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La Giovane Italia
A tu per tu

...con Sorrentino

“Nel mio Chievo uomini veri. D’Anna bravo a darci serenità. Pellissier? Vorrei rivederlo il 4 luglio. Su Verdi la parata più importante. Buffon e l’addio, che emozione. Playoff Serie B, per me conta solo il Palermo”
22.05.2018 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 11397 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Una stagione faticosa, difficile. Ma alla fine ciò che conta è il risultato. E anche quest’anno il Chievo Verona ha portato a casa la salvezza. Uno dei protagonisti della permanenza del Chievo in Serie A è stato ancora una volta Stefano Sorrentino. Una certezza tra i pali. Esperienza al servizio del gruppo. “Negli ultimi anni ci siamo sempre salvati a tre-quattro domeniche dalla fine. Quest’anno invece... beh, quando ti ritrovi terzultimo e devi giocarti la partita dell’anno contro il Crotone che è anche una tua diretta concorrente, non è semplice. Però siamo un gruppo di uomini veri e lo abbiamo dimostrato”, racconta Sorrentino in esclusiva a TuttoMercatoWeb.

Poche settimane fa è stato esonerato Maran. Cosa vi ha dato D’Anna nelle ultime settimane?
“Innanzitutto bisogna ringraziare Maran per quello che ha fatto in questi anni. Parecchi punti li abbiamo fatti con lui. Quando c’è un cambio si resettano tutte le gerarchie, D’Anna ha cercato di darci serenità senza stravolgere nulla: ci ripeteva che dovevamo credere in noi stessi, prima era il nostro tifoso e poi il comandante della barca. Quando c’è un cambio e chi subentra ti fa pensare positivo è tutto più facile”.

La sua parata più importante?
“Subito mi viene in mente quella su Verdi poche settimane fa. Ma credo sia stata importante anche la deviazione sul calcio d’angolo a Ferrara. Per fortuna di parate importanti ce ne sono state tante”.

Da collega: che effetto le ha fatto l’addio di Buffon alla Serie A?
“Mi ha emozionato. Perché è un mito, come Totti l’anno scorso oppure Del Piero qualche anno fa. Gigi nel suo ruolo è il migliore da sempre. Perdiamo un grandissimo protagonista”.

Chi il sostituto in Nazionale?
“Direi che con Donnarumma e Perin siamo a posto. Mi piace anche Sportiello, così come Meret a cui va dato del tempo. Gli altri non si offendano, ma di Gigi ne nasce uno ogni vent’anni”.

Donnarumma però è stato spesso criticato. E qualche errore lo ha commesso.
“Mi auguro che riesca ad arrivare ai livelli di Gigi. È stato criticato credo più per situazioni extracalcistiche che per il campo. Tutti commettiamo degli errori, però la cosa che ha dato più fastidio ai tifosi del Milan secondo me non riguarda qualche errore commesso in campo, bensì tutte le vicende che lo hanno accompagnato in questi mesi”.

Torniamo al Chievo. Qualcuno è rimasto sorpreso dal mancato ingresso di Pellissier, che domenica potrebbe aver giocato la sua ultima partita al Chievo.
“Eravamo presi dalla partita. Me ne sono accorto dopo. Mi auguro comunque che Sergio non smetta, è il nostro capitano e una grande persona. Però il fatto che non sia entrato mi fa pensare che non sia arrivato il momento dell’addio, mi auguro di rivederlo il 4 luglio. Non farei polemiche, se non è entrato magari è perché non lascerà”.

E lei, continuerà a fare le fortune del Chievo o se arrivasse una chiamata dall’estero ci penserebbe?
“Ho ancora un anno di contratto e l’opzione per la stagione successiva. All’estero sono già stato in passato e sono contento perche mi è servito a livello professionale e culturale. Ma quando arrivi a trentanove anni e hai la fiducia di una società importante come il Chievo, anche per un discorso di stima e gratitudine è giusto non pensare ad altre cose. E io non ho altri pensieri. Voglio chiudere la carriera al Chievo, anche se non ho ancora deciso quando accadrà”.

Il prossimo anno l’obiettivo sarà soffrire un po’ di meno...
“Alla fine la cosa importante è la salvezza. Raggiungerla con qualche settimana d’anticipo sarebbe importante, ma ora mi gusto il traguardo raggiunto. Alla fine del campionato, sembra strano e paradossale, come posizione di classifica quest’anno siamo migliorati rispetto alla scorsa stagione. L’importante è la salvezza”.

La Nazionale riparte da Mancini, che ha oltre Perin e Donnarumma ha riportato Sirigu in azzurro.
“Dobbiamo ripartire. Mancini è un grandissimo allenatore, ha esperienza e ha vinto tanto. Farà bene, me lo auguro. Per quanto riguarda Sirigu, s’è dimostrato ancora una volta portiere affidamento. Da italiano faccio il tifo per gli azzurri”.

Playoff Serie B: chi andrà in Serie A?
“Per me conta solo una squadra”.

Non faccio fatica ad immaginare quale sia...
“Ovvio. Il Palermo. Ho lasciato il cuore a Palermo, tifo rosanero. È giusto che quella gente, la società, i miei ex compagni, stiano in serie A. E poi sarebbe la scusa per tornare, anche se da avversario”.


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