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Serie A

Thiago-Ibra-Thiago, tra intrighi di mercato e conti in tasca

04.06.2012 14.13 di Andrea Losapio  articolo letto 4837 volte

La domanda più importante di questo primo scorcio di mercato - non ufficiale, perché è ancora là da venire - coinvolge i tifosi milanisti. E' meglio cedere Ibrahimovic o Thiago Silva? La risposta più semplice è quella più scontata, che però è di difficile risoluzione: teniamoli entrambi e rinforziamo la rosa.
In un ipotetico conto - che è più un gioco che una prospettiva reale - delle casse rossonere possiamo trovare svariati milioni di euro in meno per i soli costi di gestione. Gli addii, a vario titolo, di Seedorf, Gattuso e van Bommel (quello di Nesta viene pareggiato dallo stipendio Montolivo) alleggeriscono i bilanci di una cifra importante, a cui dev'essere aggiunta la riduzione di stipendio di Flamini. Il francese potrebbe firmare un contratto da circa due milioni a stagione, di fatto scontando di cinque milioni il suo costo annuale. Più o meno trentacinque milioni (considerando anche Aquilani, Inzaghi e Oddo) che se ne andranno, più una decina spesi sul mercato lo scorso anno. Quindi, facendo un calcolo approssimativo, il Milan dell'anno prossimo sarà in rosso di circa 20 milioni di euro, dovesse rimanere così.
Una cifra accettabile - Fininvest ha ripianato per ventotto quando le perdite erano oltre sessantasette - ma che rimane ancora abbastanza lontana dalla linea di galleggiamento che la famiglia Berlusconi ha in mente per la società rossonera. Non tanto il padre, voglioso comunque di primeggiare in Europa, quanto per i figli. E' vero che l'austerity porta con sé dei nuovi scenari, ma è quasi ovvio che per finanziare la campagna acquisti dovrebbe andarsene uno fra Thiago e Ibra.
In questo quadro le notizie sono frammentarie, se non altro per i milioni di scenari che si possono sviluppare intorno a questi due giocatori. Il brasiliano ha più mercato, Ibra è comunque un fattore decisivo per il Milan. Thiago Silva se ne andrebbe portando via circa 55 milioni di spese - mancata cessione più ingaggio -, così come Ibrahimovic che è leggermente superiore ai 50 (circa 28 milioni di valutazione più 23 l'anno lordi). Il contratto dello svedese, sui due anni, diventa un fardello pesantissimo che sblocca anche molti altri possibili acquisti.
Il Barça, da par suo, vuole solo due giocatori per questa campagna acquisti. Thiago Silva e Gareth Bale. Il primo però è una priorità assoluta, l'opportunità di inserire Thiago Alcantara - anche prima dell'Europeo - potrebbe giocare a favore. Galliani rilancia per non "calare le braghe" subito, ma la sensazione è quella che il brasiliano sia destinato a salutare per una cifra altissima. Attenzione, per un difensore è quasi impossibile sfiorare o 45 milioni, ma se Chygrynskiy qualche anno fa è stato pagato 25 appare ovvio e doveroso scontare una forbice alta.
Il contante di Thiago Silva inaugurerebbe un nuovo corso - Dedé è interessante, ma è impossibile chiedere sconti - e qualche scommessa. Come lo era il brasiliano, ai tempi, venticinquenne ma con grandi margini di miglioramento. E la rosa è sicuramente da ristrutturare, quanto meno. Lasciando perdere poi Ibra, che ha mal di pancia un giorno sì e l'altro pure, che prima dice, poi smentisce, poi sostiene di aver ricucito, smentendo la smentita. E' un gioco di specchi dove Ibra potrebbe lasciare Milano - ultimo anno in cui riuscirlo a vendere per ricavare un buon bottino - e sganciare slot per l'arrivo di possibili campioni, magari non ancora affermati.
In questo meccanismo la domanda rimane sempre quella. Ibra o Thiago Silva? Forse, per il Milan, non sarebbe male venderli entrambi. A meno che Berlusconi non voglia pagare di tasca sua altri investimenti, scenario non troppo probabile. E a meno di non volersi bendare gli occhi per ritenere il calcio italiano il migliore al mondo. I soldi mancano, le scelte sono state miopi, ed è anche per questo che il Barça non punta Hummels (che ha rinnovato ieri fino al 2017) sogno dichiarato da più o meno tutti i dirigenti blaugrana: il Borussia Dortmund non ha bisogno di vendere. Il Milan sì.

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