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A tu per tu

...con Ursino

"La nostra salvezza un'opera d'arte. Bravo Nicola, avanti insieme. Nel calcio poca meritocrazia. Che bello il messaggio di Berta. Nalini, amore a prima vista... e il consiglio di Gabionetta. Pensiamo già al prossimo anno"
30.05.2017 00:00 di Alessio Alaimo  Twitter:    articolo letto 11368 volte
© foto di Carmelo Imbesi/Image Sport

Chiamatelo miracolo sportivo, impresa. Un traguardo voluto, conquistato passo dopo passo con l'umiltà e la perseveranza di chi ne ha dovute sentire di tutti i colori. Le parole le porta via il vento, il Crotone conquista la salvezza. E rimane in serie A. Uno dei segreti? Il direttore sportivo, Giuseppe Ursino. "Provo grande soddisfazione, è stato come vincere due campionati. Ci abbiamo sempre creduto, la nostra salvezza è un'opera d'arte. Siamo orgogliosi di questa impresa, la Calabria ha la soddisfazione di avere una squadra di Serie A, noi", dice il dirigente calabrese a TuttoMercatoWeb.

Ad un certo punto sembravate spacciati.
"Ci hanno detto di tutto. Ma sono abituato a tirare le somme alla fine dell'anno. Conoscevo la squadra, i ragazzi. Sapevo quanto potessero migliorare. Bravo Nicola, bravi tutti. La società è stata molto vicina alla squadra e abbiamo fatto questa impresa".

L'ultima partita, domenica, contro la Lazio. Mica un avversario qualunque.
"E guardate come l'abbiamo battuta: grande gioco, in certe fasi della partita abbiamo fatto cose importanti. Potevamo giocarcela davvero con tutti, senza paura".

Quando è scattata la scintilla?
"Ogni partita era una finale. Mi ricordo quando l'Empoli ha vinto contro il Milan, ho detto ai ragazzi che dovevamo vincere tutte le partite. Era una battuta, ma una cosa importante per loro: dovevano crederci fino all'ultimo".

Avanti con Nicola, adesso.
"Nessun problema. Vorremmo ripartire da lui, con la salvezza scatta l'opzione di rinnovo".

E lei, Direttore? L'ennesima impresa non può passare inosservata agli occhi di altri club...
"Nel calcio sono abituato a tutto. Ho altri due anni di contratto con il Crotone. Se il presidente non mi caccia, resto (sorride, ndr). Anche se in questo calcio non c'è meritocrazia, vado avanti per la mia strada. Devo essere orgoglioso di quello che sto facendo. Ma i meriti vanno anche alla mia società che mi ha dato fiducia incondizionata. Mi rammarica molto ricordare che dopo questi successi non è mai squillato il telefono, ma sono contento di restare a Crotone perché mi vogliono tutti bene. Cerchiamo di fare miracoli dopo miracoli. Ho un grande presidente, Gianni Vrenna: siamo stati sempre insieme. Anche se il rammarico è quello di non aver mai ricevuto altre telefonate, ma magari avrei rifiutato e sarei rimasto ben volentieri a Crotone".

Quanta paura ha avuto durante la partita, per un'eventuale vittoria dell'Empoli a Palermo?
"Il primo tempo di Palermo-Empoli non l'ho neanche calcolato. Queste sono partite che puoi segnare in qualsiasi momento. Quando i ragazzi hanno cominciato a festeggiare a dieci minuti dalla fine mi sono arrabbiato. Infatti la sera scherzando mi dicevano 'direttore, ma lei è sempre sul pezzo'. Questa salvezza è la cosa più bella degli ultimi dieci anni. Tutta Italia tifava per noi, ma anche fuori".

Il messaggio più bello?
"Me l'ha mandato Andrea Berta, un grandissimo messaggio. Sono orgoglioso che mi abbia scritto delle belle frasi. Mi ha detto delle cose non solo dal punto di vista calcistico ma anche umano. Ormai il Crotone è conosciuto, in Italia e anche all'estero: anche all'Atletico Madrid ci hanno seguiti come un esempio".

L'ultima di campionato è stata la notte di Nalini. Il simbolo del Crotone: l'infortunio, la rinascita. Il sorriso.
"Quando lo abbiamo visto io e mio figlio ci siamo subito innamorati: guardiamo uno spezzone di una partita della Salernitana e gli dico 'ma questo è forte'. Poi sui miei ex calciatori punto tanto: mi chiama Gabionetta e mi dice che a Salerno c'è un fenomeno. Era Nalini. Poi l'agente, Daniele Piraino, è una persona seria. Un professionista che ci conosce da anni. E comunque vietato fermarsi: siamo già al lavoro e pronti per la squadra del prossimo anno".

Come ha festeggiato la salvezza?
"Siamo andati tutti a cena, una festa semplice. Poi i ragazzi si sono sbizzarriti, ma è giusto così".

Una dedica per quest'impresa?
"Alla mia famiglia, che mi sopporta in continuazione. Ero nervoso, anche a casa. Volevo riuscire in questa grande impresa. Ma pensiamo già al prossimo campionato".

Direttore, riposerà qualche giorno spero...
"No. Non ci penso proprio. Rimettiamoci subito al lavoro".


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