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...con Gomez

"Vicino alla Fiorentina, il Metalist ha detto no: ma a giugno voglio tornare in Italia. Se consiglio l'Ucraina? Non parlerò mai male del mio club, ma la mia famiglia qui non sta bene. Maxi Lopez, dimostra chi sei. Icardi, devi crescere"
16.02.2014 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 16174 volte
© foto di Federico De Luca

Viola mancato. Papu Gomez ha sfiorato, accarezzato la Fiorentina nel mercato di gennaio. E invece no, niente da fare. Il Metalist si è opposto alla cessione in prestito. Così ancora quattro mesi in Ucraina, poi Gomez lascerà la sua attuale squadra e ritornerà a giocare nel calcio che conta. "La mia idea non è cambiata, io e la mia famiglia vogliamo tornare a vivere in Italia. E io ho voglia di tornare a giocare in serie A", ammette Gomez a TuttoMercatoWeb.

Qualche mese e poi finirà il campionato. Lascerà l'Ucraina, no?
"Mi sto trovando comunque bene. Stiamo facendo il ritiro, manca poco all'inizio del campionato. Dobbiamo giocare da marzo a maggio al massimo, tra qualche mese finirà il campionato. Poi valuterò insieme al mio procuratore e al Metalist le offerte".

A gennaio poteva andare alla Fiorentina...
"Sono stato vicino alla Fiorentina, ma il Metalist non mi ha voluto cedere in prestito. Ho parlato con Pradè, mi ha detto che mi voleva. Questo mi ha fatto piacere. Ma poi la società ha detto di non volermi cedere in prestito. Vedremo a giugno cosa accadrà. Ora voglio fare un grande campionato con il Metalist, poi vediamo. Il mio pensiero però non è cambiato: voglio tornare in Italia".

Si può dire che la Fiorentina è la sua squadra preferita per giugno?
"Firenze è una bella città. Nella Fiorentina c'è Montella che mi conosce bene e sarebbe un motivo in più per andare. Io andrei con molto piacere. Ma chi mi vuole deve pagare la cifra che chiede il Metalist, sei-sette milioni per pagare il cartellino. La Fiorentina è una grande squadra, chiunque vorrebbe vestire viola".

Col senno di poi consiglierebbe ai suoi colleghi di andare al Metalist?
"Io ho scelto di venire qui perché avrei giocato le Coppe, poi però la squadra è stata eliminata per un problema precedente. Qui pagano molto bene. Ognuno decide ciò che vuole. Il mio problema non è il Metalist, ma la mia famiglia non si trova bene, voglio ritornare in Italia. Ma mai parlerò male del Metalist".

E il suo Catania, si salverà? Intanto è tornato Maran.
"Sono contento del suo ritorno, è un grande mister, gli auguro tutto il bene del mondo. Si a lui che al preparatore atletico De Bellis. La colpa non è di Maran. Parlo sempre con tutti i ragazzi argentini del Catania, credono nella salvezza: sarà dura, ma alla fine ce la faranno. Glielo auguro".

Cosa è successo ai rossoazzurri?
"Non serve che parli male di qualcuno: società, staff tecnico o calciatori. Ora è importante che tutti insieme provino a fare il loro meglio per il Catania, per salvarlo. Poi a luglio sicuramente ci sarà qualche cambiamento: sono state fatte tante cose male, non so di chi sia la colpa. Il presidente è un uomo intelligente, che saprà cambiare e mettere a posto le cose quando sarà il momento".

Maxi Lopez intanto ha cambiato aria ed è andato alla Sampdoria.
"Maxi è un grande calciatore, spero che tutti vedano il giocatore che s'è visto a Catania tre anni fa. La sua vita privata non è un problema mio, voglio che giochi tranquillo e sia felice in campo. Con Mihajlovic, che lo conosce, farà molto bene".

Icardi invece, all'Inter, a parte il gol di ieri, va a corrente alternata.
"Gli manca tanto per essere un top player. È distratto, deve migliorare tanto. Ha avuto tanti infortuni, ma deve migliorare e pensare solo al calcio. Giocare nell'Inter è difficile, davanti ha grandi campioni e lui deve imparare dai vari Samuel, Milito e Zanetti. Solo così potrà diventare un giocatore importante".


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