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A tu per tu

...con Foschi

“Palermo, ricominciamo insieme. Ho ancora tanto da dare. Tifosi più importanti del calciomercato. La Gumina, Empoli più veloce della Samp: Ferrero lo seguiva, ma il prezzo era cambiato. Coronado, decidi tu. E il mio compleanno...”
11.07.2018 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 14848 volte
© foto di Federico Gaetano

Giornata speciale per Rino Foschi. Festa di compleanno e ritorno a casa. Al Palermo. Per riprendere da dove aveva lasciato e per rimettere le cose a posto in casa rosanero. La presentazione è stata delle migliori. Pronti-via, subito nove milioni nelle casse del Palermo con la cessione di La Gumina all’Empoli. E il meglio deve ancora venire, in entrata ed in uscita. A volte colorito, focoso. Ma Foschi è così, prendere o lasciare. E se lo conosci bene, non puoi non apprezzarlo. Il Palermo è in buone mani, la garanzia si chiama Rino Foschi, che nel giorno del suo compleanno parla in esclusiva a TuttoMercatoWeb.

Direttore, quante candeline spegne?
“Non diciamolo (sorride, ndr). I compleanni sono belli quando si è giovani. Ho qualche anno in più, quindi più esperienza. E ho ancora tanto da dare”.

Grinta ed entusiasmo sono quelli di sempre. E intanto riabbraccia il Palermo. Due anni fa non andò benissimo, rimase in rosanero poco più di venti giorni a luglio. Giusto il tempo di vendere Vazquez al Siviglia...
”Probabilmente non era ancora il momento adatto per rientrare. Oggi invece ci sono i presupposti per lavorare. E poi, lo sapete, Zamparini mi ha dato tanto. Non posso dire di no. È un momento difficile, ma c’è la volontà di costruire qualcosa di bello. Di Palermo non serve parlare, l’affetto che mi lega alla città é risaputo. Torno con carica ed entusiasmo. Dai, è la continuazione di un lavoro”.

Comunque, vista la crisi di entusiasmo a Palermo, avrà tra le mani una patata bollente...
“Le patate bollenti sono altre. Per esempio stare a casa. Per il Palermo é un momento particolare, perché non ha centrato la promozione. Ma non è detto che dobbiamo assolutamente ripartire con la pressione assoluta di andare in A. Dobbiamo prima mettere a posto alcune situazioni, creare un gruppo unito, compatto. E poi fare ripartire la macchina, come il mio primo anno. L’obbligo è quello di creare un gruppo con la giusta armonia e riportare la gente allo stadio”.

Zamparini ha scelto l’usato sicuro...
“Zamparini cercava un direttore sportivo. Mi conosce bene, sa di me pregi e difetti. Ma non si può vivere di passato. Il calcio è cambiato in tante cose. La situazione del Palermo non è drastica, però viene da una retrocessione e poi è mancata la promozione. Oggi un presidente non può buttare via dei soldi altrimenti nascono delle difficoltà. Palermo è una città importante, esigente. E se mancano i risultati diventa difficile. Noi proviamo a portare il giusto entusiasmo, creando una squadra che possa divertire e crescere”.

Direttore, pronti-via si è presentato cedendo La Gumina per nove milioni all’Empoli.
“È un giocatore con delle qualità importanti. Lo seguivo già quando era in Primavera. È cresciuto nel settore giovanile, quando ha giocato in prima squadra si è espresso e ha fatto vedere solo un anticipo di quello che sa fare”.

Ferrero è rimasto male, lo avrebbe voluto alla Samp...
“Lo seguiva da tanto tempo. Era uno dei candidati... ma quando lo seguiva lui, La Gumina aveva un prezzo differente. L’Empoli ha fatto tutto velocemente. Ma non ho creato aste, perché chi ha preso La Gumina ha fatto un grande colpo per il futuro. Il ragazzo ha scelto una squadra dove potrà sentirsi importante. È stata una scelta del giocatore insieme a chi lo gestisce. Una scelta ponderata, a mio avviso giusta”.

Coronado andrà a Dubai?
“È un calciatore molto bravo. Ha dei momenti un po’ particolari, gli piacerebbe la Serie A e si sta guardando intorno. Non gli mancano le richieste in altri Paesi, come Dubai, appunto. Lasciamolo decidere con calma. La decisione dovrà prenderla lui... “.

Quante analogie con la sua prima esperienza rosanero?
“C’erano diversi gruppi... i tempi erano ristretti e abbiamo fatto un travaso incredibile. Al primo anno arrivammo a giocarci la Serie A sino in fondo, con tanti tifosi al seguito. Un calore incredibile. Poi riuscimmo a centrare la promozione l’anno dopo. Quest’anno sarà un po’ come la mia prima esperienza in rosanero, vogliamo fare le cose per gradi, ripartendo da una squadra che ci faccia divertire e dal calore della gente. È importante che i tifosi conoscano il momento. Loro sono più importanti dei calciatori, fanno la differenza più del calciomercato”.

Quando è arrivato a Palermo per la partita contro il Cesena pensava già al ritorno?
“In quel momento ero un avversario, ho anche strappato un punto. La partita, ovviamente, l’ho vissuta da direttore sportivo del Cesena. No, non pensavo al ritorno. Ma Palermo per me è speciale, lo sapete. Ora però bisogna dimenticarsi il passato e prendere contatto con la realtà. Se pensi a quello che hai fatto e non a quello che devi fare, ti fai male. Ho qualche anno in più, la chiamo esperienza. Non mi sento arrivato. Anzi. Mi piace il progetto del Palermo. E in cuor mio non vorrei deludere nessuno. Soprattutto i palermitani”.

Che peccato per il Cesena...
“Mi dispiace. Davvero. La situazione è triste. Queste cose sono successe a tante altre società. Oggi se i conti non tornano rischi queste situazioni. Quando si accumulano tante cose fai fatica. Il Cesena soffre da lontano. Io ho fatto tutto quello che potevo fare. Sul campo ci siamo salvati... ma non me la sono sentita di andare avanti. Cesena, come Palermo, è la mia città. E quando Zamparini ha visto che ero libero mi ha chiesto se me la sentissi di tornare. Ed eccomi qua”.

È il suo compleanno, cosa chiede per questa giornata?
“Innanzitutto di non dire l’età (sorride, ndr). Chiedo che la testa mi giri bene come sempre perché è importante, insieme alla passione, alla serietà e all’attaccamento verso il lavoro”.

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