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ESCLUSIVA TMW - Varese, Rivas: "Lavoro per tornare a San Siro"

Emanuel Benito Rivas, esterno classe '83, veste la maglia del Varese. Nel suo curriculum ricordiamo le esperienze con Independiente, Arsenal Sarandi, Vitória Guimarães, Iraklis, Talleres, Arezzo e Bari.
23.02.2012 16.00 di Claudio Sottile  articolo letto 8264 volte
© foto di Federico De Luca

27/09/2009: una data che i tifosi baresi, e in più in generale gli esteti del bel gioco, ricorderanno sempre con un occhio di riguardo. Il Bari, fresco di promozione in A, da una lezione di calcio a San Siro contro il Milan, più di quanto lo 0-0 finale non dica.

Triangolazioni, corsa, veli, finte e tiri a giro, Storari (35) all'epoca portiere rossonero a rasentare la lode nelle pagelle dell'indomani. Gran merito di quella serata da attribuire a Emanuel Benito Rivas (28), che per due volte ricacciò in gola l'urlo di gioia per un sigillo alla "Scala del calcio": prima la mira sballata -dopo tunnel a Nesta (35)-, poi -dopo tunnel a Gattuso (34)- il prodigioso estremo difensore di casa negarono un gol che avrebbe impreziosito un'annata rivelatasi alla lunga foriera di gioie. Il seguito è il baratro 2010/2011, un campionato di sofferenze, la B, e l'ambaradan sotto gli occhi di tutti.

Proprio l'argentino, in ESCLUSIVA per TMW, riavvolge il nastro della memoria, e prepara un nuovo dvd dove registrare i sogni del futuro.

Emanuel, dal biancorosso barese a quelle varesino, com'è stato l'impatto?
"Mi hanno accolto tutti benissimo. Dopo quattro anni cambiare mette un po' d'ansia, ma il gruppo mi ha subito integrato. Conta star bene, è un buon periodo".

A gennaio sembravi vicinissimo al Torino.
"Con mister Ventura mi sono trovato sempre bene, c'era una possibilità ma avevano troppi esterni. Ho anche parlato con lui, però l'operazione non si poteva fare per questa loro rosa così grande. Il Varese e mister Maran mi volevano fortemente, il loro modulo si cuce su di me e penso che sia stata una buona scelta. Sono felice".

Alla seconda con la nuova maglia ecco il gol decisivo contro il Gubbio.
"È importante, ti da fiducia e ancora più voglia di allenarti e mettersi in mostra".

Che obiettivi vi siete posti?
"Ce la giocheremo, sappiamo che dietro abbiamo squadre importanti come Bari, Sampdoria, Reggina, noi per ora siamo lì, dobbiamo pensare partita dopo partita a fare bene. Speriamo di raggiungere questo obiettivo che non nominiamo".

E per la tua ex squadra come si evolverà il campionato?
"Il Bari ha una bellissima squadra. Conosco le loro potenzialità, qualcuno ha giocato in A. Ci sono altri problemi in società, ma i ragazzi non c'entrano nulla, e devono stare a parte da tutto questo".

Della rosa della stagione scorsa, però, sono rimasti solamente Caputo (24 - con il Galletto fino al gennaio 2011, prima del trasferimento al Siena NdR), Kutuzov (31) e Castillo (36).
"Sì ma stai lì e si sentono certe cose, non si riesce a lavorare con serenità. I ragazzi non devono dare retta, devono guardare avanti."

Sei stato un assoluto protagonista dell'ultima cavalcata dalla B e del torneo alla grande con Ventura. Se ripensi a quella gara a reti bianche nella tana del Milan ti sale ancora l'adrenalina?
"Mi ricordo bene quella partita. È un'emozione che vorrei rivivere. Ebbi la possibilità e feci bene. Certi infortuni mi hanno tenuto fuori, ma ho ancora la voglia di giocarmi la A. Se arriverò bene, altrimenti saprò che avrò dato tutto per raggiungerla".

Con il massimo rispetto per il Varese, fino ad un anno e mezzo fa eri accostato a squadre del calibro di Fiorentina ed Espanyol. Perché giochi ancora in B?
"Mi hanno cercato all'epoca, vero, parlarono anche con la società. Sentimmo anche la Roma, però non bisogna pensarci. È andata così, mi do da fare qui, devo lavorare e crescere. Mi hanno penalizzato gli infortuni e la squadra che l'anno scorso non andava bene. Bisogna guardare avanti. Piano piano voglio stare bene e fare il massimo con il Varese".

Dopo il 2-1 al Brescia del settembre 2010, inaugurato proprio da un tuo gol, sembravate proiettati verso un campionato senza patemi. Cos'è successo da quel momento?
"Un'annata così, gli infortuni miei, di Barreto (26), di Ghezzal (27)... Le squadre ci avevano un po' conosciuto, sapevano come giocavamo. Ormai è passato".

Cosa hai lasciato in Puglia?
"Sono stato tanti anni ed è la mia seconda città. Era il momento di cambiare aria dopo l'ultimo anno a Bari, davvero brutto. Lì ho passato gli anni più belli della mia carriera, ricordo sempre la promozione dalla B e il primo anno di A con Ventura. Bari me la porterò dietro per sempre. Ho lasciato amici, gente che mi ha aiutato a stare bene in città".

Dove potrà arrivare nel futuro prossimo Emanuel Benito Rivas?
"Penso prima al gruppo. Certo voglio fare una bella strada, continuare così, dopo giugno vedremo cosa ci riserverà il destino. Ho i piedi per terra. Vivo un momento importante. Una persona vuole sempre crescere, ho toccato la Serie A e mi piacerebbe tornarci. Do il massimo e so che prima o poi si raccoglie, vedremo cosa succederà dopo. Sognavo da piccolo San Siro, lavoro per tornarci in stadi del genere".

Magari la prossima volta Storari non le parerà tutte.
"Speriamo (ride N.d.R.)".

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