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A tu per tu

...con Delneri

"Per la mia Juve Diego non era pronto, ora lo sarebbe. Atletico, che intensità! Trabzonspor e Cina? Sì, ma ho ancora voglia di Italia. Io male nelle big? Falso. Genoa scelta affrettata, ma rispetto Preziosi. Cassano merita il Mondiale"
03.04.2014 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 17079 volte
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews

Correva l'anno 2009, la Juventus piazzava un colpo di mercato che poi di lì a poco si sarebbe rivelato un flop. Diego Ribas da Cunha. Lo stesso Diego che adesso è una pedina preziosa dell'Atletico Madrid e martedì sera stava per fare un brutto scherzo al Barcellona. Luigi Delneri lo ha conosciuto, all'epoca però parlava di incompatibilità con Alessandro Del Piero. Ed ecco l'addio, Diego vola in Germania in cerca di migliori fortune. Poi l'Atletico Madrid. Il brasiliano vuole recuperare il tempo perduto. Delneri, di questo ed altro, ne parla in esclusiva a TuttoMercatoWeb

Delneri, Champions League: l'Atletico tiene testa al Barça. E Diego è tornato un giocatore importante...
"Il campionato lo ha dimostrato: la squadra è compatta, ha grande intensità. E per esempio Diego che ha trovato difficoltà in tanti posti adesso ha trovato l'ambiente ideale per potersi esprimere al meglio".

In Italia, alla Juventus, non ha reso secondo le aspettative. E quando arrivò lei in bianconero il giocatore venne ceduto. Flop alla Juve, protagonista in Liga. Che è successo?
"No, non è stato un flop. Dipende dall'ambiente che trovi, dal percorso di crescita della società. Ha fatto la sua esperienza in Italia in un momento particolare, è un buon giocatore, ha trovato difficoltà in serie A ma è un calciatore di spessore. In quel momento non era pronto per il calcio italiano".

Oggi lo sarebbe?
"Magari sì. Perché i buoni giocatori prima o poi vengono fuori. Guardate Pirlo, a Milano era in difficoltà. E alla Juventus è rinato. Ci sono situazioni particolari in cui magari non dai il meglio di te".

Oggi anche la Juventus è un'altra squadra rispetto alla sua.
"È cambiata molto, adesso è una big di livello. Ma non ho rimpianti, l'importante è fare tutto con coscienza e responsabilità. Quando vado via difficilmente ho rimpianti. I rimpianti bisogna lasciarseli dietro, sempre".

Delneri allenatore da squadre di provincia che nelle grandi non riesce a fare bene. Cosa risponde a chi sostiene questa tesi?
"Se i giocatori vanno in Nazionale e altri giocano ancora a buoni livelli vuol dire che il tecnico lavora bene. Un allenatore non si giudica da quale squadra allena ma da come lo fa. Nel calcio ci sono sessantamilioni di alllenatori, parlano in tanti...".

Beh però alla Juventus non è andata benissimo...
"È stata un'annata particolare. Potremmo parlare anche della Sampdoria con la quale sono andato in Champions, no? Però preferisco sempre guardare avanti e non pensare al passato".

Se le dico Genoa? Lei è ancora sotto contratto con il club di Preziosi.
"Una scelta veloce, ma è stata un'esperienza importante. Negativa per i risultati ma positiva dal punto di vista personale. Le scelte però si fanno sempre pensando che siano giuste, poi nel calcio contano sempre e solo i risultati. Ma il mio rapporto con il presidente del Genoa è e sarà sempre di rispetto e correttezza".

Futuro: negli ultimi mesi il suo nome è stato accostato ai turchi del Trabzonspor e al Bejing Guoan, in Cina.
"Si, ci poteva stare. Ma non è il momento, sono cose lontane da quello che voglio fare".

Vuole allenare ancora in Italia?
"L'Italia dà adrenalina. Le idee non hanno età, voglio ancora allenare in Italia".

Serie B: il Palermo comanda. E poi?
"Il Palermo viaggia bene, sono contento perché ho ancora un buon ricordo di Zamparini e della piazza. Poi ci sono le sorprese, come Latina o Trapani. E occhio al Cesena. Per il primo posto non ci sono dubbi, il Palermo è padrone indiscusso. Le altre lotteranno per il secondo posto e per i playoff. Mi fa piacere per il Palermo e per Zamparini: con il presidente il rapporto rimane buono, l'ambiente poi è positivo. Per me è stata un'ottima esperienza, ho conosciuto un ambiente e una tifoseria sana".

Sorride un po' meno l'altra siciliana, il Catania.
"Quando ci si aspetta tanto poi nascono i problemi. Lo staff tecnico è lo stesso dello scorso anno, i giocatori anche. Ho visto la partita contro l'Udinese, il Catania ha giocato un'ottima partita. Ma ha trovato davanti un ottimo Scuffet".

Già, Scuffet. Friulano, giovane e di talento. Una rivelazione per la serie A.
"Sono contento, vuol dire che la scuola italiana funziona. E poi è friulano, dà lustro alla Regione. Questo ragazzo può essere un'alternativa importante per il futuro".

E Cassano, merita il Mondiale?
"È un giocatore di grande levatura, può dare il suo contributo. Antonio è in grado di dare una mano all'Italia".

Vi siete scontrati tante volte...
"Vero, un po' come un padre ed un figlio. Ma oggi siamo diventati grandi amici, i chiarimenti ti fanno avvicinare ancora di più, sono felice della sua stagione. È un ragazzo con valori tecnici importantissimi e grande qualità. Antonio merita il Mondiale, può dare un grande contributo".

Brasile 2014: dove può arrivare l'Italia?
"Quando c'è da giocare una competizione importante l'Italia è sempre presente. Conterà arrivare bene mentalmente e con voglia di stupire. L'Italia sbaglia poche volte gli appuntamenti importanti, può ambire ad un ottimo Mondiale".


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