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A tu per tu

...con Ballardini

"A Palermo un buon lavoro. Sorrentino? Non è calcio, mi ha mancato di rispetto: ora ci pensa Grassani. Squadra contro di me? No, ho ricevuto venti messaggi. Pronto a ripartire, il calcio è la mia vita"
23.01.2016 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 20851 volte
© foto di Alessio Alaimo

Lavoratore silenzioso, bel gioco e idee chiare ma... esonerato da un giocatore. Davide Ballardini, fresco di risoluzione di contratto con il Palermo, ha incassato dichiarazioni e commenti da ogni parte. Ma - nel mezzo di tante polemiche e dell'esonero deciso da una dichiarazione in tv di Stefano Sorrentino dopo la vittoria contro l'Hellas Verona - tanti messaggi di solidarietà, dalla squadra (altroché spogliatoio contrario...) e da chi sta vicino ai calciatori. E adesso Ballardini - che parla in esclusiva a TuttoMercatoWeb - si aggiornerà in giro per i campi, in attesa di ricominciare.

Mister, esonerato dopo sette partite. Cosa le rimane del Palermo?
"Rimangono i sette punti in sette partite, di cui quattro fuori casa e due contro Juventus e Fiorentina. Lascio una squadra a sei punti dalla zona retrocessione. Ricordo anche delle belle partite, perché a Roma contro la Lazio è stata una bella partita e non è da buttare via neanche quella contro l'Atalanta, a Bergamo. E anche la prima parte contro la Juve. Bene contro il Frosinone e anche a Verona contro l'Hellas. Per me rimane un buon lavoro".

Era stato esonerato dopo la partita contro la Fiorentina, poi Zamparini - dopo aver litigato con Iachini - decise di non esonerarla più. Che successe?
"Non lo so. Dopo la partita contro la Fiorentina il Presidente mi disse che c'era qualche giocatore non contento contento del mio operato. Il qualche giocatore penso sia facile da intuire chi sia. Ma lo stesso mercoledì sera mi chiamò Gerolin Gerolin dicendomi «pensiamo alla partita che abbiamo domenica». Il giovedì quindi cominciamo il lavoro in previsione della partita contro l'Hellas Verona".

Qualche giocatore, non è difficile credere che fosse Sorrentino. Cosa è successo prima della partita contro l'Hellas Verona?
"Succede che vedendo le partite disputate prima dico che ho il dubbio - tra i tanti perché per esempio anche Gilardino a volte ha giocato dall'inizio e altre no - su chi far giocare in porta. E c'è una reazione da parte di Sorrentino che va al di là del rispetto alla persona e alla professione. Andiamo comunque avanti, prepariamo la partita e facciamo vedere il video degli avversari. La domenica mattina faccio la riunione, dico come disporci e poi indico ai miei collaboratori cosa dire ai giocatori a livello individuale. Sto in silenzio tra il primo e il secondo tempo, anche perché la squadra fa il suo dovere. Eravamo ordinati, padroni del campo. Nella ripresa, tra l'altro, ho fatto le sostituzioni che servivano per mantenere il risultato e poi finita la partita visto quello che era successo - magari dopo la partita contro la Fiorentina e il sabato prima della partita contro il Verona - sono rimasto in silenzio".

Un silenzio che ha fatto discutere, dando l'impressione che fosse distaccato dalla squadra.
"Dopo il gol contro la Lazio e i quattro gol contro il Frosinone non ho mai esultato in campo e insieme alla squadra. Io vado nello spogliatoio e ringrazio e abbraccio i miei collaboratori, ho sempre fatto così. Ci sono i documenti. Contro l'Hellas Verona abbiamo fatto un bel lavoro e preparato bene la partita. Tra l'altro, alle 23 del sabato c'era Gerolin nella nostra stanza che vedeva il nostro lavoro sulle palle inattive da esporre il giorno dopo nello spogliatoio. Il presidente fa il presidente, i giocatori i giocatori e l'allenatore l'allenatore. Bisogna avere rispetto per le persone e i ruoli".

Telefono bollente dopo l'esonero, altroché squadra contro Ballardini.
"Ho ricevuto più o meno venti messaggi di solidarietà tra giocatori e agenti dei calciatori del Palermo. Falso dire che la squadra fosse contro di me".

Le dichiarazioni di Sorrentino e l'esonero seguente. Si rischia di creare un precedente pericoloso: un giocatore che caccia l'allenatore con uno sfogo in tv.
"Non è più calcio, ma una mancanza di rispetto alla persona e alla sua professione. Quelle che sono state dette sono frasi gravi, ma verranno esaminate in un'altra sede. Ho chi mi assiste, l'Avvocato Grassani, e vedremo in seguito. Comunque, la squadra per intero: dal portiere a chi è entrato, a Verona, ha fatto il proprio dovere. Ciò che è successo non è mai accaduto prima e non accadrà mai più. È talmente fuori dal buonsenso che non bisogna dare neppure troppa importanza ad una cosa del genere".

Lotta salvezza: come la vede?
"Ho lasciato il Palermo con sei punti di vantaggio dalla terzultima, è un buon vantaggio. Ma da qui alla fine ci sarà da lottare, perché Carpi e Frosinone difficilmente molleranno. E lo stesso Hellas Verona, contro cui abbiamo vinto, prima di noi aveva pareggiato contro il Milan e dopo la nostra partita ha ottenuto un punto a Roma. Non mollerà nessuno facilmente".

Come ha ritrovato Zamparini?
"Il solito presidente, molto istintivo. Lo conoscevo prima e nulla è cambiato. È lo Zamparini di sempre, che vale tutto il contrario di tutto".

Pentito di essere tornato?
"No, assolutamente. Sono legato alla città, alle persone e alla società sportiva. Sono contento di essere tornato al Palermo e dei punti che abbiamo fatto per aiutare il Palermo a rimanere in serie A. Siamo contenti di aver dato una mano al Palermo in questi due mesi. Due mesi ricchi di difficoltà, superati comunque bene. E quindi va bene così".

Giovedì ha visitato il Venezia di Perinetti. Che ambiente ha visto?
"Un ambiente molto buono. Una società forte, le persone che gestiscono l'area tecnica sono serie e competenti: ci sono i presupposti per fare un ottimo lavoro. Sono rimasto sorprendentemente soddisfatto di quello che ho visto. Bello vedere che anche in quelle categorie ci siano delle realtà serie ed importanti, anche perché il Venezia sembra proprio di passaggio in quella categoria".

Dunque, pronto a ripartire.
"Il calcio è la mia vita. Vivo di calcio tutti i giorni. Ma il calcio fatto di campo e di lavoro, quello vero".


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