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Falsini: "A Sarri è andata bene con la sentenza del City. Haaland il post-Lautaro"

TMW RADIO - Falsini: "A Sarri è andata bene con la sentenza del City. Haaland il post-Lautaro"
giovedì 16 luglio 2020 19:01Altre Notizie
di Dimitri Conti

L'ex difensore Gianluca Falsini parla a Stadio Aperto, trasmissione in onda su TMW Radio e condotta da Niccolò Ceccarini e Francesco Benvenuti, iniziando nella sua riflessione dalla lotta Scudetto: "Mi viene da dire che stanno giocando a ciapanò, vince chi perde. Ci poteva stare questa annata della Juventus, un allenatore con idee totalmente diverse sta facendo fatica. Forse mi aspettavo qualcosa in più".

La Juve forse non è squadra per Sarri?
"Sono d'accordo, e neanche il Chelsea lo era. Nemmeno lì si era visto il Sarrismo, ma un gioco si era visto, c'era la sensazione di vedere una squadra. La Juve no, e un po' mi dispiace: credo che non abbia il polso dei giocatori, dello spogliatoio. Non determina nella Juventus, è lasciato alla mercé del talento e dell'estro dei vari campioni".

Ha senso proseguire insieme così?
"Bella domanda. Io dico che gli è andata bene che il Manchester City l'anno prossima giocherà la Champions, altrimenti la proprietà juventina avrebbe puntato forte su Guardiola. Dalla sua ha anche un triennale a cifre importanti, credo che stiano pensando a cosa fare il prossimo anno. Come dice Sacchi, il bel gioco dà tempo all'allenatore, il fatto di provare a dominare la gara porta fiducia. Vedendo Juventus-Atalanta, una Juve così di contropiede mi fa specie".

C'è sensazione di maggiore fragilità rispetto ad Allegri e Conte?
"Le rose del primo anno di Conte e Allegri non sono paragonabili a quella che ha Sarri in questo momento. Ha due campioni di assoluto valore, altri due-tre che li diventeranno. Ricordo che Klopp ha detto che la Juventus ha la rosa più forte d'Europa. Io vedo una squadra molto fragile, soprattutto in fase di non possesso, quando invece hanno l'obbligo morale di scendere in campo e dominare ogni gara. Non vedo differenze neanche in Champions League, dove la squadra in teoria avrebbe anche più stimoli. Non siamo macchine che si accedono: campionati e Champions si vincono dal primo giorno di ritiro. Credo che non abbia attecchito, creando la giusta empatia con i giocatori. In panchina c'è spesso e volentieri Higuain, tuttora record-man di gol in un singolo campionato".

L'assenza di un terzino sinistro a parte Alex Sandro, come motivarla?
"Chiaro che tesserare giocatori di livello Juve non è semplice, specie in un ruolo come il terzino sinistro dove c'è penuria. Ma non puoi pensare di avere De Sciglio come vice-Alex Sandro, anche perché quest'ultimo sta tornando su livelli passati. Allegri gli ha lasciato l'eredità di Cuadrado terzino, poi c'è anche Danilo... Se non sbaglio avrebbero voluto prendere Kurzawa".

Come valutare il primo anno interista di Conte? E di Eriksen che dire?
"C'è da fare un distinguo. Conoscendo Antonio, inutile tergiversare: ha deluso. A meno che non vinca l'Europa League e arrivi a ridosso della Juve, ha deluso, specie dopo due campagne acquisti come quelle dell'estate e di gennaio. Nessuno ha speso quanto l'Inter, e da lui ci si aspettava di più. Dico che per adesso, sta deludendo, poi la vittoria di una coppa già cambierebbe la valutazioni. Se parli con gli addetti ai lavori, però, né per Sarri né per Conte il gioco si è visto. Un po' meglio quest'ultimo, forse. Di Eriksen dico che lo adoro, legge calcio come pochi ma vorrei allora farvi una domanda: sicuri che Conte volesse lui? Non ha le caratteristiche che vuole Antonio, lui li preferisce più muscolari. Per me l'attacco ideale di Conte è Lukaku-Lautaro, ed Eriksen con loro che ci azzecca? Loro attaccano la profondità muscolarmente, lui non ha tanta forza nelle gambe, ha bisogno di compagni che parlino la sua lingua".

Chi potrebbe sostituire Lautaro Martinez?
"Se hai la forza di comprarlo, Haaland del Borussia. Ha meno esplosività nello stretto ma è più veloce sull'allungo, è forte in area di rigore ed ha grande prospettiva: secondo me è perfetto per il calcio di Conte, anche se oggi per portarlo via devi tirare fuori 70-80 milioni".

L'Atalanta ha davvero più chance della Juventus in Champions League?
"Senza ombra di dubbio. L'Atalanta e il Lipsia per me sono le due grandi mine vaganti. Ma occhio anche al Cholo Simeone, potrebbe essere il suo anno. Se devo giocare un euro, lo punto sull'Atletico: quella parte di tabellone è semplice rispetto all'altra, potrebbe finalmente far felice l'altra metà di Madrid. La cosa che fa meno paura dell'Atalanta, è il fatto che subisce tanti gol, anche se in partita secca potrebbe essere la sorpresa. Da italiano ed ex atalantino me lo auguro".

Nella zona retrocessione è rimasta una sfida Genoa-Lecce? O rimane dentro anche il Torino?
"Esattamente, credo saranno queste tre le squadre che lotteranno per non retrocedere. Al netto di Torino-Genoa che può spostare gli equilibri. Lecce e Genoa le vedo più o meno sullo stesso piano, meglio il Genoa a qualità ma il Lecce spicca sul corale, mentre il Toro nel complesso è meglio".

Meglio D'Aversa a Parma o Juric a Verona?
"Fermo restando che ho le due società nel cuore e un ottimo rapporto con i due allenatori, dico che se prendo in esame solo questo campionato allora prendo il Verona di Juric con la classifica straordinaria, ma più in generale prendo il Parma di D'Aversa, partito dalla Serie C e risalito, sempre salvo e in miglioramento".

Altre due sue ex squadre, Monza e Reggina, sono tornate in B.
"Due belle società: una ha il presidente più vincente nel calcio, l'altra un progetto davvero interessante, con i reggini che hanno veramente fame di rivedere il calcio che conta e vivere i fasti di un tempo. Monza è il sogno di Berlusconi per andare a sfidare a San Siro il suo Milan... Pensate che tra Bologna, Monza e Milan a gennaio l'offerta migliore che ha avuto Ibrahimovic gliel'aveva data proprio il Monza. Non ce lo vedo a giocare in B in futuro, ma mai dire mai".

Oggi allena i giovani. Ci racconta?
"Sì, faccio lezioni individuali in attesa che qualche squadra mi chiami. Ogni giorno imparo qualcosa, è un piacere allenare questi ragazzi, anche se avrebbero tanta voglie di tornare a giocare tutti assieme".


Gianluca Falsini ai microfoni di Niccolò Ceccarini
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