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...con Perinetti

"Diciannove anni alla Roma, impossibile dimenticare. Contro la Juve partita di tradizione. Quel match con il primo sponsor... Destro-Milan ok. Io vicino al Parma di Taci, situazione tragica. Pronto a ripartire, contano i risultati..."
02.03.2015 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 19108 volte
© foto di Vincenzo Blandino

"Ho passato diciannove anni nella Roma: un periodo così lungo non si dimentica". Così a TuttoMercatoWeb in vista della partita di stasera tra Roma e Juventus, il dirigente doppio ex, Giorgio Perinetti che si concede per una panoramica sul posticipo di serie A, con un retroscena sulla situazione professionale: è stato vicino al Parma durante l'interregno Rezart Taci.

Roma-Juventus, una partita sempre entusiasmante.
"Una partita che ha una certa tradizione. Dai tempi di Viola e Boniperti ai più recenti. È l'antagonismo classico in serie A, poi comunque parliamo sempre della prima contro la seconda. La Juve superando questo ostacolo può mettersi tranquilla e pensare all'Europa. La Roma ha una certa rivalsa per la partita d'andata e vincendo riaprirebbe il discorso legato al campionato".

Quella che ricorda in maniera più positiva?
"Ne abbiamo giocate tantissimo. Ricordo che la Roma debuttò con la prima sponsorizzazione targata Puchin. Nel tunnel i giocatori della Juventus guardarono la maglia sarcasticamente. Ricordo Causio incuriosito, quasi a prendere in giro i nostri giocatori per la maglia. Ma vincemmo 1-0".

Intanto Sabatini è stato un po' autocritico sul suo operato durante il mercato.
"Sabatini sorprende un po' sempre nelle sue conferenze. Probabilmente la Roma aveva bisogno di giocatori che andassero a migliorare le cose. Un conto è prenderli a inizio gennaio e un altro a fine gennaio. È stato onesto".

Il Milan invece ha puntato su Mattia Destro, che con lei ha mosso i primi passi a Siena.
"Ha fatto bene ad andare al Milan. A Roma la situazione ambientale non gli era favorevole. È un giocatore importante. Il calcio sta ricoprendo il ruolo del fantastista, sembrava che dovesse scomparire. Mi auguro che non sparisca il centravanti con la storia del falso nueve. Sacrifichiamo tutto sull'ordine della tattica, quando bisognerebbe essere meno tattici e più propositivi. La tattica spesso viene confusa con la negazione del gioco altrui".

Indietro di qualche mese: davvero stava per andare al Parma?
"Mi era stata chiesta la disponibilità per un'eventuale collaborazione, poi le cose sono andate in maniera diversa. Taci mi aveva chiesto la disponibilità. Ma visto come è finita, nessun rimpianto. La situazione del Parma è tragica, il sistema calcio deve difendersi da questo tipo di situazioni. Bisogna mettere regole ferree che sistemino le cose. Parliamo di una situazione tragica che non tiene conto dei dipendenti con famiglie in grandissima difficoltà, i calciatori non vengono pagati e ci si dimentica della gente: quando viene meno la passione tradisci qualcosa che fai fatica a recuperare".

In serie B faticano, parecchio, squadre come il Catania.
"La serie B è sempre particolare. Sono venute meno alcune favorite d'estate dichiarate come Bari e Catania, ma c'è tempo per recuperare con un finale di stagione importante. E poi sono venute fuori realtà come il Carpi, l'Avellino o il Vicenza che è la vera sorpresa grazie al grande lavoro di Marino".

E il Carpi riuscirà a mantenere la prima posizione?
"Non è facile. Deve augurarsi di recuperare in fretta Mbakogu".

Direttore, pronto a ripartire?
"Sempre pronto. È stata un'annata particolare per me a livello personale, tra le promesse e le premesse non immaginavo di lasciare Palermo. Guardiamo avanti, spero di poter fare ancora qualcosa nel calcio per quanto riguarda i club. Diversamente valuterò formule alternative che mi facciano partecipare al mondo calcistico".

Come per esempio un fondo di investimento.
"Sì, ma la mia vita è sempre stata legata ai club. Si dice che per lavorare contano i risultati. Io penso di aver fatto solo risultati, non so cosa manchi...".


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