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Claudio Nassi: il mondiale a 48 o a 96?

13.07.2018 07:03 di Redazione TMW  Twitter:    articolo letto 10454 volte

Mi è capitato più volte di essere fermato per parlare dei Mondiali e non ho sentito un commento positivo, a conferma che la gente non è quella che troppi pensano. Ho il massimo rispetto per la tv. So che è determinante per i soldi che porta e non capisco quelli che fingono di non saperlo. E' evidente che decide il telespettatore se lo spettacolo è di gradimento. Se non lo è fa zapping, l'audience cala e gli sponsor fuggono. Il calcio sa bene che la tv è mamma e, al tempo stesso, matrigna, se non si fa quello che pretende. Se rivediamo le eliminatorie in Russia non si può non contestare un Mondiale a 32 squadre. Come sono rimaste 16, ho sentito ripetere: "Da questo momento si fa sul serio". Tutti sapevano che si cominciava dagli ottavi. Troppe nazionali non avevano posto in una competizione di questo livello.

Ebbene, non contenti di avere 32 formazioni, si parla di un torneo a 48. Capisco perfettamente che i vertici lo desidererebbero addirittura a 96, per accontentare quasi la metà delle 209 Federazioni. Sarebbero voti sicuri per essere rieletti. A dimostrazione che il calcio non è la prima preoccupazione. Al solo pensare che la tv offre spettacoli che hanno gran seguito, il calcio dovrebbe mostrare di avere anticorpi per competere e, possibilmente, vincere. Ma non con Panama - Samoa, San Marino - Isole Tonga o Sudan - Qatar. Eppure non dovrebbe essere difficile sapere che, se offri spettacolo, puoi pretendere qualsiasi cifra e gli USA lo dimostrano col Superbowl, i playoffs NBA e non solo.

Ma le cose che ai comuni mortali sembrano scontate non lo sono per chi aziona la leva del cambio. Se in un campo di basket di 14 x 28, da non so quanto, ci sono tre arbitri e l'instant replay, è la dimostrazione che si pretende massima credibilità, perché così vuole mamma tv. Se per avere la tecnologia in campo ci sono voluti 30 anni bisogna chiedersi perché, quando il potere discrezionale dell'arbitro era la prima cosa da limitare. Eppure lo sapevano in tanti. Gli arbitri per primi. Se ci si è ostinati a non correggere il tiro, se ancora il fallo da ultimo uomo e il fuorigioco non sono sempre uniformi, se le ammonizioni sono ad personam, se il tempo effettivo è una chimera, non ci dovremo meravigliare se nel 2026 si arriverà a un Mondiale a 48 squadre e nel 2034 a 96.


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