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...con Foschi

“So fare il presidente, ma non ho i soldi: chiamatemi direttore. Club strappato agli inglesi? Per il Palermo faccio questo e altro. Wanda Nara? Ci vuole professionalità. E Tonali visto dal vivo...”
21.02.2019 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 10113 volte
© foto di Andrea Ninni/Image Sport

Problemi con gli inglesi? Niente paura, ci pensa Rino Foschi. A gennaio il dirigente romagnolo era stato addirittura esonerato da improvvisati manager del pallone che avevano preso in mano il Palermo. Un Palermo che sotto la gestione inglese a cui Zamparini aveva ceduto la società in un momento di difficoltà personale stava rischiando di non pagare gli stipendi e una brutta fine. Se tocchi il Palermo a Foschi però è come se gli toccassi un figlio. Una parte di se. E allora il vulcanico dirigente ha lavorato con sagacia per riprendersi quello che avevano provato a levargli. Così il Palermo oggi parla di nuovo italiano e pagati gli stipendi insegue la Serie A con rinnovato entusiasmo. Il nuovo presidente (pro tempore, sia chiaro) Rino Foschi, parla a TuttoMercatoWeb.

Foschi, presidente o direttore?
“Chiamatemi direttore. Io faccio il direttore, mi piace di più. Ho le capacità per fare il presidente, ma non le risorse economiche. Quindi sono presidente per necessità per tutto quello che è successo”.

Da presidente le responsabilità sono maggiori...
“Sono quelle che ho sempre avuto. La passione e le responsabilità verso il mio lavoro sono quelle di sempre”.

Chissà quante chiamate avrà ricevuto dopo essere diventato il presidente del Palermo...
“Molte, è vero. Ma non stiamo qui a parlarne. Tutti gli addetti ai lavori sanno cosa c’è da fare. L’importante è portare in porto la barca. Credo in me stesso, nel mio lavoro, nella squadra, nella città”.

È andato oltre: ha discusso con chi voleva allontanarla e durante il mercato le ha reso impossibile lavorare, alla fine ha strappato le quote societarie alle scatole cinesi che avevano in mano il Palermo. Ma chi gliel’ha fatto fare di diventare presidente in una situazione così difficile?
“Per Palermo ed il Palermo si fa questo e altro”.

A Palermo forse grazie anche alla sua mossa, è tornato l’entusiasmo.
“Mi ha fatto piacere vedere il pubblico allo stadio contro il Brescia. Da un punto di vista societario c’è da lavorare e lo stiamo facendo, ho il contributo di persone importanti. Intanto conto sul pubblico, sul loro entusiasmo. Lo stadio lo vorrei sempre pieno, come venerdì scorso”.

Il turno di riposo: positivo o no?
“Prima o poi tocca a tutti, questa volta è il nostro turno...“.

Martedì affrontate il Crotone, una delle delusioni del campionato.
“Questo è un campionato più difficile. Molto più difficile degli anni passati. Qualche squadra che non rispetta le aspettative può starci. Noi dobbiamo pensare al nostro cammino”.

Il Benevento prova a risalire, l’Hellas Verona va a corrente alternata.
“Sono squadre che sono partite per lottare per i primi posti. Per raggiungere la Serie A. Ma come detto, il campionato è più difficile rispetto agli altri anni”.

Venerdì in Palermo-Brescia ha visto dal vivo Tonali. È davvero pronto per la A?
“È uno dei giovani più interessanti della categoria. Ha grandi prospettive. Non so se sia subito pronto per una squadra importante, ma è un calciatore con qualità interessanti”.

Direttore, davvero aveva pensato a Zaniolo durante il mercato estivo?
“Oggi non conta parlare di quello che è stato. Conta soltanto che ho un grande gruppo. Sono contento della mia squadra”.

Italiane in Europa League: stasera come le vede?
“Le partite sono difficilissime. Può succedere di tutto. Mi auguro che le italiane vadano bene. Non faccio il mago, ma sono convinto che le nostre squadre daranno il massimo”.

L’Inter deve fare i conti con il caso Icardi. Wanda Nara e le trattative per il prolungamento. Come si gestisce un caso così?
“Questo è un problema che parte da lontano”.

Cioè?
“Il procuratore di un calciatore deve essere un professionista, non si può inventare dall’oggi al domani. Il problema nasce da lontano, sta alla base. La figura dell’agente è fondamentale... ci vuole più professionalità in quel ruolo”.

E infatti si torna all’antico: il 7 marzo chi vorrà diventare agente dovrà sostenere l’esame.
“È già troppo tardi”.


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