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Maresca: "Sarri va aspettato. Champions? Attenti al Manchester City, è pericoloso"

TMW RADIO - Maresca: "Sarri va aspettato. Champions? Attenti al Manchester City, è pericoloso"
giovedì 18 giugno 2020 18:35Altre Notizie
di Dimitri Conti

L'ex centrocampista Enzo Maresca, oggi allenatore, ha parlato a TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Niccolò Ceccarini e Francesco Benvenuti, iniziando da una considerazione sulla ripresa della Premier League: "L'importante era che si ricominciasse, ed è successo anche in Inghilterra. Man City-Arsenal è stata a senso unico, esclusi i primi 10 minuti ha comandato il City per tutta la gara. Il campionato praticamente è già finito, e meritatamente vinto dal Liverpool, c'è poco da fare".

Cos'ha portato Klopp al Liverpool?
"Come in ogni società, ci sono cicli. Ricordo il Liverpool di Benitez che vinceva anche in campo internazionale, negli ultimi anni sono tornati ad essere tra le squadre più forti del mondo. Da un punto di vista di sinergia con i giocatori, Klopp ha sicuramente un passo in più rispetto agli altri. Ed ha dei calciatori veramente forti, da Van Dijk, a Mane, Salah, Firmino... Ma anche i due terzini, per dire, sono fortissimi. Come ogni volta che una squadra vince, è un insieme di cose".

Cosa sta succedendo al Manchester United?
"Va un po' a conferma del fatto che pur avendo il fattore economico, se non ne hai altri è difficile che possa funzionare il tutto. La stessa cosa sta avvenendo all'Arsenal dopo Wenger: sono società gloriose, e ci sta che dopo tutti questi anni con un solo allenatore possano avere difficoltà. Speriamo che presto entrambe tornino a competere per alcuni trofei".

Perché non è andato bene Emery all'Arsenal?
"Riuscire immediatamente a trovare l'allenatore che possa andar bene per tanti anni, diventa complicato. Serve pazienza, bisogna aspettare un po' come fu fatto agli inizi anche con gli stessi Ferguson e Wenger. Con Emery non è successo, ora hanno un allenatore fatto in casa come Arteta, che ha giocato diversi anni all'Arsenal. Probabilmente avranno più pazienza, chissà che non riesca a far meglio".

Si è ripartiti anche in Liga. Chi vince tra Barcellona e Real Madrid?
"Sinceramente direi più Barcellona, per quello che vedo. Dipenderà tanto anche dalla Champions, tra chi andrà e non andrà avanti. Il Real ha perso in casa col City e il Barcellona ha pareggiato a Napoli: la Champions può condizionare un po'".

Perché Messi vuole Lautaro Martinez ad ogni costo?
"Hanno un reparto offensivo con già Messi, Suarez e Griezmann, più questo ragazzino fortissimo come Fati: difficilmente è migliorabile, sicuro che Lautaro Martinez farebbe comodo però. Giocano diverso dall'Inter, ma quelli forti soluzioni e spazi le trovano sempre. Potrebbe influire anche il fatto che sia argentino e che si conoscano, ma è talmente forte che farei fatica a darlo via".

Pjanic per Arthur, come lo vedrebbe questo scambio?
"Vero che Pjanic prima della Juve faceva l'interno com'è Arthur. Sono ottimi giocatori, se non sono felici dove si trovano potrebbero far meglio ad andare. Tra i due Arthur è più mezzala offensiva-trequartista, ma in fondo è un po' il ruolo che faceva all'inizio nella Roma prima di trasformarsi in un regista. Non so se Arthur possa ricoprire quel ruolo, invece".

Come lo vede il suo Siviglia?
"La pausa gli ha fatto bene. Prima del lockdown stavano avendo difficoltà, mentre adesso hanno ricominciato benissimo. Diventa difficile dare giudizi quando si gioca ogni tre giorni. Sono in lotta per la Champions, e secondo me dovrebbe farcela".

Quanto è meritato per Gattuso il trionfo in Coppa Italia? Come giudica il suo lavoro?
"Lui ha iniziato da giovane, ed è già diversi anni che fa l'allenatore. Ha vinto il primo titolo, e penso che sia meritato per la passione che ci mette, e anche per gli avvenimenti delle ultime settimane (la morte della sorella, ndr) portare a casa una soddisfazione così possa un po' attenuare".

Sembra iniziato anche il processo a Sarri, per la seconda finale persa su due.
"Le difficoltà quando inizi un progetto esistono, anche se ti chiami Sarri. Nel suo caso il progetto è appena cominciato, e ci sono ancora campionato e Champions. Ha perso Coppa Italia e Supercoppa, ma se vuoi ottenere cose importanti devi avere la pazienza di aspettare, i risultati arriveranno. Basta ricordarsi cosa ha fatto al Chelsea e al Napoli: a volte ottieni risultati anche senza vincere i titoli".

Forse si pensa troppo a paragoni con il suo Napoli?
"Gli organici diversi fanno sì che non possa sviluppare lo stesso calcio. Cambiano rose e giocatori, credo che in parte alla Juve stia succedendo un po' quello che gli era capitato al Chelsea con Hazard, ma sul lungo è allenatore che può fare risultato".

Cosa aspettarsi dalla Champions? Sorprese?
"Credo che i valori verranno comunque a galla. I campionati, con i punti, ti permettono di gestire eventuali vantaggi, la Champions no perché saranno scontri diretti. Penso però che saranno sempre le stesse ad arrivare in fondo".

Un nome?
"Credo che il City possa essere pericoloso, avendo vinto a Madrid e col ritorno in casa. Anche se però questa è la competizione del Real Madrid...".

Che dice su chi critica Guardiola?
"Vincere sempre è difficile, lo fa uno solo. Soprattutto in Champions basta una virgola a fare la differenza, purtroppo siamo abituati erroneamente a dare certe etichette. Non penso proprio che sia un allenatore capace di vincere solo col Barcellona...".

I giovani italiani sembrano riuscire ad imporsi. A centrocampo tra Tonali, Barella e Sensi chi è più di prospettiva?
"Beh, c'è anche Castrovilli... Bella domanda comunque. Sicuramente sono tutti e quattro bravi, credo che essendo tutti giovani, abbiano margini di crescita e questo è un bene. L'obiettivo è l'ambizione è sempre di migliorarsi".

Lei Castrovilli lo vedrebbe più mezzala o trequartista?
"In questo periodo se ne parla tanto, ma più si va avanti e più ho la sensazione che si debba essere bravi a far tutto. Per me lui è capace di fare entrambi i ruoli perfettamente: ormai oggi o sei bravo in più posizioni, o sei limitato. Quindi bene per lui".

C'è un Enzo Maresca oggi in giro?
"Io ero uno normale che ha avuto la fortuna di giocare con tanti giocatori bravi, migliorando con l'osservazione".

Come considerare oggi l'Atalanta?
"La società va senz'altro elogiata, credo che sia assolutamente già una realtà, per me è la squadra più europea che ci sia in Italia, ed è molto divertente da vedere. Sono contento perché vivendo all'estero, è un po' motivo di orgoglio parlare del loro calcio bello, coraggioso e divertente".

Cosa c'è ora nel suo futuro?
"Qualcosa si sta muovendo, ma aspettiamo. In questo momento io, come tanti altri, non posso fare altro che studiare, guardare e capire come fare le cose per bene".


Enzo Maresca intervistato da Niccolò Ceccarini
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