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Ceravolo: "Juve, nessuna rivoluzione. L'Inter sa di poter vincere lo Scudetto"

TMW RADIO - Ceravolo: "Juve, nessuna rivoluzione. L'Inter sa di poter vincere lo Scudetto"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 27 agosto 2020 18:32Altre Notizie
di Dimitri Conti

Il direttore sportivo Franco Ceravolo si è collegato in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Le sue riflessioni cominciano dalla Juventus: "Non stanno facendo una rivoluzione, c'è qualcuno come Higuain che non fa più parte del progetto ma è normale. L'ossatura della Juventus rimane, ai bilanci ci si è sempre guardato: il problema sono i 28-30 calciatori con stipendi importanti che nessuno può permettersi. Giusto mettere sul mercato quei sette-otto fuori dalla rosa. Sento parlare anche di Bernardeschi come possibile escluso, è giusto vendere prima di acquistare anche perché non c'è l'esigenza di fare il colpo subito. Davanti ci sono Dybala e Ronaldo, e non li hanno tutti: a centrocampo cercheranno qualcuno, così come un centravanti fisico e di spessore stile Dzeko".

Come giudicare la scelta di Pirlo?
"Pirlo conosce bene l'ambiente juventino e i dirigenti, se hanno effettuato questa scelta è perché lo ritengono un professionista all'altezza. Ora devono sostenerlo, e le spalle larghe ci sono, lo stesso Pirlo è stato piuttosto chiaro. Hanno obiettivi mirati e metteranno l'allenatore in condizione di fare il salto di qualità, magari vincendo anche il decimo Scudetto e rimanere nella storia, un obiettivo unico".

Risolti davvero i problemi con Conte all'Inter, secondo lei?
"Penso di sì, chi è intelligente sa come ricucire. Gli obiettivi sono di tutti, sappiamo che Antonio è un vincente e a volte si lascia andare all'istinto, parla l'orgoglio. L'Inter ha l'allenatore giusto per provare a tornare a vincere: la proprietà è forte, sanno che con Conte possono vincere lo Scudetto".

Cosa si aspetta dal Napoli di Gattuso?
"Con Ancelotti non hanno raggiunto gli obiettivi, bravo lui a rivoltare la rosa, come fece già nel Milan. Ovunque ha lavorato è stato bravo, anche al Milan... Io poi lo conosco bene, gli ho dato la possibilità di diventare Gattuso e sembro di parte. Lui è un allenatore preparato, un vincente: sicuramente non ha le rose di Juventus e Inter, i tifosi del Napoli devono capire che partono dietro, magari se la giocheranno con Lazio, Roma e Milan. Per colmare il gap c'è da lavorare sodo".

Chi ha sbagliato di più tra Sarri e la Juventus?
"Intanto ha vinto lo Scudetto, e i risultati contano. Finché vinci non so quanto sbagli: i matrimoni si fanno in due e hanno ritenuto opportuno prendere strade diversi. Non ha perso nessuno, non credo ci sia chi ha sbagliato: con vedute diverse, giusto che ognuno prenda la sua strada".

Si parla di un ritorno in Italia di Giovinco. Sarebbe stato lecito attendersi di più da lui?
"Lui è stato intelligente, purtroppo i giudizi sono soggettivi. Alla Juventus ha dimostrato di essere un campione, idem a Parma: parliamo di potenzialità che appartengono ai grandi calciatori. Ha avuto un'opportunità economica e professionale che non puoi rifiutare e l'ha colta al volo, un'offerta che non puoi rifiutare. In Italia forse non gli è stato permesso di mostrare appieno il suo valore. Si è meritato di guadagnare tanto".

Pensava che Gasperini potesse arrivare a certi livelli?
"Alle giovanili della Juventus era con me, e non mi sorprende, tanto che lo proposi al Crotone. Era scettico ma lo convinsi, lì ha vinto il campionato e per me era già il Gasperini di oggi. Anzi, mi meraviglia che non abbia allenato grandi società, con tutto il rispetto per l'Atalanta, tranne la parentesi all'Inter in cui le cose non sono andate. Uno dei migliori allenatori al mondo".

Come commentare la prima in Serie A dello Spezia?
"Sono contento, la tifoseria meritava questa categoria. Sono stato lì e ricordo che salimmo in Serie B dopo 55 anni che ci provavano. Ricordo una piazza caldissima e sono contentissimo: quest'anno la promozione era inaspettata. Italiano ha dimostrato di essere un grande tecnico, è stato determinante. E non dimentichiamoci del ds Angelozzi che ha costruito la squadra insieme a lui, portandola nella storia".


Franco Ceravolo ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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