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Sconcerti: "Juve, prima di Pjanic pensa a Sarri. Milan? Fiducia nel prossimo anno"

TMW RADIO - Sconcerti: "Juve, prima di Pjanic pensa a Sarri. Milan? Fiducia nel prossimo anno"TUTTOmercatoWEB.com
martedì 26 maggio 2020 19:55Altre Notizie
di Dimitri Conti

Il direttore Mario Sconcerti è intervenuto in diretta ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, iniziando da considerazioni sulla possibile rinuncia a Pjanic da parte della Juventus di Sarri: "Credo che Pjanic sia una cosa molto chiara per Sarri, lo considera, a torto o ragione, lento. Più che come gioco, proprio come pensiero. Il suo regista di riferimento è un giocatore alla Jorginho che fa di prima il passaggio corto e ne mette insieme 200 a partite. Pjanic invece ama giocare, alza la testa, si guarda intorno e solo poi dà il pallone. La posizione di Sarri è chiara: non è il suo regista, quello può essere Jorginho o Bentancur. L'uruguayano gli piace molto, poi se prenderanno Tonali, questo può giocare dove vuole e stare anche dietro a qualche titolare, come succede spesso ai giovani che vanno alla Juventus. Mi è meno chiara invece la posizione della Juve, un giocatore considerato tra i migliori centrocampisti europei fino all'8 marzo e che tu vuoi dare via per avere Arthur che però continua a rifiutare il trasferimento. Io uno come Pjanic lo prenderei stasera, e la soluzione mi sembra troppo semplicistica".

La Juventus probabilmente ha anche la questione centravanti.
"C'è comunque Dybala, un attaccante puro. La Juve non ha il problema dell'attaccante: se gli manca lo paga e lo compra, come ha sempre fatto. Semmai mi sembra che ci sia una complessità generale di situazioni. Faccio alcuni esempi: i debiti che cominciano ad essere tanti, più di 500 milioni e la parte italiana della FCA ha chiesto 6 miliardi di euro garantiti dallo Stato, e credo manchi solvibilità, quindi arrivano i problemi strutturali, cioè del Coronavirus e delle auto che non vengono vendute. Più del centravanti, in questo momento ci sono queste ragioni a rendere complesso il tutto. FCA non è un'azienda italiana, è straniera ma produce anche in Italia. Non ho titoli né competenze per giudicare se lo Stato debba garantire quel prestito a un privato straniero, ma so che FCA ha 400.000 persone a lavorare nel nostro paese, e questo può essere già di per sé abbastanza. Il momento della Juventus è diverso da quello che solitamente passa, e le scelte tecniche fatte adesso arrivano prima dei responsi della stagione, quando alla fine mancano un terzo delle partite. Champions compresa. Quindi si parla anche della stabilità di Sarri e di quanto debbano contare le sue opinioni".

Come sta andando la miscela Sarri-Juventus?
"La Juve vista contro l'Inter fu molto sarriana, quello è stato un discreto punto d'avvicinamento. Arriva un momento però in cui il modello è fine a se stesso, ora è tempo dei risultati: se li fai sei un maestro, sennò vai a casa. Per questo sono sorpreso in parte dalla decisione su Pjanic: Arthur è un ottimo giocatore ma quest'anno ha giocato solo quattro volte dall'inizio. Una società come la Juventus va difficilmente dietro alle scelte dell'allenatore: certamente ad ora non si deve dubitare dell'accordo, ma io noto che si sta confermando un allenatore che ancora deve cominciare a fare risultati e che in un mese e mezzo li otterrà o meno".

Come si pone Cavani nell'Inter di Conte?
"Cavani non è un centravanti classico, parte da lontano. Secondo me Conte parte già per inserirlo al posto di Lautaro: credo che il progetto sia la coppia Cavani-Lukaku, con il primo che si muove di più".

Si parlava di Mertens, ma Cavani anche fisicamente, è diverso.
"Può sembrare un paradosso, ma le caratteristiche sono le stesse, cambia solo il passo. Uno è breve, l'altro lungo, ma entrambi partono dall'esterno per accentrarsi e aiutano la strada. Per me Mertens era previsto come terzo attaccante. Cercheranno uno agile, brevilineo, che porti profondità e rapidità per completare il reparto".

Il Milan da dove potrà ripartire al meglio?
"A me piace molto il Milan. Ha una squadra dalla qualità media molto alta, senza leadership, sa giocare a calcio ma è debole nella personalità. Se la trova sarà tra chi giocherà il calcio migliore. Se ricordate la prima ora di Firenze, è tra le squadre migliori che ho visto quest'anno. Poi però nell'ultima mezz'ora è stata travolta dal ritmo della Fiorentina ed è andato in difficoltà cosmica. Romagnoli si sta involvendo, deve ritrovare cattiveria e motivazioni. Lascio perdere Ibrahimovic perché il Milan non ha bisogno di ricordi ma di un'area tecnica che dia solidità. Rangnick è eccessivo, dà molto e consuma molto, non è un caso che sia rimasto fermo due anni per stress. Guardate il Lipsia, e quello potrebbe essere il Milan del prossimo anno, perché i giocatori ce li ha. Ho fiducia nel Milan dell'anno prossimo".

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