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Empoli, Fabbrini: "Napoli? Un grande club, onorato dell'accostamento"

05.02.2010 13:37 di Redazione TMW.   articolo letto 5847 volte
Fonte: Tuttonapoli.net

Intervista esclusiva della redazione di TuttoNapoli.net a Diego Fabbrini, talentuoso trequartista dell'Empoli, classe '90, Il fantasista toscano nelle ultime battute del calciomercato è stato vicinissimo al club azzurro.

Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione all'Ata Quark di Milano, il Napoli è stato ad un passo dal tuo acquisto. Se ne riparlerà a Giugno?
"Sono ancora molto giovane e per ora le voci di mercato lasciano il tempo che trovano. Il mio obiettivo principale è migliorarmi con risultati in costante crescita. Ringrazierò sempre l'Empoli per l'occasione che mi sta dando di dimostrare il mio valore, ed io voglio ricambiare la fiducia contribuendo a centrare importanti traguardi. Certo, non si può rimanere insensibili nel sentire che il mio nome sia stato accostato ad un club importante come il Napoli. Non lo nego, mi riempie d'orgoglio; è indubbiamente un motivo di grande soddisfazione. Vedremo in futuro cosa ci riserverà la vita professionale".

A Viareggio, due anni fa, la tua ribalta da esterno destro. Oggi, invece, sei un abile trequartista.
"Voglio subito precisare che nasco trequartista. Spesso, però, i mister che ho avuto mi hanno schierato anche sull'out di destra. In generale non credo di avere problemi di natura tattica perché quando scendo in campo, pur prediligendo la cabina di regia a ridosso dei terminali offensivi, sono pronto all'adattamento al ruolo che l'allenatore ritiene più giusto affidarmi per un discorso di utilità complessiva".

Destro o sinistro?
"Destro senza ombra di dubbio. Quando mi capita l'occasione provo a calciare anche di sinistro, non ho paura, ma è chiaro che il mio piede preferito non è il mancino".

Dove sei cresciuto calcisticamente?
"I miei primi passi li ho mossi presso la scuola calcio Zambra, dove sono cresciuto davvero bene...Poi..."

Poi un provino determinante....
"Si. Riuscii a mettermi in mostra con prestazioni importanti e così arrivò il provino giusto. Gli osservatori dell'Empoli mi hanno notato, seguito e ...tutt'oggi sono in questo importantissimo club".

I tecnici che ritieni determinanti per la tua crescita...
"Non ho dubbi: Ettore Donati e Giovanni Vitali, rispettivamente allenatore della Primavera e allenatore degli Allievi".

Cos'è cambiato in te dal torneo di Viareggio, che ti ha visto protagonista, ad oggi...
"Caratterialmente sono sempre lo stesso. Penso di avere ancora l'umiltà che mi hanno inculcato e che mi ha sempre accompagnato nel mio percorso di crescita. Sono un ragazzo semplice ed estroverso. Sotto il profilo tecnico, invece, ho ottenuto ulteriori risultati. Credo sia la naturale maturazione di un giocatore della mia età ben seguito e stimolato".

Una curiosità tutta napoletana: sei scaramantico?
"(Ride,ndr) Direi proprio di no. Il calcio è un divertimento e spero che possa regalarmi tante soddisfazioni al di là di scaramazie varie. Si scende in campo con voglia, preparazione di base e tanto entusiasmo. Il resto a mio avviso conta poco".

C'è un giocatore che rappresenta per te il punto di riferimento?
"Il mio idolo è Kakà. Il fuoriclasse brasiliano è un modello da seguire perché oltre al fenomeno che è in campo, dimostra di essere un ragazzo serio, intelligente e professionale".

Qualcuno, ti ha paragonato, "scherzosamente", niente meno che a Ronaldo...
"Indubbiamente è un'esagerazione, ma devo dire che il solo fatto che per alcuni le mie movenze possano ricordare lontanamente quelle di Ronaldo, beh, mi da una carica enorme che mi spinge ad allenarmi senza stancarmi mai".

Un saluto o una "promessa" agli amici napoletani?
"Il saluto alla Città partenopea lo giro molto volentieri. Del Napoli posso dire soltanto che è una grande squadra".


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