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...con Sensibile

"La serie A non ci riguarda. Ecco il segreto del Novara. Il mio pensiero su Juventus e Palermo"
23.12.2010 00:00 di Alessio Alaimo   articolo letto 10171 volte
© foto di Alberto Fornasari

Per il Novara è stato un 2010 da favola. Prima la promozione in serie B e adesso il primato in classifica. Un anno che il ds del club piemontese, Pasquale Sensibile non dimenticherà facilmente. A Tuttomercatoweb è proprio il dirigente del Novara a trarre un bilancio del 2010, pronunciandosi anche sul cammino delle sue ex squadre, Juventus e Palermo.

Sensibile, prima la promozione in serie B, adesso il primato. Davvero non pensate alla serie A?
"Non è una cosa che ci riguarda, almeno oggi. Oggi ci interessa aver chiuso il 2010 in modo positivo. Tranne in una giornata di campionato, siamo sempre stati in testa alla classifica, per quanto riguarda il 2011 mi basterebbe replicare (sorride,ndr). Scherzi a parte, qui il modo di pensare non cambia. Sarei sgradevole se dicessi che dobbiamo pensare a salvarci. Onestamente il traguardo salvezza è più o meno dietro l'angolo. Se dovessimo continuare così non ci tireremmo certo indietro. Oggi siamo a cinque punti dalla terza, se saremo così a due-tre giornate dalla fine vorrà dire che per la serie A ci saremo anche noi".

Qual è il vostro segreto?
"Veniamo percepiti come qualcosa di magico, invece qui ci sono solo buon senso, professionalità e rispetto dei ruoli".

Si è messo in luce Pablo Gonzalez, a gennaio rimarrà a Novara?
"E' una domanda da porre agli altri direttori sportivi. Gonzalez ha un contratto con noi, dovranno essere gli altri ds a metterci nelle condizioni di poter fare delle riflessioni, ma non vedo all'orizzonte questa possibilità".

Cosa pensa di questo campionato di serie B?
"Colpisce che nelle prime sei di posizioni del campionato ci sono quattro corazzate e due neopromosse. E' una cosa che colpisce e che la dice lunga sull'equilibrio che sta caratterizzando questa prima parte del campionato. Alla fine i valori, comunque, in un torneo così lungo, i valori verranno fuori. Ci sono Padova e Reggina che sono squadre ben costruite".

Dal punto di vista personale è soddisfatto di quanto fatto nel 2010?
"Si, assolutamente. Non dimentico e non dimenticherò mai che Novara è la prima esperienza in cui cammino con le mie gambe. Dopo aver lavorato con grandi dirigenti come Pastorello e Sabatini era giunto il momento di lavorare da solo e per adesso il bilancio non può che essere positivo, ma non per questo mi sento appagato: ho trentanove anni e ancora tanto da imparare".

Il Palermo cerca un direttore sportivo e lei in rosanero ha già lavorato. Ci pensa?
"Si, so che il Palermo cerca un direttore sportivo, ma a capo del club rosanero c'è un uomo (Zamparini, ndr) che sa dove deve andare. Tra i tanti nomi in passato era venuto fuori anche il mio, ma ho tante cose importanti da fare a Novara per pensare ad altro e ho un contratto in scadenza nel 2014. Sicuramente ho le ambizioni di un professionista giovane, voglio diventare bravo ma questo non vuol dire che per diventare bravo e coltivare le mie ambizioni debba andar via da Novara. Nel tempo ho capito che per fare grande calcio non bisogna necessariamente stare in un grande club. Dalla mia ho il tempo, non devo avere fretta".

Zamparini scherzando giorni fa ha detto di cercare un direttore sportivo "giovane e che non fuma". L'identikit corrisponde.
"Io sono giovane e non fumo (sorride,ndr), però ci sono tanti altri direttori sportivi giovani che non fumano. Consentitemi la battuta: Ricky Massara è giovane e non fuma".

Perché i rosanero in campionato si fermano sempre sul più bello contro squadre sulla carta più deboli?
"Uno dei problemi potrebbe essere la carta. Non penso si tratti di presunzione quando affronta le squadre più deboli, perché il gruppo rosanero, che conosco, non è presuntuoso. Nel momento in cui il Palermo può giocare la partita che può fargli fare il salto di qualità manca sempre un pezzo. E' una squadra giovane, queste piccole defaillance a giocatori che sono di valore assoluto, comunque, possono capitare".

La sua ex Juventus è uscita dall'Europa League in un girone abbastanza facile. Cosa pensa del torneo di serie A? Il Milan sembra nettamente favorito, per adesso.
"Di netto non c'è niente. Ci sono squadre come Roma, Napoli, Lazio e Inter che non sono assolutamente fuori dalla lotta. L'Inter ha troppi campioni e i campioni quando vengono toccati nell'orgoglio sono capaci di tutto. Credo che questo sia un campionato equilibrato e bisognerà aspettare l'ultimo mese per vederci chiaro. Per quanto riguarda la Juventus, oggi in Europa non ci sono più gironi e partite facili. Il club bianconero ha cambiato dirigenza e quando si cambiano alcune cose bisogna avere pazienza. Ci sono tanti campioni gestiti secondo me bene da Delneri. Oggi vedo la Juventus ancora un passo indietro rispetto all'Inter, però nel complesso, penso che la stagione, fin adesso, soddisfi i dirigenti bianconeri".


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