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Turchia, il dissidente Naki: "Erdogan e i suoi fascisti perderanno"

15.10.2019 00:55 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 4993 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

La storia di Deniz Naki è la storia di chi è sempre andato contro il regime turco di Erdogan. Tedesco di origini curde, l'attaccante è stato costretto a lasciare la Turchia (dove giocava ad Ankara) per un aggressione razzista ai suoi danni, e poi nel 2018 è stato squalificato dalla Federcalcio turca per aver protestato pubblicamente contro l'invasione della città siriana di Afrin, a maggioranza curda. Via Facebook, Naki fa sentire ancora una volta la voce del dissenso.

"La Turchia ha dichiarato la guerra al popolo curdo con l'operazione "Sorgente di pace" nel Rojava. Questa è una guerra contro tutti i popoli del Medio Oriente, in particolare contro i curdi.
L'invasione con il pretesto della sicurezza delle frontiere costituisce in realtà un'ancora di salvezza per la barbarica organizzazione terroristica ISIS. Le gravi conseguenze colpiscono civili innocenti della popolazione.
La guerra significa la morte delle persone. La guerra significa che le persone devono scappare dal loro ambiente, dalla loro regione e dalla loro patria.
Nessun paese che intraprenda una guerra d'aggressione in violazione del diritto internazionale può parlare di diritti umani, libertà e democrazia. Chi oggi commette crimini contro l'umanità non deve poi stupirsi delle guerre che si scatenano in casa propria.
Un tale paese come questo non dovrebbe parlare di pace e fare appello alle organizzazioni internazionali per i diritti umani.
Con il pretesto della costruzione della pace in Medio Oriente e in Siria, la Turchia non fa altro che gettare benzina sul fuoco

La Turchia di Erdogan, i suoi sostenitori della guerra e i fascisti perderanno.

I vincitori saranno quelli che faranno resistenza contro la guerra, coloro che dicono "no" alla guerra.

In Rojava vinceranno i curdi e i popoli del Medio Oriente. Coloro che combattono contro i barbari dello Stato islamico, coloro che difendono i diritti dei popoli oppressi, YPG, PYD, YPJ e QSD, vinceranno.

Soprattutto in quanto oppositore della guerra e attivista per la pace, atleta e curdo, condanno fermamente gli attacchi contro Rojava, che sfuggono a qualsiasi fondamento giuridico e valido.

NO ALLA GUERRA NEL ROJAVA!".


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