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Bertolucci: "Che storia la Trevisan. Chi fa giocare le Nazionali è da arresto"

TMW RADIO - Bertolucci: "Che storia la Trevisan. Chi fa giocare le Nazionali è da arresto"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 07 ottobre 2020 19:55Altre Notizie
di Dimitri Conti

L'ex tennista Paolo Bertolucci, tifoso del Milan, è intervenuto nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'intervista inizia dal percorso di Martina Trevisan al Roland Garros di tennis: "Proprio l'altro giorno le ho mandato un messaggio, ringraziandola per tutto: sia per il campo che per quello che ci ha raccontato. Chi non conosceva la sua storia sofferta sa che è stata ferma 5 anni, ed è bello vederla giocare, per quel sorriso, forse ancora più stupendo quando perde il punto. Questo è l'insegnamento che deve darci questa ragazza che ha qualità notevoli e che deve continuare su questa strada".

Ora forse arriverà il difficile per lei.
"Sono sicuro che non ci deluderà: aveva bisogno di trovare una sua strada, e con la fiducia incamerata in un torneo importante come Parigi, sono sicuro che la ritroveremo più in alto entro poco tempo".

L'essere alto-atesino è un punto a favore di Sinner?
"Un enorme punto a suo favore. Qui c'è la tendenza a volar via con la testa, e non solo nel tennis: uno fa un gol ed è già pronto per la Nazionale. Come dice lui, è solamente all'inizio della sua avventura. Per me è a metà cammino ma soprattutto è davanti agli altri della sua età perché è serio, non presuntuoso o arrogante, ed è pronto a quest'impresa. Ha le basi: un talento e una velocità di braccio notevoli, una grande capacità mentale. Gli manca l'esperienza, e a 19 anni ci mancherebbe altro... Io di nati già fatti e pronti non ne conosco".

Ibrahimovic, a 40 anni infatti, fa ancora la differenza...
"E noi del Milan siamo contenti. Lo saremmo ancora di più se lo vedessimo in campo. Il fatto di vedere uno pulito, col cappello girato dalla parte giusta e senza troppi fronzoli come Sinner che bada al sodo lavorando ogni giorno, ti fanno respirare una boccata d'aria pura".

Come è ripartita la macchina del tennis?
"A fatica, e ho paura che si ingolfi. Come automobilismo, motociclismo e ciclismo è stata compressa la stagione, e significa giocare tutti i giorni: ovviamente non è possibile. Bisogna fare delle scelte, non è possibile correre da una parte all'altra, e si è visto con Nadal che ha deciso di non andare negli Stati Uniti. Se non si è dei fenomeni, in questo momento, si è già distrutti quando si scende in campo: la gestione di tutte le cose oltre alla partita fanno capire il valore dei ragazzi".

Una riflessione su Nadal.
"Lui vive nell'agonismo, nella lotta e nella battaglia li vedi come se fossero comodi in poltrona. Altri li vedi scappare ancora prima, ma questi fenomeni qua no. Nel sangue agonistico ci sguazzano, sono animali da competizione: Nadal poi ha giocato solo sei-sette partite, e pensavo di vederlo peggio. Questi sono fenomeni che hanno qualità poco umane".

Soddisfatto del mercato del Milan? Può essere la stagione buona per tornare in Champions?
"Sono soddisfatto che sia finito il mercato perché non se ne poteva più. Incredibile che duri così tanto, è un'agonia che non ha significato, così come vedere partite amichevoli delle Nazionali in questo momento qua. Chi ha deciso una cosa del genere andrebbe arrestato. Per quanto riguarda il Milan, il tifoso non è mai soddisfatto al 100% neanche quando vince, e purtroppo dico che siamo stati abituati molto male. Vivevamo in un super attico, e abituarsi all'appartamento è faticoso. Ci vorrà tempo per tanti motivi: vista la proprietà, visto il periodo, il debito accumulato e le macerie da cui siamo ripartiti. Qualche giovane c'è, ma bisogna avere pazienza e sperare che crescano".

Li ha visti i rigori di Milan-Rio Ave?
"Sul cellulare. Pensa te che inferno, una roba da infarto... Non capivo mai quando la palla era entrata. Sul doppio palo ho rischiato veramente la vita (scherza, ndr). Una volta un preliminare di Europa League non avrei neanche saputo che esistesse, ma vi assicuro che l'intensità e l'emozione è la stessa della finale di Manchester contro la Juventus. Il bello dello sport".

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