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Cravero: "Conte non è Re Mida. Arthur-Pjanic? Scambio economico, non sportivo"

TMW RADIO - Cravero: "Conte non è Re Mida. Arthur-Pjanic? Scambio economico, non sportivo"
© foto di Federico De Luca
martedì 30 giugno 2020 18:52Altre Notizie
di Dimitri Conti

Roberto Cravero, ex difensore ed oggi commentatore sportivo, è intervenuto in diretta nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Le sue considerazioni partono da Torino-Lazio: "Questa è una partita dove chiaramente rischia di più la Lazio, perché il Torino ha un margine di sei punti sul Lecce che lo lascia tranquillo. In questo turno poi c'è lo scontro diretto Lecce-Samp e il Genoa gioca contro la Juventus: il Torino proverà a far punti, certo, ma se la Lazio non porta a casa qualche punto stasera, con una vittoria della Juventus già stasera rischierebbe di chiudersi il campionato".

Il Toro ha cancellato quanto costruito nel periodo con Mazzarri?
"Non so dirti il motivo, forse neanche loro, ma l'annata è stata deludente. Si era partiti con le migliori previsioni, provando a qualificarsi per l'Europa League. Poi è arrivata l'eliminazione col Wolverhampton, hanno perso sicurezze e sono andati in grande difficoltà con sconfitte clamorose, non da Toro. Ricordo i sette gol dell'Atalanta in casa, quattro gol a Lecce... Quando perdi così va via la fiducia, iniziano a crearsi i problemi. Adesso però la squadra è migliorata, i quattro punti tra Parma e Udinese non lasciano certo tranquillo ma lasciano un margine importante".

Qual è la vera Lazio, quella di Bergamo o contro la Fiorentina?
"A Bergamo è mancata tranquillità nella gestione della partita, una cosa strana per una squadra solida. Con la Fiorentina invece c'è stata una grande reazione contro una squadra che stava giocando meglio. Probabile che quella partita abbia fatto tornare fiducia davvero sia nell'ambiente che nella società".

Lo Scudetto può perderlo solo la Juventus?
"Qualche punto debole ce l'ha e l'ha fatto vedere, ma ha 4 punti di vantaggio che con una rosa tale, e i cinque cambi, sono tanti. Secondo me possono perderlo solo loro, nel calcio poi ovviamente vale tutto".

L'Inter se l'aspettava così?
"No, credevo fossero loro a combattersi lo Scudetto con la Juventus. Non si può chiedere a Conte di essere Re Mida, anche lui ha bisogno di tempo: secondo me hanno preso Hakimi che è il miglior esterno destro d'Europa assieme ad Alexander-Arnold. I 40 milioni li avrei spesi, assolutamente: ho ancora negli occhi la prestazione con l'Inter, dove li ha massacrati sulla fascia. Con pochi compiti difensivi può dare il meglio, un grandissimo acquisto".

Come giudica lo scambio Arthur-Pjanic?
"Non lo faccio, perché non è uno scambio sportivo, ma economico. Il vantaggio ce l'ha la Juventus, che prende un giocatore di 24 anni a fronte di 30 anni, e ce l'ha anche il Barcellona, che si aggiunge un campione in più. In futuro secondo me il ruolo di Pjanic sarà preso da Bentancur, quindi alla Juve serviva una mezzala".

C'è chi dice che l'Atalanta potrebbe essere persino più su.
"Non credo ai se e ai ma: hanno raggiunto l'obiettivo, la qualificazione Champions, e sono soddisfatti del loro campionato. Attenzione perché in Europa non è finita: se rimangono su questi livelli, possono fare davvero di tutto in una partita secca. E dato che giocano tutti a Lisbona in campo neutro senza pubblico, possono giocarsela con tutti. L'unica pecca, forse, è che subisce troppi gol: con una fase difensiva più solida può fare grandi cose anche in Champions".

Il Torino terrà Belotti?
"La cessione di Belotti sarebbe segno di debolezza, un vivacchiare ancora per tanti anni. La vedo da quel punto di vista, e non so se il bilancio del Torino sia a posto oppure abbia bisogno di essere ripianato, ma sarebbe un brutto segnale".


Roberto Cravero ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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