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TMW VIAREGGIO - Spartak Mosca, due gioielli in vetrina

17.02.2009 18:43 di Luca Cellini   articolo letto 17812 volte

Finisce male per la Spartak Mosca l'avventura nella 61° edizione del Torneo di Viareggio, eliminata in rimonta dalla Reggina di Roberto Breda. Insulti, spinte e due espulsioni sono il segno che lascia la formazione russa dal campo di S. Maria di Empoli, al termine di 90 minuti non belli, ma ricchissimi di emozioni. E pensare che le cose per la formazione guidata da Dmitry Gunko (sentiremo parlare presto di questo allenatore in campo internazionale), si erano messe benissimo già dopo 12 minuti quando Ananidze, su assist splendido di Malyaka, portava in vantaggio lo Spartak. Proprio i biancorossi di Gunko, seppur rimasti in dieci dal 32', si dimostravano squadra di ottimi giocatori, dotati di talento, tecnica e ottima organizzazione. Su tutti spiccavano le individualità di Pavel Yakovlev, un classe '91 che da prima punta, specialmente quando ha dovuto reggere da solo l'attacco dello Spartak, si è rivelato ottimo per velocità, distribuzione di palloni e tiro, con tutti e due i piedi. Ma il giocatore che maggiormente impressionava nel match contro la Reggina era Ananidze Jano, nato il 10 ottobre '92, che partiva come centrocampista offensiva, per poi passare esterno a sinistra di centrocampo quando lo Spartak rimaneva in dieci. Ananidze ha il fisico ancora di un sedicenne ma la testa da giocatore intelligente e dal piede vellutato: un sicuro talento già fra un paio di anni. Lo Spartak rimaneva in dieci al 32' quando Kozhevnikov doveva stendere in area Lamenza, scattato in fuorigioco, causando l'espulsione del numero 45 russo e il rigore, che però lo stesso numero 9 reggino calciava fuori. La Reggina subiva il gioco meglio organizzato dello Spartak, che ad inizio ripresa prima subiva un accelerazione fenomenale di Malyaka sulla fascia destra, che non trovava di un soffio in area Yakovlev; poi quest'ultimo al 52' colpiva un palo dopo un'azione solitaria. Gubin, portiere che aveva respinto il rigore a Lamenza con un riflesso dei piedi nel primo tempo, nel secondo si superava su Alessio Viola al 62', salvo doversi arrendere al 71' su una girata di Iannazzo. A decidere la gara ci pensava lo stesso Viola, che prima colpiva un palo al 78', poi su un cross di Squillace, a cinque minuti dalla fine, batteva Gubin. Il portiere russo usciva dal campo furioso, urlando di tutto all'arbitro Borriello ed ai suoi assistenti (davvero gravemente insufficienti tutti e tre nella gestione della gara). Peccato, perché lo Spartak -rimasto in dieci al 72' per doppio cartellino giallo a Yakovlev - meritava di più, e finchè le due squadre sono rimaste in parità numerica, si era vista una gran bella partita.


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