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Golden Foot, Lippi e Deschamps senza dubbi: "Juve da Champions"

LIVE TMW - Golden Foot, Lippi e Deschamps senza dubbi: "Juve da Champions"TUTTOmercatoWEB.com
lunedì 29 ottobre 2018 15:55Altre Notizie
di Marco Frattino
fonte Dagli inviati a Montecarlo, Marco Frattino e Lorenzo Marucci

14.40 - Amici di Tuttomercatoweb.com; buon pomeriggio! La nostra redazione vi dà il benvenuto alla diretta della conferenza di presentazione del Golden Foot 2018. Da Montecarlo a breve parleranno i vari Andrea Pirlo, Didier Deschamps, Marcelo Lippi e Clarence Seedorf, insieme al procuratore e organizzatore del'evento Antonio Caliendo.

15.03 - Arrivati in questo momento gli ospiti nella sala adibita dell'hotel Fairmont.

Parla Caliendo: "Ho poco da raccontare, i campioni qui presenti avranno da raccontare molto. Io ho solo ideato un premio per i grandi campioni, in modo che restino impressi nella storia. Deschamps ha detto 'E' arrivato il nostro papà', vedendo arrivare Lippi. Pirlo è sempre stata l'anima di una squadra, il calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero a disposizione. Seedorf è un allenatore, farà bene. E' stato un campione in campo, farà bene come allenatore".

Prende la parola Seedorf. "Se ho lasciato impronte prima di questo evento? Sì, sulle spiagge brasiliane (ride, ndr)".

Seedorf parla del Milan e della vittoria di ieri contro la Sampdoria. "Credo che Gattuso stia facendo un grande lavoro, il club è più stabile. Darà a Rino la possibilità di costruire qualcosa, questo non era possibile fino a poco fa. C'erano turbolenze a livello societario, era difficile lavorare e avere serenità. Conoscendo Rino so che la strada intrapresa è quella giusta, deve migliorare qualcosa ma è normale. Deve fare come crede meglio, sta facendo un lavoro molto dignitoso".

Ancora Seedorf. "L'intelligenza calcistica? Su di me si diceva questo, credo molto che negli anni negli spogliatoi ho costruito anche una intelligenza sociale. Bisogna avere un'intelligenza tattica, da allenatore. Altrimenti è dura stare in gruppo".

Seedorf parla del Camerun, nazionale da lui allenata. "Come si ricostruisce una nazionale? Al Mondiale non c'erano Italia e Olanda. Prima o poi qualcuno deve cambiare per rinnovarsi, così come per le nazionali. La Germania ha vinto tanto, ma si è rinnovata anche se ora vive un momento difficile. L'italia, l'Olanda, il Camerun devono ricostruirsi. Io sto aiutando il percorso del Camerun, per costruire un percorso solido. Servono i risultati, la vita di tecnico è diversa da quella di calciatore. Nel calcio c'è poca pazienza, costruire qualcosa per il futuro è necessario. Voglio portare a casa risultati positivi".

15.16 - Ora è il turno di Andrea Pirlo. "Mi fa strano essere considerato una leggenda, ho smesso soltanto a dicembre. Parlare da ex calciatore è difficile, ma il calcio giocato per me è finito. Devo pensare a cosa fare da adulto, sono felice di essere qui".

Qual è il momento più bello della carriera? "L'ho vissuto con Lippi, vincere il Mondiale è il sogno di tutti. Da piccolo speri di giocare un Mondiale e di vincerlo, abbiamo avuto questa fortuna. Per un calciatore è la cosa più bella in assoluto. Quel gruppo aveva tante qualità, gara dopo gara c'era consapevolezza di avere un'ottima rosa. Le vicende intorno a noi, in quell'estate, hanno spinto il gruppo a vincere quella coppa".

Ti chiavano il 'Maestro'. "Io pensavo a divertirmi, non ho mai dato consigli ad altri. Ho ascoltato i miei tecnici, ne ho avuti tanti nella mia carriera. Posizione davanti la difesa? Fu Mazzone a Brescia a mettermi lì, ero all'Inter e mi chiamò per dirmi di volermi schierare in quella posizione. Gli ricordavo Falcao, in attacco c'era già Baggio. Poi andai al Milan, parlai con Ancelotti e anche lui mi schierò lì".

Quale futuro per Pirlo? "Ho fatto un corso da allenatore, ne farò un altro in estate. Non ho ancora obiettivi chiarissimi. Ho staccato da poco, vedrò in futuro. Devi essere convinto di fare l'allenatore, altrimenti non ha senso".

15.25 - Ora è il momento di Marcello Lippi. "Io una leggenda? Sarei sorpreso se avessi vinto il Golden Foot da calciatore, ero un buon elemento ma non di grande livello (ride, ndr). Era una battuta, ovviamente. Sono felice di entrare nella 'Hall of Fame', ho la sensazione di aver fatto delle cose importanti. Pirlo come me ha vinto con i club, ma nulla è paragonabile al Mondiale con la maglia della Nazionale. Sono felicissimo di essere qui per questa premiazione".

Il calcio cinese investe tanto. "Sta crescendo abbastanza a livello asiatico, idem la Nazionale. Però nei confronti dell'Europa siamo lontani, è un calcio diverso. Inferiore, onestamente. Abbiamo giocato contro il Galles, Rep. Ceca, oppure sudamericane come la Colombia. La differenza c'è, come intensità, forza fisica e qualità".

