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Sorrento-Arezzo, il danno e la beffa

05.09.2008 18:16 di Stefano Sica   articolo letto 6219 volte

La notizia è piombata in costiera come un fulmine a ciel sereno, del tutto inaspettata. La gara Sorrento-Arezzo, in programma domenica prossima allo stadio "Marcello Torre" di Pagani, dovrà disputarsi con l'obbligo di porte chiuse, in seguito al provvedimento del Prefetto di Salerno, che ravvisava gravi motivi di ordine pubblico. Due le motivazioni addotte per giustificare quest'ordinanza: i rapporti non idilliaci tra le tifoserie di Paganese e Sorrento, forte quest'ultima di un'amicizia con i fans nocerini, da sempre "rivali" degli omologhi azzurrostellati, e l'organizzazione di una sagra rionale nei pressi dell'impianto della città salernitana. Eppure, ad una prima lettura, non possono non destare alcune perplessità le analisi prodotte dalla Prefettura del capoluogo campano. Intanto, sarebbe davvero difficile ipotizzare una permanenza in città dei tifosi della Paganese, anche quelli teoricamente più facinorosi, i quali non mancheranno di presenziare, con tutta probabilità, al match che i loro beniamini sosterranno nella vicina Marcianise. A tal proposito, va ricordato che la società gialloverde ha messo a disposizione dei sostenitori ospiti ben 1.400 biglietti: quanto basta per prevedere un massiccio esodo verso il centro casertano. Con questo, appare opinabile anche lo scenario che disegnerebbe una possibile turbativa degli aficionados costieri verso un evento come quello della festa organizzata dal Comune di Pagani: immaginare una circostanza simile produce soltanto una inutile lesione alla dignità di una tifoseria, come quella sorrentina, da sempre esempio riconosciuto di correttezza, sportività ed educazione. In tutto questo, sorprende il silenzio della Lega Pro, lo stesso organismo che ha avallato la scelta di Pagani come sede per la gara. Qui è doveroso fare un passo indietro di un paio di anni fa. All'epoca l'allora Lega Professionisti Serie C non esitò a rinviare in extremis Sorrento-Nocerina, partita di C2 della stagione 2006/07. Dopo aver preso atto dell'ordinanza del Prefetto di Napoli, che parlava di uno stadio "Italia" insufficiente nella sua capienza a contenere i tanti tifosi nocerini al seguito ed ordinò la disputa del match senza pubblico, la Lega optò per un saggio rinvio della gara, che avrebbe consentito la messa a norma dell'impianto costiero. Non si capisce perché oggi il presidente Macalli sia riluttante ad adottare un provvedimento uguale, soprattutto considerando che, dandogli esecutività, riparerebbe soltanto ad un errore che, seppur compiuto in assoluta buonafede, ha finito per penalizzare il club di Via Califano in un balletto a dir poco kafkiano. Mai come ora un pizzico di buon senso dovrebbe responsabilizzare chi gestisce un sistema che non smette di mostrare falle paurose e contraddizioni destabilizzanti. Già i tifosi del Sorrento hanno dovuto vestire gli scomodi panni dell'emigrante, a causa dei lavori in corso allo stadio "Italia". Sarebbe bizzarro aggiungere al danno anche la beffa.


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