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Pellegrini tra passato e futuro: "Confido molto nel ritorno di Eramo"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 23 maggio 2013, 21:40News Doria
di Stefano Orengo
per Sampdorianews.net

Pellegrini tra passato e futuro: "Confido molto nel ritorno di Eramo"

Una vita da capitano, con il climax di una carriera in blucerchiato raggiunto con lo Scudetto vinto con la Sampdoria nel 1991. Luca Pellegrini con gioia aspetta il derby “SLAncio per la Vita” in programma lunedì prossimo e, direttamente dagli studi di Samp TV, racconta nella trasmissione ‘Studio Live’ le sue impressioni sulla partita. “Sarà un modo felice di ritrovarci, rivederci, vedere quanti chili abbiamo preso - scherza l’ex difensore -. Ma soprattutto, al di là di tutto questo, sarà bello per cercare di dare una mano ai nostri colleghi che non sono stati fortunati. E non solo, perché la SLA colpisce anche molta gente comune. Sarebbe bello replicare quanto successe qualche anno fa con Stefano Borgonovo. Quell’evento fa capire come la Genova rossoblucerchiata sia sempre presente in queste occasioni”.

A causa di un infortunio, Pellegrini lunedì non giocherà, ma assisterà comunque alla partita. Se giocasse al giorno d’oggi, il suo ruolo sarebbe sempre quello di difensore centrale, nonostante la sua tecnica sia superiore a quella di molti centrocampisti di oggi. “Adesso c’è tanta fisicità e la differenza la fanno i giocatori che sanno leggere prima le situazioni - conferma Pellegrini -. Oggi comunque nella difesa a tre, come quella della Sampdoria, c’è una riscoperta della figura del libero, perché il centrale deve anche impostare. Per farlo bisogna avere personalità, qualità tecniche e visione di gioco”.

Ma in che ruolo giocherà la Sampdoria lunedì? “Nella partita d’andata contro l’Inter, l’anno dello Scudetto, fu espulso Mikhailichenko e giocammo senza libero - ricorda l’ex numero 6 doriano -. Per caratteristiche, io, Moreno e Pietro eravamo veloci ed eravamo anche adatti ad una difesa a tre. Oggi, con l’età, questo non sarà chiaramente possibile, quindi saremo più coperti”.

Pellegrini parla poi del presente doriano, a cominciare dalla stagione appena conclusa da Icardi, con le critiche ricevute da molti a causa del calo nella seconda parte di stagione, forse perché giovane, forse perché distratto dalle voci di mercato. “La verità sta nel mezzo - spiega -. È lo stesso percorso che ha fatto anche Zaza ad Ascoli. Appena si è sentito parlare di certe sirene, ha avuto un’involuzione ed è andato in panchina. Penso che Icardi sia stato uno dei primi ad aver staccato la spina, comr l'hanno staccta anche altri. Si è visto che nell’ultima giornata aveva ritrovato grosse motivazioni per far bene e ha fatto 60 metri di scatto per andare a fare gol. Come il Mancini dei primi anni, anche a Icardi piace andare nello spazio. Icardi è calato anche quando è mancata la figura di Krsticic a centrocampo e, senza nessuno che lo innescasse, è venuto più fuori Eder, che invece veniva incontro alla sfera".

“Noi della Sampdoria nei nostri primi anni venivamo chiamati ‘immaturi’ - conclude Pellegrini -. E in quel momento forse era vero, perché quando il giovane si sente arrivato rischia di perdersi. Il problema non è arrivare, ma mantenere certi livelli. E senza un certo tipo di maturità, non si può ottenere questo obiettivo. Io in questo senso sono maturato presto, proprio quando l’avvocato Colantuoni mi invitò a conoscere Paolo Mantovani e decisi di venire a Genova”.

Tornando poi al futuro doriano, Pellegrini tocca il tema mercato e spiega: “Ci sono due cose importanti da rivedere: la testa e la coda. Io Romero lo sostituirei. Già l’anno scorso aveva fatto qualche leggerezza di troppo e quest’anno ha complicato le cose in maniera determinante in alcune situazioni. Dal punto di vista tecnico, è un ottimo portiere, però per l’atteggiamento lo cambierei. In più, bisognerebbe prendere un attaccante. A centrocampo confido molto nel ritorno di Eramo, che è cresciuto molto. È un giocatore interessante, se anche lui non soffre il salto dalla B alla A”.