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Oltre l'imbarcata: vietato rinnegare se stessi. Palladino prepari la riscossa partendo dal pubblicoTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 13:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Oltre l'imbarcata: vietato rinnegare se stessi. Palladino prepari la riscossa partendo dal pubblico

Dalla favola europea al brutale scontro con l'élite. Ora è vietato smarrire la propria identità tattica in vista degli incroci decisivi con Inter e Lazio

Dall'euforia collettiva per l'impresa titanica contro il Borussia Dortmund al durissimo scontro con la spietata realtà bavarese. In appena quindici giorni, l'Atalanta di Raffaele Palladino ha vissuto un frullatore emotivo che ha culminato nello sgradevole passivo incassato per mano del Bayern Monaco, un tracollo che impone profonde riflessioni ma che non deve in alcun modo cancellare il percorso tracciato finora.

IL DIVARIO INCOLMABILE - Le scelte coraggiose della vigilia, con quel baricentro spinto in avanti per aggredire anziché subire, avevano accarezzato l'inconscio di una piazza intera. Tuttavia, il campo ha emesso una sentenza inappellabile contro dieci marziani in maglia rossa. Il divario è parso evidente fin dai primi scambi: i campioni di Germania albergano stabilmente nell'Olimpo delle prime tre o quattro potenze d'Europa, una dimensione attualmente fuori portata. Non si è trattato di un naufragio tattico o di banali amnesie dei singoli: la sconfitta sarebbe maturata in ogni caso, a prescindere dal modulo iniziale o dai correttivi in corsa, come testimonia il tris subito in entrambi i tempi prima del platonico sigillo di Mario Pasalic in pieno recupero.

DIFENDERE L'IDENTITÀ - A fine gara, le parole a caldo di Marten de Roon, che ha ipotizzato un atteggiamento più conservatore e votato alle ripartenze, sono apparse come una naturale reazione emotiva a una serata da incubo. Eppure, smarrire la propria filosofia calcistica rappresenterebbe il danno maggiore. Rinunciare all'indole propositiva significherebbe ripiombare in quel limbo di prestazioni opache e pareggi sterili che avevano zavorrato l'autunno nerazzurro – come analizza Pietro Serina sulle colonne del "Corriere di Bergamo" – un rischio che va assolutamente scongiurato per non compromettere il lavoro svolto.

LA TESTA AL FUTURO E L'OMAGGIO AI TIFOSI - Archiviato il provvidenziale giorno di riposo, il tecnico campano dovrà ora compiere un vero e proprio capolavoro psicologico. Il calendario non fa sconti e propone l'incrocio in trasferta contro l'Inter, preludio al ritorno europeo e all'attesissima semifinale di Coppa Italia contro la Lazio fissata per il 22 aprile. Proprio in quell'occasione la squadra sarà chiamata a sdebitarsi con una tifoseria semplicemente monumentale. L'incitamento inesauribile del popolo bergamasco ha lasciato di stucco persino Joshua Kimmich, leader dei bavaresi, che nel post-partita ha confessato con sincera ammirazione: «Non ho mai visto i tifosi sostenere così una squadra che ha preso sei gol».

Un patrimonio di passione inestimabile che i giocatori dovranno trasformare al più presto in carburante puro. Da una caduta così rumorosa si può uscire con le ossa rotte, oppure con la rabbia e la maturità necessarie per rendere indimenticabile lo sprint finale della stagione.

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