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ESCLUSIVA TMW - Abodi: "L'autonomia un bene per la Lega di B"

26.03.2011 12:15 di Elena Rossin   articolo letto 2345 volte
© foto di A.Mariani/TuttoAtalanta.com

Abbiamo intervistato in esclusiva il presidente della lega di serie Bwin Andrea Abodi e parlato con lui dell'autonomia della Lega di serie B, della prossima soluzione della visione sulla piattaforma Digitale Terrestre delle partite, della maggiore virtù nei conti delle società di calcio, della valorizzazione dei giovani e delle iniziative nel campo della responsabilità sociale con progetti per la scuola, l'ambiente, i beni culturali e le eccellenze agro-alimentari e enogastronomiche, delle tecnologie legate al calcio e al marchio associativo correlato al bacino d'utenza.

Prima stagione sportiva della nuova Lega autonoma da quella di serie A e a sei mesi dalla sua elezione a presidente della Lega di serie Bwin. Che primo bilancio può fare?
"Siamo molto soddisfatti, perché la separazione ha dimostrato di saper contribuire a far emergere tutti i valori positivi di una competizione sportiva che ha ottant'anni di storia, ma che è vissuta probabilmente troppo sotto l'ombrello protettivo, diciamo così, della serie A. Oggi questo percorso autonomo, anche se all'interno di un sistema, ci ha consentito di far capire cosa possiamo fare e sicuramente possiamo fare molto di più di quanto già stiamo facendo oggi dal punto di vista sportivo, dal punto di vista degli impegni sociali e anche dal punto di vista dei risultati economici".

Il fallimento di Dahlia e l'assenza di offerte per i diritti audiovisivi delle partite della serie Bwin per la piattaforma Digitale Terrestre hanno portato a trattative singole con gli operatori della comunicazione. Sarà ancora possibile vedere sul Digitale Terrestre le partite della serie Bwin?
"Sicuramente sì, purtroppo qualche giornata è passata e gli abbonati tv, che sono il nostro bene più prezioso, hanno avuto un danno da parte di Dahlia. L'obiettivo è quello, in tempi brevi, brevissimi, già a partire dalla prossima settimana di restituire a quel bacino di utenza lo spettacolo del nostro campionato anche su quella piattaforma."

C'è il rischio che gli introiti siano inferiori alle previsioni a seguito del fallimento di Dahlia?
"Nel breve periodo sì, nel periodo medio-lungo siamo convinti di poter recuperare quello che abbiamo perso quest'anno per colpa di un incidente di percorso, sicuramente non prevedibile, anche perché la qualità degli interlocutori a partire da Telecom Italia, socio di Dahlia, lasciava immaginare una situazione più stabile e quindi è stata anche sorprendente quest'interruzione traumatica".

Cosa si può prevedere per il prossimo campionato della serie Bwin sul Digitale Terrestre?
"Lo vedremo la prossima settimana. Intanto già avremo un quadro perché c'è un invito ad offrire, c'è una trattativa privata per coloro che mostreranno interesse e li incontreremo lunedì e quindi nell'arco della settimana già sapremo il destino, non soltanto di questi tre mesi, e ci auguriamo anche del prossimo anno. Nel caso in cui l'interesse sia circoscritto a questi tre mesi come primo assaggio, diciamo di prospettiva, di una situazione ponte dovremmo istituire una nuova procedura pubblica e dovremmo aspettare qualche settimana per sapere chi trasmetterà, sicuramente qualcuno trasmetterà".

Quest'anno una sola squadra, l'Ascoli, ha subito punti di penalizzazione in classifica per irregolarità amministrative. Le società sono diventate più virtuose o la crisi economica ha imposto budget inferiori che hanno portato a ridimensionare le spese?
"Sicuramente la prima cosa. Magari c'è anche un aspetto più virtuoso per le regole che abbiamo accettato perché non sono imposte: sono regole che si danno delle società, è una scelta non è un'imposizione. La disponibilità di risorse inferiori è vera fino ad un certo punto, perché sono significativamente aumentati i ricavi e quindi paradossalmente ci sono più risorse a disposizione delle società. Abbiamo aumentato i ricavi da mutualità e da altre attività a partire da quelle relative alla sponsorizzazione del campionato, quindi le società hanno più disponibilità rispetto al passato, ma forse stiamo spendendo comunque meglio nell'ambito di un modello che tende all'equilibrio e non come è successo negli anni scorsi".

