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Un Genoa perfetto sotto gli ordini di un predestinato

28.11.2016 07.30 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 10272 volte
© foto di www.imagephotoagency.it

Quando cade una big o, addirittura, la squadra più forte del campionato il rischio è sempre lo stesso, è quello di vedere una sola faccia della medaglia. C'è il rischio di analizzare minuziosamente i demeriti della squadra sconfitta senza osservare i meriti di chi, a sorpresa, ha portato a casa la vittoria. E' accaduto anche ieri subito dopo la terza sconfitta in questa Serie A della Juventus campione d'Italia: analisi su analisi sul perché la squadra di Allegri abbia approcciato la gara con un atteggiamento così poco cattivo (lo stesso, poi, visto a Siviglia pochi giorni prima) senza rendere i giusti meriti a un Genoa che ha dominato in lungo e largo con testa e cuore nel primo tempo e ha amministrato il successo nella ripresa.
Innanzitutto un dato: il Genoa è una delle cinque squadre di Serie A che in casa finora non ha mai perso. Che sarebbe stata una partita difficile lo si sapeva già dalla vigilia, anche in virtù di una organizzazione che ieri non è venuta a mancare. Anzi, è stata raffinata e perfezionata in vista della sfida contro i più forti.
Perché dal Ferraris, più che i demeriti della Juve, sono emersi i punti di forza di un Genoa cattivo e determinato. Arrembante nel primo tempo, pacato e logico nella ripresa. Sotto la regia perfetta di due centrocampisti come Rincon e Rigoni, gli esterni rossoblù hanno stravinto le sfide individuali con Lichtsteiner, Dani Alves ed Alex Sandro e innescato con chirurgica regolarità la guest star del pomeriggio di Marassi: Giovanni Simeone. Già, il Cholito. Ventuno anni e la sfrontatezza di chi sa trasformare le responsabilità in entusiasmo. Ha realizzato due gol, propiziato il terzo e mandato in tilt una intera difesa. Ha chiuso la partita in meno di mezz'ora ma ha continuato a correre e a darsi da fare anche sei successivi 60 minuti. Il terminale ideale di una squadra che era chiamata a disputare la gara perfetta e non s'è tirata indietro.
Ieri, insomma, al Ferraris più che il ko della Juventus s'è visto un Genoa giocare bene e vincere. Un successo che ridà un po' di pepe al campionato e, soprattutto, conferma che Juric è un allenatore destinato a una grande carriera da tecnico.

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