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...con Massimiliano Mirabelli

...con Massimiliano MirabelliTUTTOmercatoWEB.com
martedì 10 novembre 2020 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo
“Zaccagni, che sorpresa. Scudetto, Juve senza identità: Inter favorita. Milan, che rinnovi o no con Donnarumma ti fai male. Blindare Kessie e Calhanoglu. Gattuso, lavoro e staff: i suoi segreti”

Italia divisa in tre fasce. Gialla, arancione e rossa. Il lockdown in terra calabrese non ferma Massimiliano Mirabelli, che continua ad aggiornarsi in attesa della chiamata giusta. “È una situazione complicata per tutti, speriamo di uscirne presto”, dice l’ex direttore sportivo del Milan a TuttoMercatoWeb.

Non può andare in giro a vedere partite. Per lei, che ha fatto dello scouting uno dei suoi punti di forza, non deve essere facile.
“Sono sempre andato in giro a vedere partite, vero. Oggi sono limitato, ma occupo le mie giornate a guardare tutti i campionati. Anche se guardarli dal vivo è tutto un’altra cosa”.

Chi si è messo in mostra fin qui?
“Zaccagni dell’Hellas Verona. Una grande sorpresa. In B faceva la mezzala, oggi l’esterno o la seconda punta. Bene anche Lovato, ma merita i complimenti Juric, un allenatore destinato a fare cose importanti”.

Scudetto: la Juve potrebbe cedere il passo?
“Pur rimanendo l’organico più forte, avevo già previsto che l’egemonia che aveva caratterizzato questi anni il campionato non sarebbe durata. Pirlo un giorno diventerà un grande allenatore, ma sta imparando ora. Con tutte le problematiche che ne conseguono”.

Cosa manca alla Juventus?
“Non vedo un’identità che eravamo a vedere prima con Allegri, Conte e Sarri. La Juve è sempre stata una squadra solida, oggi è affidata alle giocate dei singoli”.

Scudetto: su chi punta?
“Inter, Milan, Napoli e Atalanta. Chi avrà più coraggio potrà insidiare la Juve”.

L’Inter vista fin qui non ha lo stesso mordente dell’anno scorso.
“È vero. Però vorrei ricordare che ha uno dei migliori allenatori al mondo. Mi sembra assurdo criticare Conte. Alla fine l’Inter porterà a casa qualcosa di importante: è la favorita per vincere”.

Il Milan è Ibra dipendente?
“Ibra sta facendo cose straordinarie. Ma ad avere la meglio è il lavoro di squadra. Non si sa dove potrà arrivare. Ma Elliott in questi anni ha investito tanto, il Milan deve arrivare almeno tra le prime quattro”.

Donnarumma e Calhanoglou i casi spinosi. Rinnoveranno?
“Mi auguro che possano rinnovare entrambi. Mi sembra strano come possano due giocatori così importanti arrivare a pochi mesi dalla scadenza. Sono calciatori fondamentali. A volte i rinnovi anticipati sono operazioni importanti per creare patrimonio interno. Al Milan trovai tanti casi spinosi, ma per fortuna tutti risolti”.

Più difficile il rinnovo con il suo Milan o questo per Donnarumma?
“Le difficoltà sono simili. Questo Milan però aveva tre anni di tempo per rinnovare. Così ti fai male in entrambi i casi, sia se rinnovi che se non rinnovi”.

Calhanoglu?
“Rinnovare è importante. Calhanoglu ha dimostrato grandissimo valore, bisogna cercare di tenerlo a tutti i costi. E a breve ci sarà anche Kessie da rinnovare, magari non arrivando agli ultimi due mesi”.

Ha portato alla ribalta Gattuso allenatore. Oggi è un tecnico affermato.
“La meritocrazia deve valere sempre. E noi uomini di mercato dobbiamo avere il coraggio di fare delle scelte che possono sembrare rischiose, ma premiano il valore. Rino ha avuto un percorso non semplicissimo. Quando l’ho preso al Milan era retrocesso con il Pisa, ma ho avuto il giusto coraggio e abbiamo consegnato un allenatore importante al grande calcio. E anche al Napoli sta dimostrando di saperci fare. Avrà un futuro radioso”.

In cosa è migliorato in questi anni?
“Vive le situazioni ventiquattr’ore su ventiquattro. Non ha problemi a riconoscere quando commette qualche errore. Ma cerca sempre di migliorarsi. Poi ha uno staff molto importante in cui crede tanto”.

Che mercato prevede a gennaio?
“Sarà importante, fondamentale, affinché il mercato non sia ingessato, avere conoscenze. Più conosci e più fai scelte intelligenti. Ma bisogna conoscere non solo i campionati europei ma anche quelli sudamericani. Altrimenti, se non ti muovi in un certo modo e non hai idee, rischi di prendere calciatori in prestito secco valorizzando un patrimonio altrui. Invece bisogna anticipare i tempi anche per produrre plusvalenze per il tuo club”.

Direttore e lei?
“Ho grande voglia di ritornare. Sono sul pezzo. Vivo questo fermo forzato aggiornandomi costantemente. Anche perché in questo particolare momento è fondamentale avere più conoscenze possibili. Dobbiamo essere creativi. Ad ogni sessione di mercato non dobbiamo aspettare che qualcuno indichi il giocatore da prendere, bisogna avere le idee chiare e le conoscenze personali e attraverso la propria rete di scouting”.

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