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Roma, l'ex Mancini: "Alisson fenomeno, Gerson ha doti sopra la media"

13.03.2018 18:07 di Tommaso Bonan   articolo letto 3646 volte
Fonte: vocegiallorossa.it
© foto di Filippo Gabutti

L'ex giocatore della Roma, Amantino Mancini, è intervenuto ai microfoni di TeleRadioStereo.

Quando tu arrivasti eri un laterale basso, poi hai fatto grandi giocate e grandi numeri come attaccante.
"Ho iniziato come terzino ma avevo buoni piedi, per questo con Capello è stato facile giocare un po' più alto. Per questo non ho avuto grandi problemi ad adattarmi a quel ruolo. È più difficile al contrario tornare terzino. Nel calcio di oggi tutti si conoscono e le squadre giocano a specchio. I terzini di oggi devono quindi essere bravi a saltare l'uomo e creare la superiorità numerica".

Oggi stai portando avanti il corso di allenatore, come cambia la percezione del campo?
"Se io avessi avuto prima la testa di oggi sarei stato un altro calciatore. Vedo il calcio in un'altra maniera e sicuramente il mio rapporto con gli allenatori sarebbe stato diverso. Prima, da calciatore, le uniche preoccupazioni erano quelle di stare bene fisicamente, fare i gol la domenica, ascoltare e capire quello che dicono in giro. Il resto ti sfugge e i giocatori vanno in difficoltà".

La Roma ha tantissimi brasiliani: un commento su Juan Jesus, Alisson e Bruno Peres?
"Juan Jesus gioca poco, secondo me ha le qualità per diventare un difensore forte. Quando viene chiamato in causa fa sempre il suo tranquillo e gioca semplice. Alisson è un fenomeno e l'ho visto giocare all'Internacional. All'inizio ha avuto dei problemi ma è normale per i giocatori che vengono dal Brasile. Adesso ha capito la piazza, la cultura e vede il suo valore. Bruno ancora ha difficoltà e ha avuto problemi extracampo, l'ho conosciuto e deve capire che il calcio non è solo sul campo ma anche fuori. Però è un ragazzo che può aiutare ancora la Roma".

Quando giocavi tu lo stadio era pieno a prescindere. Noti una differenza in questo momento tra i tifosi e la squadra?
"Tantissimo, se parliamo di 13-14 anni fa era tutto diverso. Con i miei amici dico sempre che l'Olimpico ora è vuoto, prima era pieno. Probabilmente è un discorso anche di soldi e la gente può aver perso un po' quel senso di fiducia nella società".

Tu sei arrivato giovanissimo a Roma. Che consigli daresti ai giocatori giovani di questa squadra?
"A loro direi di imparare a conoscere la piazza in cui sono arrivati e continuare a lavorare e avere fiducia in Di Francesco. C'è Ünder che sta cominciando ad avere continuità, Schick sta facendo un po' più di fatica ma ha le doti tecniche per fare bene. Bisogna avere pazienza e non mettere pressione ai ragazzi per non rischiare di bruciarli".

Quando arrivò Gerson ci parlarono di una stella del calcio brasiliano. Era un'esagerazione o ci sono le potenzialità?
"Assolutamente sì, c'è potenziale. Gerson ha doti tecniche sopra la media, deve solo capire il calcio italiano per riuscire a crescere. Se riesce ad entrare nel sistema secondo me è fortissimo. Non è facile inserirsi subito, si vede adesso che ha cambiato testa e riesce a fare la differenza anche quando entra dalla panchina".


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