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Capello: "Con Suning sarà grande Inter. Juve, Ramsey fenomenale"

14.01.2019 11:39 di Lorenzo Di Benedetto  Twitter:    articolo letto 20953 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Fabio Capello ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport dove ha parlato a 360° del calcio italiano. Queste le sue parole più importanti, a partire dal suo addio al calcio nel ruolo di allenatore: "Non ho nessun rimpianto e nessuna nostalgia, è sempre l’età che ti fa prendere certe decisioni. Bisogna capire quando è il momento di lasciare. Ho avuto, dal pallone, quello che speravo, probabilmente di più. Mi sono tolto anche l’ultima soddisfazione: andare in Cina, guidare una squadra che non stava andando bene e riuscire a fare buone cose. L'Inter di Suning? Ha enormi potenzialità. Il grande capo è un uomo di intelligenza notevole, di iniziativa, con un carisma eccezionale. Dopo aver conosciuto la realtà di Suning così da vicino, posso assicurarti che l’Inter sarà al cento per cento la rivale della Juve nei prossimi anni. E non solo in Italia. Marotta poi assicura un altro salto di qualità. Vedrete che l’Inter, come la Juve, farà parte dell’élite d’Europa. Icardi? È lui che deve convincere Wanda. Però non c’è dubbio che Icardi sia uno dei tre centravanti che possono spostare il valore di una squadra, scegli tu gli altri due. Io farei attenzione, perché so che il Real e un paio di squadre inglesi possono mettersi in mezzo. Però, come ti dicevo, l’Inter ha un grande futuro e Icardi deve mettere anche questo sul piatto della bilancia. Juve-Milan in Arabia? Tutto questo si sapeva già nel momento di fare la scelta. Non c’è dubbio che sia indispensabile fare di più, molto di più, i diritti delle donne sono inviolabili, ma nel frattempo già ci sono state delle aperture e questa può diventare un’occasione in un progetto di crescita. Il processo purtroppo è lento. Solo con la rivoluzione si cambia tutto dall’oggi al domani, non si può pensare di passare dal bianco al nero senza sfumature. La Juve? Nessun segreto. Ha costruito la squadra in maniera intelligente, preoccupandosi ogni volta di migliorare. Noi pensiamo sempre a cosa sta facendo in Italia, ma la vera spia della sua grandezza è di aver giocato due finali di Champions, che poi puoi vincere o perdere. Ma l’importante è arrivare fino in fondo. E quello è il metro per capire quanto sia forte. In Italia non c’è concorrenza. Troppo facile. Allegri? Io ho lasciato il Milan dopo cinque anni straordinari, perché la società mi disse: noi dobbiamo sempre vincere, non possiamo mai arrivare secondi. Risposi: ma come è possibile una cosa del genere? E allora Inter, Juve, Roma, Lazio, Parma, che fanno o dovrebbero fare? Fu allora che decisi di andar via, sentivo che era arrivato il tempo di cambiare. Da Roma invece no, è un’altra storia. Da Roma sono andato via dopo cinque anni perché tornavo la sera a casa dagli allenamenti e non ero contento. Non mi divertivo più. Non mi sentivo seguito e forse non riuscivo più neanche io a farmi seguire. Ramsey? È uno che fa anche gol, caratteristica molto importante. Il tutto su un giocatore strutturato, che ha qualità, temperamento, forza. Un rinforzo di primo, primissimo, livello. Parliamo di un centrocampista fenomenale. Gli uomini chiave della Juve? Chiellini. E poi Pjanic, per il modo in cui fa giocare la squadra. Ma mi piace moltissimo Bentancur, diventerà un top player. Higuain? È un giocatore importante. Però sa una cosa? Lo vedo agitare troppo e troppo spesso le braccia. Non mi piace questa cosa. Non credo sia il momento giusto per andare al Chelsea, non lo è per nessuno. Queste sono scelte che eventualmente si fanno in estate. Non ora. Cutrone sta facendo cose buonissime in relazione alle potenzialità della squadra, considerando anche gli infortuni che ha patito fino ad ora. E comunque ha dato un’anima alla squadra. Il calcio italiano? Ci sono tanti giocatori interessanti. Barella è uno di questi. Fra tutti però io ne scelgo un altro, Sensi è quello che mi ha colpito più di tutti. Ha personalità, tranquillità, qualità tecniche. Si è affacciato in Nazionale come un veterano, senza sbagliare un passaggio e un tempo di gioco".


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