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La Giovane Italia
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Peruzzi: ''Il carattere punto di forza di Frey''

13.10.2008 07:46 di Redazione TMW.   articolo letto 8147 volte
Fonte: di Michele Haimovici - Corriere Fiorentino

"Toscana quanto mi piaci, anzi quanto mi garbi. E Frey, quanto sei forte". Parola di Angelo Peruzzi, 478 presenze in serie A con le maglie di Roma, Verona, Juventus, Inter e Lazio, ormai diventato un toscano acquisito. Il portiere, ora nello staff azzurro di Lippi, si divide fra la sua tenuta di Blera nel viterbese, Coverciano e Castiglione della Pescaia dove ha comprato casa e ha anche qualche attività. "Ho scoperto Castiglione grazie al mio amico Bernardo Corradi - dice - Mi piace molto, è tranquillo, un po' come tutta la Toscana, un posto dove si sta benissimo. Guardate Coverciano: è un'oasi di pace".
"Cinghialone", come è sempre stato chiamato dagli amici per il suo fisico non propriamente minuto, uno dei più forti portieri italiani di sempre, di numeri uno se ne intende. La sua carriera si è incrociata anche con quella di Frey. Nel 1999 fu infatti proprio il giovanissimo Sebastien a lasciargli il posto fra i pali dell'Inter, per poi riprenderselo un anno dopo al termine di un campionato con la maglia del Verona. «Lui era giovanissimo, ma già si vedevano le potenzialità» ricorda Peruzzi.

Secondo lei come mai Frey perse il «treno » nerazzurro?
"L'Inter voleva e doveva vincere subito. Frey aveva solo venti anni e non ci fu la pazienza di aspettarlo. Ma quella era un'Inter che ha mandato via tanti giocatori, non solo lui. In un'altra squadra non sarebbe stato mandato via. Saranno contenti i tifosi della Fiorentina che ora si godono un portiere del genere".

Quello non fu un momento facile per Frey.
"No, ma proprio in quel frangente lui ha dimostrato la sua grande forza di carattere. Non si è abbattuto. Ha cominciato a lavorare sodo per ricominciare da capo e dimostrare il suo grande talento. Credo che il carattere sia una delle sue doti principali. Come quando subì quel brutto infortunio contro la Juve. È tornato ancora più forte di prima; e anche qui che si vede la forza di un portiere".

In una classifica dei portieri del campionato italiano, Frey dove si piazza?
"Dopo Buffon e Julio Cesar. Il portiere bravo è quello che non prende gol nell'unico tiro in porta. È lì che si vede la concentrazione, l'applicazione e la forza di un portiere e credo che ora Frey sia fra i primi in questa graduatoria".

E tra i portieri francesi?
"Credo che in Francia a parte lui e Lloris del Lione non ci siano grandi portieri".

Allora come mai non va in Nazionale?
"Vabbé lì la situazione è chiara. I problemi di rapporto con Domenech sono evidenti, ma vedo che fra i giocatori francesi non ce li ha solo lui. Credo che poi dopo le prime mancate convocazioni il rapporto si sia ulteriormente incrinato e ora mi sembra non più recuperabile, ma sono convinto che se la Francia cambierà Ct, Frey sarà titolare".

Le somiglia?
"A me non piace fare paragoni. Forse nell'esplosività sì, ma ogni portiere ha le sue caratteristiche. Ogni portiere ha i suoi tratti. Frey, secondo me, è molto forte nelle uscite, sulle palle basse, ed è esplosivo sulle conclusioni da pochi metri. Ha nell'istinto una delle sue doti principali. È uno dei valori aggiunti di questa Fiorentina".

In pratica, un leader?
"Per certi versi sì. La Fiorentina è una squadra forte, ma anche molto giovane e Frey, pur avendo solo 28 anni, è uno dei veterani del gruppo. Con la sua esperienza può insegnare tanto ai più giovani e aiutare a far fare alla squadra il definitivo salto di qualità".


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