essa gli oltre 320 milioni di euro di debiti in carico ad Italpetroli.
Dura quindi ormai da piu' di cinque anni il tentativo della societa' della famiglia Sensi di rientrare dall'indebitamento contratto con gli istituti bancari: oltre 400 milioni divisi fra Unicredit, per la precisione 324,9 milioni, e Monte dei Paschi di Siena (circa 80 milioni).
Nella primavera del 2004, Italpetroli ha circa 640 milioni di euro di debiti: Capitalia entra nel gruppo con una quota del 49% e sottoscrive un piano di risanamento che prevede la riduzione del passivo a 225 milioni entro il 31 dicembre 2005, ma alla data in questione i debiti superavano ancora abbondantemente i 400 milioni di euro.
Si arriva cosi' al novembre del 2007, quando l'indebitamento di Italpetroli e' sceso ancora, a 377 milioni di euro: si decide di sottoscrivere un nuovo piano. Questa volta si devono restituire 130 milioni entro il settembre del 2008, poi la societa' sara' riorganizzata in tre settori, quello petrolifero, quello immobiliare e quello 'Entertainment' che, con scadenze temporali diverse, dovranno rientrare del debito complessivo.
 

Alla fine del 2007, pero', Capitalia entra nella galassia Unicredit, la quale, nel luglio del 2008, rinuncia all'opzione del 2% che le avrebbe consentito di salire al 51% di Italpetroli e rinegozia un nuovo piano. La prima scadenza e' per il dicembre successivo: 150 milioni, che pero' non arrivano nelle casse di Unicredit, che concede una proroga al giugno successivo. Anche in questo caso, pero', la prima tranche di rimborso del debito non viene pagata.
Piazza Cordusio allora propone la nomina di un supermanager esterno per valutarne la cessione. Anche questa strada non va in porto, allora Unicredit disdetta l'accordo sul rientro del debito e passa alle maniere forti: all'inizio di settembre si dice pronta a pignorare tutti gli asset di Italpetroli, ad eccezione della As Roma, per rientrare nel debito. E fa partire i decreti ingiuntivi presso il Tribunale.


 


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