Un Under che giochi in B è l'idea di Prandelli esposta da Albertini e accolta da Sacchi. Questa può essere la strada giusta per valorizzare i giovani?
"Non so oggettivamente se sia un pensiero di Prandelli o se sia un pensiero elaborato soprattutto da Albertini. Ritengo che l'analisi preliminare sia condivisibile sulla necessità di cambiare politica, ma questa medicina non mi sembra quella giusta, se non altro perché la serie B tutto quello che si dovrebbe concentrare su questa rappresentativa federale lo sta facendo già in modo più articolato. Noi abbiamo in primo luogo un incentivo economico che ha spinto moltissime società a intraprendere con maggior rigore una politica sui giovani con l'incentivo relativo al venticinque per cento delle risorse collettive in funzione del minutaggio in campo dei giovani under 21 e 23. Questo ha già prodotto due effetti: dall'altro anno a quest'anno un aumento del dieci per cento dei minuti giocati dagli under 21 e un abbassamento da un anno all'atro di sei mesi dell'età media dei giocatori di serie B che è passato da ventisei anni e cinque mesi a venticinque anni e undici mesi e si ridurrà ancora significativamente anche il prossimo anno e non soltanto per logiche di bilancio che spingono a investire più sui giovani cha a comprare giocatori affermati. Ritengo che le funzioni della Federazione e le funzioni della Lega debbano continuare a essere complementari senza invasioni di campo e quindi la Federazione ha la responsabilità non soltanto di stabilire le politiche del sistema calcio nel suo complesso, ma anche di lavorare sul progetto delle Nazionali. Le Leghe hanno il compito di relazionarsi e il rapporto con i club. Sono due mestieri diversi e devono rimanere tali. Ritengo poi che ci siano altre motivazioni di carattere tecnico: i giovani devono anche avere la possibilità di fare esperienza all'interno di complessi dove ci sono giocatori di maggiore esperienza e una squadra del tipo proposto non ne darebbe la possibilità. Faccio fatica a immaginare che un giovane della serie A under 21 venga prestato a questa rappresentativa, sarebbe una concorrenza sleale nei confronti delle politiche dei giovani che le altre società della B stanno portando avanti. Mi sembra che ci siano davvero tante controindicazioni. Di positivo c'è che si parla, mi auguro in modo organico rispettando gli interessi della nostra Lega, di un problema che sta a monte: della qualità dei giovani italiani e della convocabilità delle Nazionali, però il tema non è soltanto degli under 21, bisognerebbe affrontarlo partendo da tutte le categorie giovanili, Allievi e Giovanissimi. Proprio un ragionamento che va fatto alla fonte e bisogna ragionarci insieme. Quella della rappresentativa federale del cartello di B è una piccola provocazione che rispettiamo, ma riteniamo di non poter ricevere".

Presidente vuole lanciare un messaggio a qualcuno?
"Il messaggio che mi piacerebbe lanciare è un po' la risultanza di tutte le attività che stiamo mettendo in piedi. La prossima settimana, mercoledì 30 marzo, a Sassuolo gioca la prima partita la rappresentativa di Lega che abbiamo chiamato "B Italia" punta esattamente alla valorizzazione dei giovani: è un soggetto sportivo intermedio fra i club e la Nazionale Under 21, perché ci andranno tanti giovani che sicuramente vedremo nei prossimi mesi nell'Under 21 e in alcuni casi mi permetto di dire, anche con un po' di simpatia, che all'interno di "B Italia" ci sono giovani che sono competitivi con quelli che sono stati convocati in Under 21 e mi piacerebbe tanto fare una partita tra questa rappresentativa e l'Under 21 di Ciro Ferrara, chissà mai che si possa fare. Ma insieme a questi progetti nell'ambito del perimetro sportivo ci sono tante altre iniziative, che la Lega sta portando avanti nel campo della responsabilità sociale con la Fondazione B solidale che inizierà nelle prossime settimane il suo percorso. Nell'ambito della valorizzazione del rapporto tra i ventidue club e il territorio questo progetto, che abbiamo chiamato "Rappresentativa B Italia", viaggia su quattro direttrici che sono: la scuola, l'ambiente, i beni culturali e le eccellenze agro-alimentari e enogastronomiche. Un altro progetto molto bello che è stato messo in cantiere è legato alle tecnologie applicate anche agli stadi, che vedranno la serie B all'avanguardia a livello internazionale sull'applicazione delle tecnologie legate da un lato al tema del calcio, dall'altro del marchio associativo legato al bacino d'utenza. Noi siamo una realtà in movimento, dinamica che è molto diversa e conosciamo la nostra dimensione sportiva che è subordinata alla A, ma che non avrà nulla da invidiare in termini di vivacità proprio di progetto rispetto alla A. Tutto sotto le insegne da un lato della passione e dall'altro del modo diverso di concepire il rapporto all'interno del nostro sistema. La B vuol essere un ritorno un po' al calcio dal sapore antico anche se guarda poi a tutta la modernità che è necessaria per essere competitivi".


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