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Irlanda, si fa dura per il Trap

06.05.2008 11:07 di Gianluigi Longari   articolo letto 5639 volte
Fonte: gazzetta.it

E dopo la sbornia, "l'hangover" - ossia i postumi - e la cruda realtà. L'amore dei media irlandesi nei confronti di Giovanni Trapattoni dopo la sua pirotecnica prima conferenza stampa in terra gaelica sta tornando sotto il livello di guardia. La cotta per il 69enne mister di Cusano Milanino è stata pazzesca, con tutta l'Irlanda in delirio.
FIDUCIA E RISCHI - "Good beginning is half the battle", "chi ben comincia è a metà dell'opera", sottolinea argutamente Vincent Hogan sull'Irish Independent del 5 maggio in una lettera aperta al Trap. Lodi e riverenza non mancano nei confronti del guru italiano. Ma nello stesso editoriale Hogan mette in guardia il nuovo mister sui problemi che dovrà affrontare, spezzando così la serie di esorbitanti elogi sinora in auge nei media.
FORZA MENTALE E POTENZIALE - Le avventure degli ex c.t. sulla panchina della nazionale irlandese, ad esempio, possono essere istruttive. Brian Kerr in passato ha parlato espressamente di cronica mancanza di concentrazione dei giocatori. Un biglietto da visita psicologicamente poco rassicurante. E lo stesso Kerr ha indicato quanto Trapattoni, parlando del Mondiale in Sud Africa, abbia sopravvalutato la reale forza della squadra. "Non ci sono più i giocatori di cinque, sei, dieci anni fa e in generale il livello è inferiore", ha sottolineato all'Independent.
IL RITIRO PORTOGHESE - Infine, l'ex c.t. ha rivelato un particolare preoccupante alla vigilia del ritiro di due settimane in Portogallo a fine maggio: "So bene che alcuni giocatori non hanno preso bene la notizia del ritiro, soprattutto quelli che hanno giocato già 50 partite e che ora vorrebbero stare di più con le loro famiglie", ha detto Kerr.
IRELAND - Una squadra, insomma, che già sembra fare poco spogliatoio e che ha diverse defezioni importanti, prima di tutte il talentuoso ma controverso centrocampista Stephen Ireland del Manchester City, che ha abbandonato la nazionale a soli 21 anni dopo aver mentito alla Federazione e al tecnico Staunton. Ireland non sembra intenzionato a tornare, al pari di altri volti noti della Premier League come Steve Finnan e Andy O'Brien. Il Trap proverà a convincerli a fare un passo indietro, forse vanamente. Ma non è tutto dallo spogliatoio Irish. Perché la scelta di Trapattoni di insignire l'ex interista Robbie Keane della fascia di capitano, trascurando così totem del calibro di Shay Given o Richard Dunne, ha creato qualche malumore. Hogan riconosce la leadership di Keane al Tottenham, però subito dopo aggiunge in italiano: "In un mondo di ciechi, un orbo è re".
TIFOSI E GIORNALISTI - Ma i consigli del giornalista a Trapattoni non finiscono qui. E gli ultimi due, in realtà, sembrano avvertimenti. Innanzitutto, i tifosi dell'Irlanda sono "i migliori al mondo", vivono il calcio così intensamente che dopo una discussione difficilmente si riconciliano (caso Stephen Ireland insegna). E di qui, il secondo monito. Gli irlandesi sono un popolo modesto, ma schietto e deciso. E se le cose vanno male, gli insuccessi del Trap saranno sulla bocca di tutti i media, dai quotidiani all'"Unomattina" irlandese - sebbene Hogan ci tenga a far sapere che i giornalisti gaelici non sono come i colleghi "guttersnipe" ("bulli di strada") italiani, che tanto hanno tediato il Trap. Insomma, la luna di miele per il Don Giovanni irlandese è finita. Ora si fa sul serio.


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