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RBN, Porrini: "De Ligt mi ricorda Sergio Ramos. Sarri, serve la UCL"

10.12.2019 18:23 di Alessandra Stefanelli   articolo letto 2904 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso ‘Terzo Tempo’, è intervenuto l’ex bianconero Sergio Porrini: “L’unico giocatore che ha avuto costantemente la possibilità di giocare e dimostrare il proprio valore tra i nuovi acquisti è stato De Ligt, poi va beh anche Higuain e Buffon ma facevano già parte della Juventus. Si conoscevano già. Gli altri sinceramente hanno avuto poco spazio per poter dimostrare quanto valgono, Rabiot e Ramsey hanno avuto poche possibilità di giocare, idem Demiral. È difficile giudicarli”.

Ci si aspetta sempre troppo da chi arriva alla Juventus? “Non penso che sia un problema della Juventus ma di tutte le big e del calcio italiano soprattutto. È una questione di grandi club nel momento in cui acquistano dei giocatori spendendo tantissimi soldi. Sicuramente De Ligt è stato preso per una cifra considerevole, viene considerato uno dei giocatori più forti in prospettiva e io sono convinto che lo sia. Sono convinto che diventerà tra i più forti difensori al mondo. Si viene sempre giudicati per la cifra che si è spesa. Poi va detto che non è solo il singolo a fare errori, è tutta la squadra. Diventa difficile ambientarsi per un calciatore che arriva da un calcio diverso, poi si viene subito criticati. In Italia ne abbiamo già bruciati tanti come Bergkamp e Roberto Carlos, poi vanno all’estero e li rimpiangiamo. Aspettarli un attimo ed essere meno critici farebbe il bene di questi calciatori”.

De Ligt le ricorda qualche altro calciatore? “Nella mia Juventus non riesco a vederne uno in modo particolare. Parlavamo di Sergio Ramos e in lui vedo un giocatore simile, è fortissimo tecnicamente, nel gioco aereo, ha personalità nonostante la giovane età, quindi lo avvicino molto a questo tipo di calciatore”.

Su Sarri: “Sicuramente quando arrivi alla Juventus dopo che sono stati vinti otto campionati consecutivamente, tante Coppe Italia, è ovvio che hai tutto da perdere. O rivinci quei titoli o sei obbligato a vincere la Champions League, altrimenti agli occhi di tutti hai già fallito. Allegri poi è stato mandato via perché lo si considerava un allenatore che non faceva giocare bene la Juventus, quindi non è facile. Conosciamo benissimo la filosofia e la metodologia di Sarri e sicuramente fino ad oggi non è ancora riuscito a far capire il suo modo di giocare ai giocatori. Non si è vista una Juventus brillantissima, in alcuni momenti diventa irresistibile, ma nel corso della partita non succede sempre. Bisogna lasciarlo lavorare, quando si inizierà a vedere il gioco di Sarri la Juventus decollerà”.

Su Cuadrado: “Sarri secondo me fa bene a insistere su di lui in Italia, in Europa magari potrebbe diventare già rischioso perché qualche lacuna ce l’ha, non ha mai giocato in quel ruolo. Però io penso che per il calcio che siamo abituati a vedere, dove i terzini spingono contemporaneamente, penso che sia la filosofia giusta. Poi a seconda delle partite l’allenatore deciderà se impiegarlo o meno”.

Sulla lotta Scudetto: “L’Inter sta facendo un grandissimo campionato, sicuramente non mi aspettavo che l’Inter potesse essere prima in classifica e ottenere quei risultati. La Juventus secondo me resta favorita per la lunghezza della storia, secondo me dipenderà da queste due squadre se dovesse rientrare una terza squadra, magari la Lazio. Se la Juventus dovesse tornare a fare la Juventus la vedo sinceramente dura per tutti”.

Su Conte: “È sempre stato un grandissimo professionista, dedito al lavoro. È arrivato a essere un grandissimo campione attraverso il lavoro quotidiano. Non mi aspettavo però che da allenatore potesse raggiungere questi risultati sinceramente”.


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