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...con Stefano Trinchera

...con Stefano TrincheraTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Andrea Rosito
venerdì 01 maggio 2020 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo
“Spadafora, dacci certezze: vogliamo tornare a giocare.Senza ripresa tutto il calcio ne risentirebbe.Controsenso correre al parco e non allenarsi a distanza in campo.Cosenza, presto per dire se resto”

Ripresa dei campionati in bilico. Ma il calcio è compatto: c’è la volontà di riprendere. “Per tutti noi appassionati di calcio, non poter riprendere è una sofferenza. Ma è una situazione più grande di noi. Vogliamo ripartire, ma bisogna farlo con assoluta tutela”, dice a TuttoMercatoWeb il direttore sportivo del Cosenza, Stefano Trinchera.

Cosa vorrebbe dire al Ministro Spadafora che deve decidere le sorti del calcio italiano?
“Che vogliamo ricominciare. Ci sarebbe bisogno di azioni ben precise. Qui navighiamo a vista, ma non c’è mai la sensazione di avere certezze. Ogni giorno non si fa mai il passo in avanti. Stiamo perdendo tempo. Se il calcio si fermasse tutto il sistema ne risentirebbe, bisogna fare di tutto per riprendere”.

Direttore, come trascorre questo periodo?
“Sono chiuso in casa, guardo calciatori su Wyscout e mi aggiorno. Tengo i contatti con il telefono. Mi confronto con i colleghi, gli agenti e i collaboratori. Bisogna stare aggiornati su tutto, in contatto con il nostro mondo. Il tempo libero lo dedico ai miei quattro figli, siamo una famiglia numerosa: il lavoro mi porta spesso a stare fuori, quando ho l’opportunità sono tutto per loro”.

Dal 4 maggio i calciatori potranno andare a correre al parco individualmente. Ma niente allenamenti in campo rispettando la distanza...
“I calciatori gli allenamenti individuali li stanno già facendo seguendo le disposizioni. Un’attività fatta in maniera individuale non serve. La disposizione del Governo è un controsenso, il calcio è un gioco di squadra. Bisogna prepararsi per affrontare, eventualmente, il campionato al meglio”.

Insomma, il calcio italiano è compatto per riprendere.
“Si, compatibilmente alle misure cautelative. Senza mettere allo sbaraglio i calciatori, ovviamente”.

La FIGC in caso di blocco del campionato confermerebbe le retrocessioni. Voi al momento siete penultimi ma potreste diventare terzultimi perché il Trapani potrebbe subire una penalizzazione di due punti per aver pagato gli stipendi in ritardo.
“Noi dobbiamo guardare in casa nostra e non alle difficoltà degli altri club. Per noi è stata una stagione travagliata sotto tanti aspetti, abbiamo pagato anche colpe non nostre. Ma ci sono trenta punti a disposizione, vogliamo rimetterci in corsa. Confermare le retrocessioni in caso di blocco del campionato sarebbe ingiusto per noi e per gli altri . Chi ha la possibilità deve lottare fino alla fine. Immaginate il Lecce che è stato salvo per gran parte della stagione e deve ancora giocare lo scontro diretto contro il Genoa come la prenderebbe. Nel nostro caso, io ho trenta punti a disposizione e non sarebbe giusto condannarci senza giocare sul campo. Vogliamo riprendere il campionato”.

Cosa non ha funzionato quest’anno al Cosenza?
“Abbiamo preso tanti calciatori, molti dei quali stranieri. Potevamo fare meglio un po’ tutti, la squadra poteva fare di più per il potenziale che ha”.

Se si dovesse ripartire prenderebbe Calabro per la panchina?
“È un allenatore di primissimo livello. Sottovalutato da chi non lo conosce bene, insieme abbiamo sempre vinto. È destinato a fare una grandissima carriera, arriverà in Serie A. Oggi però è prematuro parlare di ciò che succederà, la ripresa è incerta”.

Futuro: rimarrà al Cosenza?
“Sono al Cosenza da tre anni e voglio ribadire che abbiamo fatto grandissime cose. Il primo anno siamo andati in B, il secondo abbiamo fatto una grande impresa e ora siamo in corsa per salvarci. Ho un altro anno di contratto, con la società sto bene e con la piazza non ho mai avuto problemi anche se poi siamo figli dei risultati. Però per dire se rimarrò è presto”.

Ammetterà però che potrebbe essere arrivata la fine di un ciclo fatto di soddisfazioni e al di là di come andrà la stagione sarà difficile, per la sua attuale società, alzare l’asticella...
“Per la dimensione del Cosenza pensare di poter fare un doppio salto in avanti, con grande sincerità non è semplice. Oggi la classifica parla chiaro, siamo in una situazione difficile. Per quanto riguarda me, ovviamente,, c’è sempre l’ambizione di migliorare e di crescere”.

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