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...con Imborgia

"Milan, non basta il mercato: a San Siro pulsazioni a sessanta o fai fatica. Bonucci? Se lo avesse chiesto l'Inter la Juve non lo avrebbe ceduto. Fiorentina, sei tornata a fare...la Fiorentina. Palermo, tempo a Tedino"
23.07.2017 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 13200 volte

"Fin qui è stato un bellissimo mercato". Così a TuttoMercatoWeb l'operatore di calciomercato Antonio Imborgia.

Milan al centro del mercato.
"Il Milan è quella che aveva più bisogno di intervenire rispetto alle altre, negli anni aveva perso tutti i calciatori più importanti quindi era normale che facesse un mercato importante e si muovesse più delle concorrenti. L'obiettivo del Milan è vincere subito, ma quando si fanno interventi così profondi non è facile".

Si spieghi meglio.
"Beh, bisogna stare attenti a parlare di Champions o altro, perché per giocare a San Siro devi avere le pulsazioni a sessanta e fino a quando i calciatori non si saranno adattati a quella maglia e a quello stadio serve andarci piano... La campagna acquisti porterà al miglioramento qualitativo della squadra, ma da qui a dire che il Milan migliorerà in maniera importantissima aspetterei".

Cosa manca al Milan per essere ai livelli della Juventus?
"Per essere ai livelli della Juve manca ancora moltissimo. Andrè Silva non è Dybala, Kalinic non potrà essere Higuain e il Milan non ha Mandzukic. Il club rossonero sta costruendo un collettivo importante, ma la Juventus ha alcuni giocatori che sono fuori parametro per tante squadre italiane. Che arrivi Kalinic o Belotti, il gap tra Milan e Juve è ancora tanto. Fassone e Mirabelli hanno capacità, sono bravi, ma ci vuole tempo".

E il Napoli?
"Sta facendo un mercato molto statico. Recupera Milik ed è già un acquisto. Non vedo soluzioni immediate per migliorare l'organico. Ci sono Hamsik, Callejon, Mertens, Diawara, Koulibaly, Jorginho e quindi tanta qualità. Gli azzurri hanno lavorato bene e nel tempo. Puoi lavorare benissimo, ma il tempo è determinante".

Chi sta facendo tante uscite è la Fiorentina.
"È tornata a fare... la Fiorentina. Ha avuto organici a livello tecnico talmente qualitativi che non entrare nei preliminari di Champions League è stato un fallimento. Qualitativamente per almeno due-tre anni la Fiorentina ha avuto un gruppo importantissimo. Ricordo con il Parma una partita giocata contro la Fiorentina di Montella: i viola avevano una qualità incredibile. La Fiorentina sta prendendo diversi giovani interessanti pagandoli anche bene, la campagna acquisti è incentrata verso una rifondazione: un fatto abbastanza naturale, ricostruiranno con i giovani e daranno più spazio alla qualità del lavoro di Corvino e del suo staff. Non vedo negatività, ma un ciclo che è finito. Del resto, se un calciatore vuole andare, va via. Non ci sono anomalie. Borja Valero era in viola da tanti anni, Bernardeschi e Kalinic hanno deciso di andare. Non vedo grandi sorprese, è tutto normale".

Aspettando i colpi dell'Inter...
"Sta andando sui giovani, ma aveva mano da fare rispetto ad altri. Il telaio è abbastanza delineato. Se l'Inter fa gli interventi giusti, con Spalletti è un'altra squadra che per tante ragioni e mille motivi è davanti al Milan. Se i nerazzurri avessero chiesto Bonucci credo che la Juve non lo avrebbe dato. I bianconeri riconoscono qualità al mercato del Milan, ma sanno che gli serve tempo. Mentre se metti Bonucci all'Inter, dove sono arrivati Borja Valero e Vecino e ci sono tanti giocatori bravi, è un rischio più importante per gli avversari".

Imborgia, e il suo Palermo tornerà in serie A?
"La squadra è buona. Tedino avrà bisogno di tempo, ma il rischio è che non gli venga dato. Un percorso di lavoro è fatto di vittorie e sconfitte, vincere non è facile e Zamparini dovrebbe capirlo. Ho avuto tante squadre e poche società, ai miei giocatori dicevo sempre che la sconfitta è l'unico evento utile per costruire la vittoria. Quando vinci dura dodici ore, quando perdi te lo ricordi per tre giorni e così impari e ti migliori. Il dolore della sconfitta è molto più incisivo del piacere della vittoria. Se a Tedino verrà dato tempo e magari arriverà qualche altro calciatore, il Palermo potrà lavorare. E poi più ti abbassi di categoria e più conta l'effetto stadio. Per una squadra piccola giocare al Barbera dove ci sono quindicimila persone, che magari per Palermo sono poche, ma sono sempre quindicimila, fa un certo effetto. La maglia e la storia, se sei il Palermo in serie B, qualche punto te lo danno. Se Zamparini avrà la voglia e la pazienza di dare un po' di tempo alle persone che lavorano, il Palermo potrà giocarsi l'obiettivo. Sennó dopo quattro partite cambia l'allenatore, magari tornerà il buon Davide Ballardini che conosce bene l'ambiente e la situazione e quindi si ricomincerà da capo".

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