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Martorelli: "Conte e Sarri, contano i risultati. Sul mercato ci sarà l'effetto Chiesa"

TMW RADIO - Martorelli: "Conte e Sarri, contano i risultati. Sul mercato ci sarà l'effetto Chiesa"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 16 luglio 2020 19:24Altre Notizie
di Dimitri Conti

Il procuratore Giocondo Martorelli è intervenuto in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, ai microfoni di Niccolò Ceccarini: "Per quanto riguarda Lautaro, la volontà del ragazzo sarà determinante, assieme a tutte le varie situazioni tra cui l'aspetto economico, visto che andrebbe a guadagnare 10 milioni di euro: alla fine questo lo porterà verso il Barcellona. Sul suo sostituto, non dimentichiamoci che è giovanissimo: uno simile a lui è difficile da trovare sul mercato, penso che l'Inter avrà enormi difficoltà ad individuare il partner di Lukaku".

Cosa ne penserebbe di Chiesa al Napoli in cambio di Allan più conguaglio?
"Penso non stia in piedi, per diversi motivi. Allan guadagna cifre che a Firenze non pagherebbero, e in quel ruolo la Fiorentina ha fatto un investimento importante per un giocatore straordinario come Amrabat, neanche tecnicamente rappresenta il profilo ideale. Sappiamo poi che il presidente Commisso più volte ha dichiarato che sotto i 70 milioni non cederà il ragazzo".

Ma chi può darglieli?
"Penso non ci sia nessuno. L'effetto Chiesa secondo me andrà ad impattare sul calciomercato: la situazione è molto complicata, anche perché la Juve ha già speso più di 40 milioni per Kulusevski, e altre squadre che possono spendere certe cifre non ne vedo. Se Conte rimane con questo modulo, non credo che Chiesa continui per tutta la vita giocando da quinto di destra come ieri a Lecce. Ha margini di crescita ed è giovane, ma oggi in Italia il mercato dice altro".

Chi sarà secondo lei alla fine il prossimo allenatore della Fiorentina?
"Ci sono profili che possono fare al caso, penso a Spalletti, che rappresenterebbe qualcosa di importante per programmare, dare un'impronta e un messaggio di voglia di ripartire. Oppure i vari Giampaolo, Di Francesco: devono essere presi in considerazione perché hanno esperienza e qualità, sono allenatori che possono rivelarsi importanti".

All'Inter sono un po' arrabbiati verso la dialettica di Conte?
"Chi lo conosce, e Marotta lo conosce bene, sa benissimo del suo carattere esuberante, che in alcuni momenti esce dai canoni della normalità, tra virgolette, della tranquillità. Si lascia trasportare dall'impeto, e questo lo caratterizza anche nelle cose importanti. A prescindere dagli scontri dialettici, contano i risultati: fondamentale il finale di stagione dell'Inter: dovesse andare bene sarebbe naturale la continuità, se si crede in un progetto non si può sempre cambiare idea".

E la Juve con Sarri?
"Vincere lo Scudetto non mi sembra poco, non dimentichiamoci che la squadra non è giovanissima, ha diversi acciacchi. Non l'ha creata lui, l'ha trovata. Se porta a casa il campionato, giusto proseguire nel percorso".

Che succede alla Roma?
"Il futuro dipende solo ed esclusivamente, se si vuole migliorarla, dalla cessione societaria. Il rischio di perdere pezzi forti c'è, ci sono giovani interessanti con i quali fare cassa. Dare certi giudizi però è prematuro: se dovesse avvenire il passaggio proprietario, si aprirebbero scenari totalmente diversi".

A oggi chi merita la palma di sorpresa della Serie A?
"Ne posso elencare tre. In primis l'Atalanta, che ha confermato quanto di buono sta facendo negli anni, è il coronamento di tutto ciò il fatto che siano ai quarti di Champions. Poi il Verona, e il Sassuolo: queste le tre squadre che hanno felicemente sorpreso, valorizzando il parco giocatori".

Tutti e tre propongono un calcio aggressivo.
"Anche se quello di De Zerbi è più ragionato, con più palleggio. Gli altri due sono più simili, e non è un caso che abbiano collaborato in passato: Juric ha preso molto da Gasperini, ed è stato bravo a mettere in atto le sue migliori qualità".

Pioli e Ranieri meritano un applauso?
"Vero, soprattutto in questo finale di stagione dopo il lockdown. Entrambi stanno facendo qualcosa di straordinario: Ranieri, uno che ha vinto una Premier col Leicester, aveva già dimostrato nel calcio e rimarrà in eterno, ma anche Pioli meriterebbe di proseguire sul percorso iniziato. Non gli è stata data la possibilità, poi ognuno eventualmente si prenderà le sue responsabilità".


Giocondo Martorelli intervistato da Niccolò Ceccarini
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