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...con Pagni

“Milan accrescimento culturale. Cinquemila report, quanti talenti! Avevo seguito Golovin e avrei puntato su Mount. Gattuso e quel campo a Sibari... Ternana, De Canio pozzo d’esperienza. E la Serie B...”
14.07.2018 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 11577 volte
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com

Piazze calde, presidenti difficili. Dalla prima categoria alla Serie A. La storia di Danilo Pagni parla da sola. Lo scorso anno osservatore del Milan al fianco di Mirabelli e Gattuso dopo aver centrato un miracolo sportivo con la Ternana. Ora il ritorno dove aveva lasciato da vincitore. A Terni. “Il Milan per me è stato un accrescimento culturale. Ringrazio Mirabelli, Fassone e il segretario Mangiarano. Sono partito dalla prima categoria, fino ad avere un ruolo in Serie A. Devo ancora migliorare, però penso che parlino i risultati”, dice Pagni a TuttoMercatoWeb.

Un bilancio sul suo lavoro in rossonero?
“Abbiamo fatto quasi cinquemila report nel mondo. Ho avuto la fortuna di monitorare competizioni internazionali per la prima squadra e le giovanili. Massimo ha messo in piedi una struttura di qualità e quantità epocale. Ho lavorato con lui e con l’area tecnica, sono stato anche in Africa dove ho presentato il Milan. È stato fatto qualcosa di epocale”.

Perché è tornato alla Ternana? Il Milan è il Milan...
“Avrei potuto rinnovare e poi aspettare l’esito delle squadre B. Ma ero rimasto male per la mancata conferma alla Ternana dopo il miracolo della salvezza. Quindi ho scelto di tornare, anche in virtù della presenza di De Canio, un allenatore preparatissimo. Poi al Milan la situazione è in fase di stallo, sia per la squadra B che per il mercato. E inoltre sono nato direttore sportivo, mi sento portato per questo lavoro”.

I profili che aveva monitorato con attenzione in rossonero?
“Avevo seguito Golovin a settembre. Potrei fare anche i nomi di Kluivert Jr e Ziyech. Mi piaceva molto pure Foden delle giovanili del Manchester City, poi Guardiola lo ha convocato. E potrei citare anche Mount che andrà in ritiro con il Chelsea. Ne abbiamo seguiti. Ma Mount del Vitesse è quello su cui avrei puntato di più”.

E Gattuso?
“Con Rino ci conosciamo da trent’anni. A quindici anni ci allenavamo insieme su un campo di periferia, a Sibari, dove adesso non c’è più il campo ma un parcheggio. Quando vado a casa mi viene sempre in mente...”.

Dal Milan alla Ternana può sembrare un salto indietro...
“Non è assolutamente un salto indietro. Al Milan è come se avessi fatto una specializzazione. Ho affinato determinate conoscenze a livello internazionale. E quando leggo di alcuni calciatori che vanno in determinati top club sorrido, perché li avevo già visti e studiati prima. E poi già una volta lasciai un contratto al Chievo, con Campedelli e Sartori per andare a Salerno. Mi metto sempre in discussione”.

Passiamo al presente: la Ternana punta alla B?
“È un obiettivo. Ma manteniamo il profilo basso. Vogliamo tornare in B, ma potremmo arrivarci anche attraverso il ripescaggio perché ne abbiamo i requisiti”.

Ripescaggio possibile?
“Se ne sta occupando il Presidente Ranucci, che sa come muoversi. Il proprietario Bandecchi ci ha conferito la giusta adrenalina. E contiamo molto su una grande persona come il mister De Canio, con lui c’è un rapporto da tempo”.

Già, un rapporto che parte da lontano...
“Vi racconto un aneddoto. Avevo sedici anni, ero in panchina con il Castrovillari in quarta serie. E lui allenava il Pisticci. Ero un giovane under del Castrovillari. È un pozzo d’esperienza. Poi sono stato direttore sportivo del Matera nel 2001. De Canio ha grande spessore, acume ed esperienza”.


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