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Rambaudi: “Edera e Parigini sono risorse del Toro e dell’Under 21”

14.10.2018 08:53 di Elena Rossin   articolo letto 1763 volte
Fonte: Torinogranata.it
Roberto Rambaudi

Roberto Rambaudi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Rambaudi è un allenatore e commentatore tecnico televisivo per i programmi della Rai, ha militato nel Torino nelle giovanili. Con lui, che commenta anche le gare dell’Under 21, abbiamo parlato di Edera e Parigini.
Il Torino punta sui giovani, fra questi ci sono due ragazzi che stanno emergendo nel panorama calcistico italiano Vittorio Parigini e Simone Edera. Lei che ha modo di seguirli anche quando giocano con l’Under 21 che cosa pensa di loro?
“Sono due giocatori di qualità che, secondo me, si esprimono meglio in un sistema di gioco diverso da quello che attua adesso Mazzarri. Il 4-3-3 è un vestito che sta loro addosso bene, entrambi sanno abbinare qualità tecniche alla velocità e non è cosa da poco nel calcio moderno. Parigini mi piace molto quando va a formare il tridente d’attacco ed anche Edera, seppur l’abbia visto poco, ma quando Mihajlovic lo aveva fatto debuttare aveva dimostrato qualità in serie A, mentre in Under 21 l’ho visto solo per pochi spezzoni”.
Edera e Parigini sono esterni d’attacco, ma quali differenze hanno?
“Se li avessi nella mia squadra e dovessi giocare con tre davanti li farei giocare a piedi invertiti perché tutti e due si trovano bene nelle corsie opposte rispetto al loro piede forte. Edera parte meglio da destra e con il mancino può accentrarsi, mentre Parigini trova la sua collocazione ideale a sinistra ed è dotato di un buon tiro. Sono due giocatori che ricoprono lo stesso ruolo, ma hanno caratteristiche e piede diverso, infatti, uno è un mancino e l’altro un destro e già questo fa capire la differenza”.
Che prospettive hanno e quali spazi possono ricavarsi nel Torino dove c’è un’elevata concorrenza?
“I giocatori bisognerebbe viverli quotidianamente per dire quali spazi potrebbero avere, ma vedendo giocare il Torino in attacco ci sono tanti giocatori e di qualità. Nel 3-5-2 di Mazzarri è più adattabile Iago Falque come seconda punta alle spalle della prima rispetto ad Edera e Parigini. In questo sistema di gioco se hanno la capacità tecnico-tattica di giocare anche nel ruolo di esterno di centrocampo Parigini, a mio parere, ha più gamba di Edera in questo momento nel fare tutta la fascia. Vittorio può fare bene, ma non credo che possa esprimersi al meglio con questo sistema di gioco”.
Mazzarri già in estate aveva provato il 3-4-3 e può pensare di utilizzare anche altri moduli in modo da utilizzare contemporaneamente più giocatori offensivi. Con un sistema di gioco diverso dal 3-5-2 Parigini ed Edera potrebbero avere maggiori spazi?
“Nel 3-4-3 ci possono stare benissimo e, quindi, sono un’opzione in più per Mazzarri che così ha giocatori di qualità che possono anche entrare a partita inoltrata e spaccare la gara, magari utilizzando due esterni d’attacco e una punta centrale di riferimento. Mazzarri è un grande allenatore e non ha bisogno che io gli insegni che cosa fare e sa benissimo come utilizzare i giocatori che ha a disposizione. A seconda delle partite e dei momenti sicuramente sfrutterà le varie opzioni che ha a disposizione e sa benissimo che Parigini ed Edera sono giocatori di qualità, però, li deve mettere nella condizione di esprimersi al meglio e di essere funzionali alla squadra. Credo che a partita avanzata, se si devono risolvere situazioni che si sono create, loro nel 3-4-3 sono interpreti ideali”.
Forse entrambi devono ancora crescere in fase difensiva, soprattutto quando si ha un allenatore come Mazzarri?
“Dipende dall’organizzazione collettiva, credo che i due siano consapevoli e bravi a fare anche la fase difensiva. Nel calcio da sempre bisogna fare le due fasi ad alto livello, poi, bisogna vedere che cosa l’allenatore vuole di più in avanti o dietro o se determina il giocatore più come attaccante. Edera e Parigini solo giocando possono migliorare”.
Che cosa consiglierebbe ai due ragazzi: restare al Torino o se non trovassero adeguati spazi andare altrove a gennaio?
“Nessuno regala niente ovviamente, ma dovrebbero giocare in una squadra che permetta loro di esprimersi al meglio grazie a un allenatore che ha un sistema di gioco adeguato alle loro caratteristiche. Ci si può adattare e anche fare bene per tre-quattro partite facendo la seconda punta nel 4-4-2 o nel 3-5-2, ma alla fine vengono fuori le qualità individuali”.
Comunque Edera e Parigini sono due risorse per il calcio italiano del futuro?
“Sì, per me sono risorse del calcio e del Torino. Giocatori bravi bisogna sempre averli e il Torino li ha così come l’Under 21”.


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