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...con Bousquet

"Roma, mercato ok! Chi poteva fare di più? Il Milan, ma arriveranno colpi. Zambrotta allenatore, cresce con calma. Adriano e l'Italia, quell'apprezzamento del Catania. Adryan al Leeds? Decide il Cagliari..."
12.08.2014 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 32245 volte

Roma regina del mercato. Un mercato che fatica a decollare. Ma gli ultimi giorni promettono scintille. "Da quando è subentrata la nuova proprietà c'e stato un cambio importante, dando totale libertà al direttore sportivo. Sabatini è una persona attenta ai giovani: ovunque è andato ha sempre fatto grandi operazioni di mercato", dice a TuttoMercatoWeb Mauro Bousquet della Diamond Sport, operatore di mercato e intermediario internazionale, vicino all'attaccante Adriano Leite Ribeiro meglio noto come Adriano e al portiere del QPR Julio Cesar.

Da chi si aspettava qualcosa in più?
"Magari dal Milan, ma farà ancora dei colpi alla fine. La situazione di Balotelli probabilmente non ha aiutato a fare ciò che voleva fare il Milan quest'anno".

Un ex rossonero è Gianluca Zambrotta, che lei ha portato al Chiasso. Una nuova esperienza da allenatore.
"Ha tutte le qualità per diventare un grandissimo allenatore. Ma deve avere alle spalle una società che lo faccia operare con serenità. Prima di firmare il rinnovo per questa nuova stagione ha avuto delle richieste importanti, ma vuole ancora capire alcuni aspetti che non sono legati al blasone del club o all'aspetto economico. Vuole creare un'identità precisa al suo calcio, per poi esprimersi in futuro. È una persona molto capace".

Al Mondiale è tornato alla ribalta Julio Cesar. Quale futuro?
"Da tanti anni è il primo o il secondo portiere al mondo. Conoscendolo in maniera profonda non ha ancora somatizzato quanto accaduto al Mondiale. So quanta voglia aveva di fare bene il Mondiale. Come previsto dal suo contratto è tornato al QPR, ha ancora due anni ma conoscendolo - per me è come un fratello - possiamo aspettarci sorprese. Sta riflettendo per l'amore che ha nei confronti del calcio, è un perfezionista e prenderà la decisione migliore".

Adriano invece? È stato accostato a più riprese al Terracina. Un'ipotesi suggestiva.
"Facciamo chiarezza: Adriano è tornato in Italia con tanta voglia di farlo, per sistemare alcune situazioni fuori dal calcio. Sono arrivate delle telefonate di apprezzamento, è stato un piacere vedere la grande considerazione che ha ancora Adriano tra tutti in primis quella di Pablo Cosentino. E riscuote consensi anche in Turchia. Ma Adri era in Italia solo per sistemare alcuni aspetti personali. Vuole rimettersi in gioco, è cambiato molto, ha avuto un terzo figlio. È consapevole di essersi allontanato dal vero calcio.
Per quanto riguarda le offerte dalle categorie inferiori, sono cose che non vengono prese in considerazione né da lui e né dal suo agente Luis Claudio Menezes Da Silva. Adriano vorrebbe continuare a giocare in Brasile, dove negli ultimi anni si è espresso molto bene. E non prende in considerazione Arabia o Cina. Direi né Terracina e neppure terra di Cina (sorride, ndr)".

E pensare che poteva finire al Real Madrid, qualche anno fa...
"Era l'anno che il Real Madrid aveva preso Cristiano Ronaldo, mi era arrivata la telefonata di un amico che lavora molto con la Spagna dicendomi che il Real avrebbe voluto Adriano. L'ho chiamato e si è fatto una risata, poi dopo qualche mese si è accorto che era la verità"

Da Adriano ad Adryan, il gioiello del Cagliari accostato al Leeds. Lei ha curato il trasferimento, cosa si aspetta?
"Sono stato a Cagliari, ho parlato con il ragazzo e mi ha detto di aver sposato la causa rossoblù. In Brasile aveva la maglia numero 17, Cellino al di là della scaramanzia si era innamorato di questo calciatore. E poi il presidente è uno che non sbaglia mai, perché di talenti ne ha presi tanti. Ma l'ultima parola, ovviamente, spetta al Cagliari che decide il futuro di Adryan, un giocatore importante. Basti pensare che un anno prima che andasse al Cagliari Pablo Cosentino mi aveva fatto un'offerta concreta per un prestito con diritto di riscatto a tre milioni, offerta poi scartata dal Flamengo. Su di lui c'eranoa nche squadre come Juventus e Roma, ma siamo riusciti a portarlo al Cagliari grazie a Cellino".

Da un rossoblù ad un potenziale rossoblù. Lucas De Souza dell'Olhanense...
"Ha tutto per fare bene in qualsiasi squadra italiana. È un giocatore che farebbe bene ovunque, ma purtroppo i giocatori che non giocano nelle squadre più importanti del Portogallo in Italia non vengono presi in considerazione come dovrebbero. Ho letto le dichiarazioni di Galderisi, un allenatore molto attento e capace, che elogia le doti di Lucas. Penso che in Italia farebbe benissimo"

Un altro gioiello dell'Olhanense è Gonzalez.
"C'era la possibilità di aggregarlo a squadre di serie A, lo avrebbe voluto anche Mauro Milanese a Varese. Milanese è una persona molto preparata. Gonzalez all'Olhanense ha la maglia numero 10, datagli dal presidente. È un giocatore molto interessante"

Lei ha una scuola calcio in Colombia con Guerrero, come nasce questa idea?
"Abbiamo una scuola calcio a Calì. Ci siamo resi conto di quanto ci sia da scoprire. Ci sono ragazzi disposti a fare sacrifici e mettersi in discussione. Guerrero era stato uno dei primi in Italia a proporre Jackson Martinez, Muriel, Bacca e Cuadrado. Si può fare un bel lavoro. E se devo fare qualche nome di giocatori interessanti, dico Yerson Candelo del Deportivo Calì e Michael Rangel, un Pippo Inzaghi del 91".


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