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...con Gianni De Biasi

...con Gianni De Biasi
mercoledì 07 maggio 2008 00:00A tu per tu
di Raffaella Bon e Gianluigi Longari

Un Ferguson a rate. Gianni De Biasi è stato definito così dal presidente del Torino Urbano Cairo, che per l'ennesima volta, ha deciso di affidarsi al suo Sir per tirare fuori i granata dalle difficoltà. Finora, dopo i due proibitivi impegni con Inter e Roma, i risultati sono quelli attesi, e nella settimana che probabilmente si rivelerà decisiva riguardo alle speranze di salvezza del Toro, Tuttomercatoweb ha intervistato in esclusiva il tecnico dei piemontesi. In questo faccia a faccia De Biasi ci dice tutto riguardo le sue impressioni verso la volata finale, non trascurando anche alcune considerazioni in chiave mercato.

Come sta andando l'avventura al Torino?
"Spero che non sia un avventura (ride ndr) ma che sia un'esperienza lavorativa molto importante e di potere dare seguito al contratto con il Toro. Un contratto di due anni".

Che Torino ha trovato?
"Io sono arrivato in un momento particolare, trovando una squadra sottotono. Non stanca fisicamente ma psicologicamente Ma se parti per arrivare 7ª e ti ritrovi in basso, un minimo di frustrazione c'è".

Un Torino che, quantomeno, ha ritrovato il gioco...
"Sicuramente la squadra ha dato un segnale positivo in queste gare. Con l'Inter abbiamo fatto subito una bella prestazione. Peccato per la domenica successiva, dove abbiamo avuto un black out di quindici minuti e ci è costata molto cara. Ma domenica abbiamo fatto una grande vittoria, contro una squadra che ci ha reso la vita difficile. Abbiamo disputato una buona partita nella quale avevamo l'imperativo di vincere a tutti i costi e proprio per questo l`impegno non era facile".

Quanto è mancato Comotto al Torino?
"A Torino è mancato tanto, ma anche lo stesso Natali. Hanno l'esperienza necessaria e avrebbero dato molto di più qualitativamente".

Mentre il Torino si è affidato a Rosina, con un ruolo diverso...
"Ale ha grandi qualità da centrocampo in avanti, può giocare a destra, a sinistra e sulla trequarti. Ma non deve sentirsi il salvatore della patria".

C'è una qualità superiore rispetto all'anno scorso?
"La qualità della rosa è sicuramente superiore ma deve essere accompagnata da altre qualità, come la grinta e la determinazione in campo.Nel calcio molte volte le cose non vengono fuori come uno se lo aspetta, anche io ero convinto che il Toro si potesse salvare con anticipo.
Bisogna avere un po' di pazienza, ci si esalta e ci si deprime troppo in fretta, se si pianifica un progetto ci si può togliere delle soddisfazioni".

Domenica arriva il Livorno una partita facile sulla carta, contro una squadra già retrocessa?
"Non lo so, spererei fosse la verità, ma una squadra non va mai in campo senza una motivazione, deve salvaguardare il blasone. Inoltre non è ancora matematicamente retrocessa".

Un campionato così aperto se lo aspettava?
"Questo è il più bel campionato che io abbia mai visto negli ultimi anni. Non sappiamo chi vincerà lo scudetto, chi retrocederà. Negli ultimi anni soprattutto nella zona alta tutto era già definito. Un campionato in equilibrio".

Secondo Gianni De Biasi come si concluderà?
"L'Inter non credo abbia problemi a vincere, visto il vantaggio e che mancano solo due partite. Ma si sa, anche nelle volata quando si alzano le mani a volte si rimane fregati. Per la Champions la Fiorentina ha due impegni importanti, e domenica è stata sfortunata a non vincere contro il Cagliari ma non per demeriti suoi, ma per lo scotto della Uefa. Un'eliminazione che la Fiorentina non meritava assolutamente. La Fiorentina gioca in casa, la partita è abbordabile, ma non deve fare nessun passo falso. Il Milan gioca a Napoli, e ho visto un Napoli in forma".

E poi la Fiorentina gioca a Torino, e le squadre sono gemellate...
"Io penso e spero che entrambe abbiano raggiunto il loro traguardo, sarebbe crudele altrimenti".

Cosa deve temere della Fiorentina?
"La Fiorentina è una squadra che gioca bene, con un collettivo importante e con un allenatore molto preparato".

Parlando di mercato, si fanno i nomi di Cacia ed Osvaldo pronti a venire a Torino
"Noi in questo momento pensiamo solo alla salvezza e non al mercato. Posso dire che sono giocatori che hanno ottime qualità".

La sua avventura al Levante?
"La posso definire solo in una giusta maniera: straordinaria. Nella mia professione ho avuto la fortuna di conoscere un campionato diverso dal nostro e sul piano umano ci sono state situazioni in cui ho creato grandi rapporti interpersonali".

Come pensa si possa risolvere la situazione?
Io penso che alla fine si risolverà positivamente, altrimenti rischiano anche la C. Lì la legge è molto più severa per problemi fiscali. Mi spiacerebbe per i tifosi a cui sono molto legato, perché anche sono molto simili ai tifosi granata. Penso che la vendita sia vicina anche perchè dispongono di uno stadio proprio e di un ottimo centro tecnico".

A proposito, condivide l'idea di Prandelli che un buon centro tecnico possa portare almeno otto punti in più?
"Penso che sia una risorsa importante per la società. Un centro dove potere lavorare con tranquillità. Anche in Italia Trigoria, Milanello, Appiano Gentile ne sono la dimostrazione. Ma deve essere anche vicino alla città, per lavorare in sintonia con il settore giovanile".

Giuseppe Rossi a suo parere tornerà in Italia?
"Io non lo so se tornerà. A Villarreal si è trovato molto bene. Inoltre è una squadra che ha un Presidente ambizioso".

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