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Eranio: "Derby della Lanterna il migliore d'Italia"
25.11.2009 10.20 di Gabriele Lepri  articolo letto 472 volte
Fonte: Gabriele Lepri per "Palla in Campo"

E’ stato uno dei protagonisti dei primi anni ’90 con la maglia del Genoa e i tifosi non lo hanno mai dimenticato. Stefano Eranio, genovese doc classe 1966, è cresciuto nelle giovanili rossoblù. Con la maglia del Genoa il centrocampista nato nel quartiere di Molassana ha giocato per ben otto stagioni, frutto di 213 presenze e 13 reti. Centrocampista di grande qualità e quantità è stato uno dei motorini della linea mediana rossoblù: nonostante un grave incidente occorsogli a Cesena, lesione e conseguente intervento chirurgico a un rene, seppe rimontare la corrente, fino a trovare una propria grande dimensione sulla fascia destra, prima con Scoglio e poi con Bagnoli. Milan, Derby Country e Pro Sesto sono state le sue ultime squadre dopo la sua lunga parentesi con la maglia del Genoa. Dopo aver fatto parte dello staff tecnico giovanile del Milan, attualmente è ospite della trasmissione sportiva Diretta Stadio in onda su Settegold.
 

Lei ha giocato diversi derby con la maglia del Genoa: cosa provava nei giorni che precedevano la stracittadina?
Tanta emozione come se fosse sempre la prima volta e non poteva essere altrimenti. A mio giudizio Genoa-Sampdoria è il miglior derby d’Italia. Genova dispone di due grandissime tifoserie capaci di trascinare le squadre dal primo fino all’ultimo minuto sia durante il derby della Lanterna che nelle altre gare di campionato. Poi la conformazione del Ferraris permette al pubblico di stare ancor più vicino ai propri beniamini in tutti i settori: gradinate, distinti e tribuna. Uno stadio così è veramente bello, l’ideale per giocare al calcio. Genoani e blucerchiati vivono il derby tutto l’anno, si punzecchiano con simpatici sfottò, sentono molto questa gara e non vedono l’ora di potersi sfidare sul campo. Finita la gara molti tifosi non vedono già l’ora che passino altri cinque mesi per potersi sfidare.

Prima e dopo gli allenamenti era solito parlare con i suoi compagni di squadra di questa sfida?
Ne parlavamo tanto ma non per quanto riguardava l’aspetto tattico. Discutevamo su quanto sarebbe stato fondamentale l’appoggio dei nostri tifosi, di cosa avremmo fatto dopo la vittoria, di come ci avrebbero accolto i tifosi all’uscita dello stadio e due giorni dopo al campo di allenamento. Sono emozioni che rimangono in te stesso per tutto l’arco della vita. La Sampdoria la conoscevamo, sapevamo come giocava, i suoi punti deboli. Molto importante era poi la concentrazione.
 

Le è mai capitato durante la settimana di incontrare giocatori della Sampdoria in città?
Ovviamente sì, noi giocatori ci conoscevamo quasi tutti, ma quando ci incontravamo non parlavamo molto della partita. Discutevamo semplicemente del più e del meno, poi se qualche tifoso per la strada ci fermava ovviamente parlavamo del derby con lui.
 

Uno degli elementi che ha sempre contraddistinto il derby di Genova è sicuramente l’aspetto legato alle coreografie. Un elemento che la caricava ancora di più?
Certamente, sapevamo che i tifosi erano molto bravi nel preparare le coreografie, dietro a questo lavoro ci sono ore e ore di lavoro, sacrificio e impegno. Dal campo è veramente emozionante vedere simili spettacoli.
 

Quale derby da lei vinto si ricorda maggiormente?
Direi quello di andata del campionato 1990-1991 in cui il Genoa vinse 2-1: io segnai il primo gol con un bel destro, poi la nostra squadra vinse per 2-1 grazie alla famosissima rete di Branco su calcio di punizione. Pagliuca riuscì a raccogliere la palla solamente in fondo al sacco. Dopo il mio gol ero talmente emozionato da sentirmi già stanco come se avessi giocato l’intera gara. Non è facile descrivere con le semplici parole una gioia così immensa. Segnare un gol ad un derby per me che sono nato a Genova e avevo svolto tutta la mia trafila con la maglia rossoblù era fantastico. Quella stagione il Genoa finì poi quarto, un gran bel risultato per tutti i tifosi e la dirigenza: un quarto posto che virtualmente c’è stato anche la passata stagione, ma purtroppo la gara di andata vinta dalla Fiorentina al Franchi ha permesso alla viola di andare in Champions League.
 


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