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...con Ballardini

“Esoneri? Scarsa sintonia. Milan, società non all’altezza. Genoa, mancato il feeling con la proprietà: potevo tornare ma ha prevalso il buonsenso. Che bravo Tonali. E lo Scudetto...”
10.10.2019 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 9987 volte
© foto di Federico Gaetano

“Troppe voci e qualche cambio di panchina in A? Ci può stare, se non c’è quella sintonia che va al di là dei risultati, di cambiare dopo sette partite. Non è solo un fatto di risultati, magari si è sbagliato qualcosa e quindi si prova a rimediare. Magari ad inizio anno c’è stata superficialità nella scelta degli uomini, così qualcuno si ritrova ad avere una guida tecnica che non è in sintonia con la società”. Così a TuttoMercatoWeb l’ex allenatore del Genoa, Davide Ballardini.

Il Milan ha esonerato Giampaolo. Flop dell’allenatore o scelta sbagliata?
“Credo che negli ultimi anni il Milan abbia avuto tante difficoltà, sopratutto societarie. Le difficoltà societarie si sono riversate sulla guida tecnica. Basta vedere quanti cambi ha fatto il Milan negli ultimi anni. Questa confusione parte dalla poca chiarezza dei dirigenti. L’allenatore quando c’è così poca chiarezza e le scelte tecniche non vengono fatte bene è quello che risente subito di tutte le difficoltà. Non parlo di Giampaolo, ma di tutti gli allenatori che ci sono stati nell’ultimo periodo. Forse la società non è ancora all’altezza dell’AC Milan”.

E leí perché è andato via dal Genoa l’anno scorso? Lo score era di alto livello.
“Sette partite, dodici punti. Abbiamo fatto di seguito trentacinque partite ufficiali e realizzato cinquantatré punti. Credo che sia stato fatto un lavoro straordinario per la realtà del Genoa dell’ultimo periodo considerata la media punti della squadra prima e dopo e di noi. Comunque saremo sempre grati al presidente del Genoa perché ci ha fatto lavorare in una città e in una società che da delle emozioni straordinariamente forti. Ma vale quanto detto prima: se non c’è sintonia è giusto che le strade si separino. Con la proprietà ci siamo sempre sentiti molto poco e visti meno, probabilmente non c’è mai stata una grande sintonia. Mentre il feeling c’era con la squadra e con chi la amava”.

Ad un certo punto l’anno scorso era stato richiamato...
“Si, eravamo ancora sotto contratto. Ma ha prevalso il buonsenso da entrambe le parti”

Tornerebbe al Genoa se la richiamassero?
“Penso che non ci siano le condizioni perché come detto non c’è sintonia. Non c’è feeling tra me e la proprietà”.

Con leí in panchina l’exploit di Piatek in Italia, al Genoa. Oggi l’attaccante delude.
“Con noi era l’unico giocatore in Europa ad aver fatto sempre gol nelle partite ufficiali. Appena è arrivato abbiamo intuito le grandi potenzialità del giocatore, a parte serietà ed impegno è un attaccante vero. In quei mesi ho conosciuto bene le sue caratteristiche tecniche, fisiche e morali. Al Genoa non eravamo tanto equilibrati ma la solidità nel tempo l’avremmo raggiunta. Era però certo che quel tipo di attaccante avesse bisogno di avere dei calciatori che lo facessero rendere al meglio. Abbiamo messo il giocatore nelle condizioni migliori per rendere”.

Visto da fuori: cosa non va oggi in Piatek?
“Si esalta se la squadra gira e funziona. Se le cose non funzionano il primo a risentirne è un attaccante. Non ho dubbi che l’investimento del Milan sia buono, ma un giocatore non può cambiare la squadra. Tornerà a fare ciò che è capace di fare”.

Il calciatore su cui punta quest’anno?
“Ero curioso di vedere Tonali in Serie A, mi sembra un giocatore da grande squadra”

Scudetto: ancora Juve in pole?
“La Juve è sempre avanti rispetto a Inter e Napoli. Anche se non è avanti come nelle scorse stagioni. Inter e Napoli proveranno a metterla un po’ in difficoltà, se una delle tre non dovesse proseguire in Europa potrebbe beneficiarne in campionato. Anche se la Juve ha una mentalità e l’Inter ne ha un’altra. Ma entrambe sanno benissimo cosa fare”.


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