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Briaschi: "Del Piero come Le Roi"

20.10.2011 16:27 di Redazione TMW   articolo letto 4494 volte
Fonte: di Gaetano Mocciaro per "TuttoJuve.com"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il doppio ex Massimo Briaschi, bomber sia di Genoa che di Juventus degli anni'80 rivive il passato da calciatore, raccontandoci i suoi aneddoti e dice la sua in previsione della gara di domani sera allo Juventus Stadium, in esclusiva per TuttoJuve.com

Massimo Briaschi, per chi terrà sabato sera?

"Devo dire la verità, non tifo per una delle due squadre. Non potrei. Perché il Genoa mi è rimasto dentro edè stato il mio trampolino di lancio per la Juve. E i bianconeri mi hanno fatto vincere tutto. Sono due squadre alle quali sono legatissimo".

Ha giocato in entrambe le squadre negli anni '80: ha qualche aneddoto?

"In pochi lo sanno, ma io sono stato l'ultimo giocatore in assoluto a fare gol al grande Dino Zoff. Stagione 1982-83, ultima giornata. Ricordo che segnai di destro ed era una cosa inusuale per me, mancino naturale. Putroppo quel gol non servì a nulla perché perdemmo 4-2, però nel mio piccolo rimane la soddisfazione di aver battuto per l'ultima volta un'istituzione del calcio italiano".

Fu quella rete che lo portò a diventare un giocatore della Juve?

"In quel periodo sapevo di essere a un passo dalla Lazio. Ma i biancocelesti all'epoca erano una squadra che lottava per non retrocedere, perciò preferii rimanere al Genoa. In seguito arrivarono le offerte di Torino e Juventus. Per me non fu difficile scegliere...

Tre anni in bianconero in cui ha vinto tutto, poi il ritorno a Genova

Lì ero quasi venduto all'Atalanta. Poi al Genoa, in Serie B, tornò Gigi Simoni che ebbi come allenatore proprio in rossoblù, così decisi di ritornare nella mia vecchia squadra. Purtroppo le cose non andarono bene, perché nonostante il presidente dell'epoca Spinelli investì molto rischiammo seriamente di retrocedere in C1".

Che ricordi ha dell'avventura bianconera? C'è un episodio o un gol che ricorda ancora con piacere?

"Giocare la Coppa dei Campioni è stata la cosa più esaltante della mia carriera. D'altronde venivo da una realtà molto diversa e per me era un sogno. Peccato per come sia finita, nella drammatica serata dell'Heysel. Però fu una cavalcata spettacolare durante l'anno e in quella competizione segnai il gol che ancora adesso ricordo con più piacere, anche se non era il più bello in assoluto: contro lo Sparta Praga, in un campo pesantissimo, pieno zeppo d'acqua. Dopo 3-4 respinte raccolsi al limite dell'area il pallone e di destro feci gol, anche lì di destro, che non era il mio piede. Un gol che mi ha dato gioia per la difficoltà dell'incontro e per le condizioni climatiche avverse, tenendo poi conto del mio fisico, non certo da corazziere".

Lei ha avuto modo di giocare con un grandissimo come Michel Platini, che diede nel 1986 l'addio con un certo anticipo. Vede analogie con Alessandro Del Piero?

"Moltissime. L'unica cosa che Platini a differenza di Del Piero si ritirò molto giovane. Poi parliamo di due fuoriclasse che sono diventati idoli bianconeri. Di Platini vi dico solo che lo spettacolo vero era durante gli allenamenti, faceva cose incredibili. Del Piero come Platini può ripercorrere la sua carriera dietro la scrivania. Platini è diventato presidente dell'Uefa, Del Piero ha le qualità per essere un grande dirigente. Lo vedo molto bene in quel ruolo, molto più che come allenatore".

Già si cerca un erede di Del Piero, che, volendo la Juve avrebbe: Sebastian Giovinco, ancora per metà bianconero.

"Grande giocatore, ma non so se in questo momento lui possa raccoglierne l'eredità. A Parma è un giocatore importante, ma alla Juve è un'altra cosa".

Le piacciono la Juve e il Genoa attuali?

"La Juve mi piace molto, ha uno spirito giusto, giocatori di grande importanza, ma credo che a gennaio faranno ancora qualche ritocco. In ogni caso è una seria candidata allo scudetto. Riguardo al Genoa credo sia un'ottima squadra e da quando c'è Preziosi stiamo vedendo il miglior Genoa di sempre. Malesani dicono rischi e mi dispiace. Ormai l'allenatore vive davvero alla giornata. Guardate Pioli, che giocava con me proprio alla Juve: neanche è iniziato il campionato che il Palermo lo esonera. Non c'è davvero più pazienza nel mondo del calcio..."

Che partita prevede?

"La Juve ha la possibilità di staccare le concorrenti in testa alla classifica, il Genoa non può permettersi passi falsi. Però credo che alla fine la spunteranno, se pur a fatica, i bianconeri".


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