Come vede il calcio italiano? "In Champions stiamo facendo bene. Mi piace fare una considerazione: nel calcio italiano l'Italia ha vinto quattro Mondiali, dietro solo il Brasile. Ci sta una mancata qualificazione, anche se rosichiamo un po'. Bisogna accettarlo. Prima parlavo con Deschamps, nell'arco di una carriera ci sono momenti negativi. Forse in questi momenti si costruiscono i futuri successi".

Juventus da Triplete? "La Juve ha sempre iniziato tutte le stagioni per vincere sempre, perché c'era la consapevolezza che una squadra non può scegliere cosa vincere. L'unico modo per vincere qualcosa è provare a vincere tutto, questa non è presunzione. Ma solo così puoi vincere. La Juve ha vinto sette Scudetti di fila, in Champions c'era qualche formazione migliore ma ora la Juve ha raggiunto il livello dei top club. Ci sono tre o quattro squadre in grado di vincere".

Quando torna in Italia? "Il 31 gennaio prossimo, finisce il mio contratto in Cina e torno in Italia. Ma non allenerò più club, poi tra un anno o due valuterei qualche nazionale. Magari più vicina all'Italia, non la Cina (ride, ndr)".

15.33 - Ora parla Didier Deschamps. "Il Mondiale vinto con la Francia? Nel calcio non c'è niente di più bello della Coppa del Mondo. Il Mondiale è un evento planetario, vincere con la tua nazione è straordinario. Ho vinto venti anni fa da calciatore, ora anche la scorsa estate da ct nelle vesti di selezionatore. La mia squadra è molto giovane, ma aveva grandissima voglia. Tutti i francesi sono orgogliosi, anche quelli che vivono all'estero. La Francia sarà campione per quattro anni e mezzo, perché la prossima Coppa del Mondo si gioca in inverno (ride, ndr). Quando si vince si fa difficoltà a capire cosa accade, poi lo capisci dopo. La gente ti ringrazia anche dopo anni, Lippi mi può capire. Tutti si sentono campioni del mondo".

Che differenza c'è vincere il Mondiale da calciatore e da allenatore? "E' difficile da dire, è una situazione uguale ma allo stesso tempo differente. Da calciatore pensi a te, da ct pensi al gruppo e allo staff. Da calciatore c'è magari un po' più di egoismo. Ma non posso dire che un sentimento è stato più forte dell'altro".

Anche il calcio francese ha avuto difficoltà, come quello italiano in questo momento. Cosa avete pensato al termine di Italia-Svezia? "Ho visto quella gara, per l'Italia capita ogni sessant'anni. In Francia un po' più spesso, io da calciatore ho fallito la qualificazione al Mondiale per due anni di fila. Un Mondiale senza Italia non è normale, manca qualcosa. Per la nazionale in sé e anche per i suoi tifosi, l'unica verità è quella del campo. Conosco bene la Svezia, è una squadra difficile da affrontare. L'Italia avrebbe meritato, ma le cose non sono andate nel verso giusto. Da dove ripartire? La base è rappresentata dai calciatori".

Cosa fare nel calcio italiano? "I giovani devono maturare esperienza, ma la qualità c'è. Ci sono tanti giovani di valore. In Nazionale non abbiamo tanto tempo, per due gare trascorriamo 7-10 giorni insieme e dunque non sono possibili miracoli. C'è da lavorare sul tempo, sperando che tutti i giovani possano crescere e arrivare a livello internazionale".

La Juventus è simile a quella del '96? "La Juve deve vincere (ride, ndr). A livello internazionale è dura vincere, ci sono 6-7 squadre che hanno un obiettivo legittimo. Quello di vincere la Champions. Purtroppo vince solo una squadra, per le altre non significa aver fatto male. La Juve ha tutto per vincere la Champions, ora sta bene ma nell'anno nuovo si vedrà. Lo spero. La Juve si dimostra una grande società, come ogni anno".

Domanda per Lippi: cosa pensa della nazionale italiana? "Ci sono tanti giovani bravi, Mancini è un tecnico internazionale, è uno al quale piace un calcio propositivo ma equilibrato. E' una cosa importante, sono fiducioso anche se io potevo scegliere sul 60-65% di calciatori italiani in Serie A. Ora il ct può farlo sul 40% di ragazzi in Italia. Ci sono tanti stranieri. Questo rende il lavoro difficile per Mancini. Tuttavia ci sono buoni giovani, giocano titolari in squadre come Atalanta, Fiorentina, Roma e Lazio".

Ancora domanda per Lippi: la Juve è da Champions? "Sì, io dico che se la gioca con Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco. Ma anche col Manchester City e PSG. Siamo a 6-7 squadre al top, ci inserisco anche il Liverpool. Tuttavia vedevo la Juve più indietro in passato, ora vedo i bianconeri alla pari delle altre formazioni".

Domanda per Deschamps: cosa rappresenta per Lei il Golden Foot? "E' un privilegio, un onore. E' bello lasciare l'impronta a Montecarlo per sempre. E' un bel traguardo personale, un premio raggiunto grazie ai calciatori e allo staff che hanno lavorato con me".

Domanda per Pirlo: a chi dedica il Golden Foot 2018? "A me stesso, alla mia famiglia ma anche ai compagni di squadra, ai tecnici che ho avuto. E' un premio arrivato grazie a una carriera importante".

Nuova domanda per Pirlo: Ronaldo alla Juventus può offuscare gli altri calciatori? "No, ha aumentato il livello. E' un esempio quotidiano, tutti i calciatori della rosa possono dare qualcosa di più per dimostrare il valore di fronte a CR7".

15,59 - Terminata la conferenza stampa a Montecarlo.

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