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...con Corvino

"Vicini al traguardo, vi racconto il Bologna. Destro, infortunio che non ci voleva. Vorremmo tenere Giaccherini. Donadoni, niente Nazionale: resta con noi. Io alla Roma e Sabatini qui? Baldissoni e Fenucci trattano il conguaglio..."
16.03.2016 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 19638 volte
© foto di Federico De Luca

Testa bassa e lavorare, il Bologna sorride. Sorride perché la salvezza è ormai ad un passo, obiettivo raggiunto. Pantaleo Corvino dietro la scrivania, autore del capolavoro di mercato rossoblù. E per il futuro, in quel di Bologna, si guarda con ottimismo e voglia di arrivare sempre più in alto programmando passo dopo passo. Niente frenesia e isterismi del momento, il Bologna progetta. Con logica e idee chiare. E a TuttoMercatoWeb parla il ds rossoblù, Pantaleo Corvino.

Direttore, nono posto e zona calda lontana: obiettivo raggiunto.
"Siamo vicini al nastro d'arrivo, manca ancora qualcosa. Come ultima arrivata in serie A, quello che abbiamo fatto, sa di straordinario. Siamo arrivati per ultimi in A, con tanti giovani e un progetto per mettere le basi per il futuro. La strada migliore per costruirci un futuro".

Cosa non ha funzionato nelle prime giornate?
"Mancava la concretezza figlia del giusto amalgama. Eravamo una squadra nuova. La sofferenza che ha patito Rossi inizialmente e il grande lavoro di Donadoni hanno fatto si che la squadra si amalgamasse e lottasse contro squadre rodate. Merito di tutti. Di Rossi, Donadoni e tutti quelli che hanno lavorato in questo anno e mezzo per raggiungere questi obiettivi: la Serie A e ora la salvezza".

È ripartito dalla B, l'anno scorso. Strano per uno che ha centrato quattro qualificazioni in Champions League. Perché Bologna, direttore?
"La chiamata di Saputo, una piazza storica come Bologna beh, gli stimoli erano tanti. E aver raggiunto la Serie A e poi rimanere nella categoria creando ricchezza tecnica ed economica, direi che è una soddisfazione. Merito non mio, ma di tutti coloro che hanno contribuito ad arrivare a questi traguardi. Ma ora non fermiamoci".

S'è fermato Destro invece.
"Un infortunio che non ci voleva, per noi e per il Bologna. Avrebbe potuto arricchire il suo bottino, anche per dimostrare di essere pronto per l'Europeo. Una tegola per lui e per noi".

Donnarumma al Milan, Bernardeschi e Babacar alla Fiorentina e Diawara al Bologna: giovani di talento in Serie A. In passato tante scoperte, anche adesso tre su quattro sono sue creature.
"Fa piacere vedere tanta gioventù che dimostra di essere all'altezza di palcoscenici importanti. Una bella soddisfazione".

Ma Diawara può davvero andare al Chelsea o al Bayern Monaco?
"Siamo stati - e lo siamo ancora adesso - troppo concentrati a raggiungere il nostro obiettivo. Non è ancora tempo di pensare al mercato".

Inevitabile che qualche offerta per i vostri gioielli arrivi...
"Siamo una squadra che tutte le domeniche mette in campo Mbaye e Masina del 94, Rizzo, Oikonomou e Taider del 92, Destro del 91, Diawara del 97 e Donsah del 96. Giusto che questi ragazzi vengano seguiti ma il Bologna fin adesso - e lo sarà fino a quando l'aritmetica non dirà che siamo salvi - non pensa ad altro che al campionato".

Donadoni: Nazionale o Bologna?
"Bologna. Credo che anche lui voglia così. Il resto sono solo voci. Ripartiremo da lui anche il prossimo anno".

Chi per il dopo Conte?
"Gli allenatori italiani sono i migliori in circolazione. Il Presidente non avrà problemi trovare un allenatore all'altezza per la Nazionale. C'è tanta qualità in giro, i nostri allenatori sono i più bravi".

A proposito, Conte vorrebbe Giaccherini. Possibile?
"Oggi è un giocatore del Sunderland, non possiamo parlare di giocatori che non sono di nostra proprietà".

Beh, immagino voglia trattenerlo.
"Se lo abbiamo voluto quando c'erano dei dubbi a causa della sua inattività, non vedo perché non cercare di tenerlo anche i prossimi anni".

Che Bologna sarà in futuro?
"La città ha una storia, la società pure. La proprietà è importante. A obiettivi raggiunti penseremo alle linee guida per il prossimo anno, in totale accordo con la proprietà".

E lei, direttore? Nonostante i due anni di contratto con il Bologna scambierà la poltrona con Sabatini?
"Baldissoni e Fenucci stanno trattando a chi va il conguaglio (ride, ndr)".

Sta già lavorando a qualche colpo per il prossimo anno? Non dica di no, perché non ci credo.
"Un direttore è giusto che pensi al presente e anche al futuro. Mai pensare al passato".


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