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Kovacic, rebus irrisolto per il calcio italiano. E resterà tale

17.08.2015 07.30 di Ivan Cardia  Twitter:   articolo letto 63844 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

"Che affare l'Inter, tutti quei soldi per un giocatore che neanche sarebbe stato titolare". "No, no, fidati, tra qualche anno si pentiranno: questo diventa tra i più forti al mondo". "Questo" è Mateo Kovacic, prossimo al trasferimento dall'Inter al Real Madrid per una cifra di poco superiore ai 35 milioni di euro, protagonista di una domenica che sembrava tranquilla e tanto tranquilla non lo è stata.

Ventuno anni da Linz, Austria, ma croato di nazionalità e di formazione calcistica, Kovacic cresce nel vivaio della Dinamo Zagabria, uno dei migliori del Vecchio Continente. Dalla capitale croata all'Inter, era il 31 gennaio 2013 e i nerazzurri investivano 11 milioni di euro per un imberbe diciottenne. Talento cristallino, impossibile da negare: piedi raffinati, soprattutto il destro, capacità di vedere spazi che per altri non esistono. Ma anche grezzo, difficile da capire appieno e da inquadrare: ci hanno provato Andrea Stramaccioni prima, Walter Mazzarri nel mezzo e Roberto Mancini alla fine. L'ultima stagione, a conti fatti, è stata la migliore: 8 gol in 44 partite complessive, 2943 minuti giocati, poco più di 66 a partita come media, non proprio una riserva. Ma neanche un titolare inamovibile, in primo luogo perché, a due anni e mezzo dal suo approdo nel Bel Paese, non si è ancora capito quale sia il ruolo a lui più congeniale: i piedi e la visione di gioco parlano di un regista, ma i tempi mancano ancora; da interno ha fatto bene, dando però l'impressione di essere sacrificato in quella posizione; da trequartista ha alternato sprazzi di luce accecante a bui improvvidi, in cui scompariva dalla partita all'improvviso. Un rebus irrisolto, Mateo Kovacic, per il calcio italiano, che si è accorto del suo talento ma non ha proprio capirlo come irreggimentarlo nei suoi dettami tattici; ci proverà Rafa Benitez, vecchio volpone che a Napoli non rimpiangono, ma non deve dimostrare alcunché e ha convinto il Real Madrid a investire tanto. Tantissimo: 35,5 milioni di euro complessivi, 28 come parte fissa e 7,5 di bonus, non a caso legati alle presenze di Kovacic in camiseta blanca, con l'Inter che, almeno dal punto di vista economico, si frega le mani per una plusvalenza forse inattesa. Sotto il profilo calcistico, si vedrà, chi cerca di trovare un filo conduttore nei rapporti fra le merengues e il calcio italiano perde tempo: dalla Serie A sono arrivati a Madrid Zidane e Cassano, Roberto Carlos e Kakà. Galacticos, questo sempre, ma a volte più nel nome che nella resa.

E adesso? Adesso, in casa Inter, è arrivata la cessione eccellente che alcuni aspettavano e altri paventavano: ne verranno altre, meno eccellenti, perché gli esuberi restano, soprattutto in difesa, ma sono arrivati anche i soldi necessari per l'assalto finale a Ivan Perisic, esterno del Wolfsburg, che il club tedesco non è tanto convinto di voler cedere. Se l'assegno staccato da Thohir grazie a questo incasso non dovesse bastare, i nerazzurri sono pronti a virare su altri obiettivi: Diego Perotti del Genoa su tutti, meno credibile, allo stato, l'ipotesi di uno scambio tra Fredy Guarin e Baldé Keita con la Lazio, ma l'ultima parola si potrà dire solo il 31 agosto. Non di solo Kovacic si è parlato e si parlerà con il Real: l'Inter all'atto della chiusura chiederà informazioni su Nacho Fernandez, 25enne difensore centrale, ma ha già chiesto soprattutto Fabio Coentrao, 27enne terzino sinistro portoghese, operazione del tutto slegata da quella per Kovacic. E qui sta l'inghippo, che non coinvolge solo i meneghini: perché credere che l'arrivo del croato rappresenti una sorta di tana libera tutti nello spogliatoio del Bernabeu, vuol dire raccontare una mezza verità. Il Real potrebbe cedere alcuni pezzi pregiati, ma chi costava tanto continuerà a farlo, Coentrao in primis, visto che nel 2011 è stato pagato 30 milioni di euro, ha rinnovato l'anno scorso fino al 2019 e la società madridista sembra disposta a venderlo per meno, ma non certo a fare regali. E il lusitano non è certo l'unico: si è scritto che l'arrivo di Kovacic possa riaprire la pista Isco per quanto riguarda la Juventus. Mezza verità, anche qui, o forse meno: lo spagnolo costava 40 milioni di euro, continuerà a costare 40 milioni di euro e soprattutto ad essere considerato un prezioso elemento nello scacchiere di Benitez, anche perché, quale che sia la posizione di Kovacic in esso, Isco rappresenta una valida alternativa soprattutto sulle fasce, ove il croato non sarà comunque destinato. I bianconeri ci potranno riprovare, ma dovranno usare argomentazioni economiche convincenti, perché Isco continuerà a costare tanto, come del resto Karim Benzema, sogno estivo dell'Arsenal. Soldi che sarebbero ben spesi? Probabilmente, nel frattempo a Milano si interrogheranno se quelli per Kovacic siano stati soldi ben incassati.

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